Borse, si chiude un trimestre di corsa. Milano +0,6 per cento
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDI
Sull'onda lunga del Trump-rally e con le prospettive economiche migliorate, dall'Asia a Wall Street è stato un trimestre di corsa per le azioni. Piaggio, minacciata dai dazi Usa, gira in positivo. Tokyo chiude in calo dello 0,8%. Euro stabile sotto 1,07 dollari. Petrolio reduce da un balzo in scia alla possibilità di una estensione dei tagli Opec
Aggiornato 3 minuti di lettura
MILANO - Le Borse europee chiudono poco mosse nell'ultima giornata di un trimestre che va in archivio con un saldo ampiamente positivo. L'onda lunga del rally innescato dall'elezione di Donald Trump e il miglioramento delle condizioni macroeconomiche, con l'inflazione tornata a fare capolino anche sul Vecchio continente, hanno spinto gli acquisti azionari. Sebbene nella parte finale di marzo si sia vista qualche incertezza - legata soprattutto alle difficoltà politiche del nuovo presidente Usa - sia lo S&P500 che l'Eurostoxx si apprestano a chiudere il periodo con guadagni intorno al 5 per cento. In Asia, nonostante i ribassi di oggi, si è chiuso un trimestre "stellare" (definizione di Bloomberg): erano cinque anni che il bilancio per la regione non era così positivo (oltre 9 punti guadagnati dall'Msci Asia Pacific). Per l'indice All World che comprende anche i mercati emergenti, il bilancio da inizio anno si avvicina al +…
MILANO - Le Borse europee chiudono poco mosse nell'ultima giornata di un trimestre che va in archivio con un saldo ampiamente positivo. L'onda lunga del rally innescato dall'elezione di Donald Trump e il miglioramento delle condizioni macroeconomiche, con l'inflazione tornata a fare capolino anche sul Vecchio continente, hanno spinto gli acquisti azionari. Sebbene nella parte finale di marzo si sia vista qualche incertezza - legata soprattutto alle difficoltà politiche del nuovo presidente Usa - sia lo S&P500 che l'Eurostoxx si apprestano a chiudere il periodo con guadagni intorno al 5 per cento. In Asia, nonostante i ribassi di oggi, si è chiuso un trimestre "stellare" (definizione di Bloomberg): erano cinque anni che il bilancio per la regione non era così positivo (oltre 9 punti guadagnati dall'Msci Asia Pacific). Per l'indice All World che comprende anche i mercati emergenti, il bilancio da inizio anno si avvicina al +7%.
Piazza Affari, in rosso in mattinata, riesce a girare in rialzo nel pomeriggio per poi chiudere a +0,62%. In linea con il listino principale anche Piaggio, che ieri aveva perso abbondamentemente in scia alla minaccia di dazi sulla Vespa da parte dell'amministrazione Trump, in una mossa che sa tanto di guerra commerciale contro l'Europa. Migliorano sul finale anche le altre: Londra resta in passivo dello 0,63%, mentre Parigi guadagna lo 0,65% e Francoforte lo 0,46%. Wall Street tratta poco mossa, dopo il nuovo record del Nasdaq di ieri, e chiude in lieve calo: il Dow Jones perde lo 0,32%, il Nasdaq lo 0,04% e l'indice S&P500 lo 0,23%. I mercati guardano con una certa preoccupazione all'incontro al vertice tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping la settimana prossima.
In Italia si guarda alla presentazione dei dati 2016 di Cdp, che fa il punto sull'esecuzione del piano industriale. Da Cernobbio, sul Lago di Como, Confcommercio segnala i rischi di stagnazione per l'economia italiana. L'Istat traccia un rallentamento dell'inflazione, in base ai dati provvisori di marzo. Anche nell'Eurozona il dato è in calo ed è seguito con attenzione dalla Bce di Mario Draghi, sotto pressione (soprattutto tedesca) per una normalizzazione della politica monetaria in vista di un rialzo dei prezzi. L'Eurotower riduce con aprile il ritmo di acquisti nell'ambito del Quantitative easing da 80 a 60 miliardi di euro al mese, ma il governatore ha più volte sottolineato che il recente rialzo dell'inflazione ha ben poco di strutturale e per ora non è tale da spostare la politica monetaria della Banca centrale. In Francia, l'inflazione è salita intanto dello 0,6% su mese, a marzo, in accelerazione dal +0,1% di febbraio. In leggero calo invece la variazione annua: +1,1%. In Germania si segnala il tasso di disoccupazione in calo al 5,8% destagionalizzato a marzo, mentre le vendite al dettaglio sono salite dell'1,8% (sopra le aspettative). Il Pil della Gran Bretagna nel quarto trimestre 2016 segna un +0,7%, come nella rilevazione precedente: non si avverte ancora la zavorra di Brexit.
Negli Stati Uniti l'indice Pmi di Chicago, che misura l'andamento dell'attività aziendale e manifatturiera nell'area di Chicago, è salito a 57,7 punti in marzo, il massimo da gennaio 2015, dai 57,4 punti del mese precedente (invariato rispetto alla prima stima). Il dato è migliore delle previsioni degli analisti. Misti i dati sui consumi e i redditi personali: i primi sono saliti dello 0,1% a febbraio, meno delle stime, mentre i secondi sono saliti come da attese dello 0,4%.
Il cambio euro-dollaro termina poco sotto 1,07 dollari anche dopo i dati Usa: la moneta europea chiude a 1,0693 dollari. Il dollaro ha trovato supporto - dopo i recenti cali - nelle parole di alcuni governatori della Fed che non escludono un'accelerazione dei rialzi dei tassi. Sale invece lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si porta a quota 197 punti base per un rendimento del decennale italiano al 2,3% sul mercato secondario. Ma la dinamica viene spiegata dalle sale operative con il cambiamento del benchmark (scadenza giugno 2027): "Rispetto al titolo con scadenza dicembre 2026 usato in precedenza", spiega Vincenzo Longo di Ig Markets, "ha un rendimento più alto, visti i rialzi dei tassi degli ultimi mesi".
In mattinata si è chiusa una giornata debole per la Borsa di Tokyo, che ha visto l'indice Nikkei scendere sotto la soglia di 19mila punti dopo una chiusura a -0,81% a quota 18.909,26 punti. L'economia del Sol levante registra un piccolo incremento dell'inflazione, per il secondo mese di seguito, ma si accentua la contrazione dei consumi malgrado il tasso di disoccupazione si stabilizzi ai minimi in oltre 20 anni. Nel mese di febbraio l'indice dei prezzi al consumo ha mostrato un rialzo dello 0,2% dopo un aumento comparabile il mese precedente, e la percentuale dei senza lavoro si è assestata al 2,8%, mai cosi basso dal 1994. Notizie deludenti, tuttavia, arrivano sul fronte dei consumi, con una contrazione del 3,8%, superiore alle stime degli analisti pari al meno 1,7%. Superiore alle attese, invece, il +2% messo a segno dalla produzione industriale a febbraio. Da segnalare, questa volta in Cina, che l'attività manifatturiera ha di nuovo accelerato a marzo, oltre le attese: secondo i dati governativi l'indice Pmi che si basa sul carnet degli ordini delle imprese è aumentato a 51,8 a marzo dal 51,6 di febbraio e dal 51,3 di gennaio.
Quotazioni del petrolio in leggero calo dopo la fiammata di ieri nella seconda parte della giornata. Alla chiusura dei mercati europei, il barile Wti a maggio scivola dello 0,3% a 50,1 dollari al barile e il Brent lima lo 0,7% a 52,5 dollari. Come ricorda Bloomberg, per il greggio si prospetta comunque la miglior settimana del 2017: rimbalzo in scia alle speranze che l'Opec estenda i tagli alla produzione per dare più consistenza al rialzo dei prezzi. Le incertezze provocate sui mercati dalle scelte degli Usa sotto la presidenza fanno archiviare alle quotazoni dell'oro il migliore trimestre da un anno a questa parte. Il lingotto con consegna immediata è stabile sui mercati asiatici intorno a 1.239 dollari l'oncia. Le quotazioni dall'inizio dell'anno hanno guadagnato l'8,3%.
L'andamento del petrolio: il punto rosso indica l'annucnio dell'accordo Opec per tagliare la produzione, che ha fatto risalire i prezzi. Nelle ultime settimane, vista la continua crescita delle estrazioni Usa, l'effetto si era decisamente assopito. Poi il rimbalzo degli ultimi giorni