Economia

Prometeia: "E' tempo di ripresa". A dieci anni dalla crisi abbiamo gli stessi occupati, ma per meno ore

Il Pil italiano resta lontano dai massimi pre-crisi, mentre gli altri Paesi europei hanno ampiamente colmato il gap. Ma la stima di crescita per l'Italia sale sia per il 2017 (+0,9% da +0,7%) sia per il 2018 (+0,9% da +0,8%). Occupazione: "Non si è ridotto il divario Nord-Sud"

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MILANO - In Italia è difficile parlare di crescita economica senza "ma" o comunque una frase dubitativa: anche gli economisti di Prometeia, che pure rialzano le stime, fin dall'inizio del loro Rapporto di previsione sottolineano infatti che "nonostante i rischi, è tempo di ripresa".

Secondo la società di ricerca economica e consulenza, facendo il bilancio di un decennio trascorso dallo scoppio della peggiore crisi economico-finanziaria mai vista, bisogna ricordare che il Belpaese non ha recuperato tutto il terreno perduto: "A fine 2016 il livello del A italiano era inferiore di oltre il 7% rispetto ai massimi a inizio 2008, mentre in Spagna questa distanza si è ridotta a circa l'1%", annotano. Se si guarda al complesso dell'Eurozona, a Germania e Francia il Pil è stato invece superiore rispettivamente del 2,4%, 7,8% e 4,5%.

L'anno scorso la crescita italiana, se misurata in termini pro-capite, è stata più alta di quella di Stati Uniti, Francia e Germania. "Una buona notizia, anche se dovuta a un lieve calo della popolazione italiana", spiegano gli economisti. "In ogni caso Prometeia ha rivisto al rialzo la stima di crescita per l'Italia sia per il 2017 (+0,9% da +0,7%) sia per il 2018 (+0,9% da +0,8%)".

Tra gli altri punti toccati dal rapporto, come hanno mostrato i recenti dati degli organi istituzionali si sottolineano i "segnali contrastanti" sul mercato del lavoro: "A dieci anni dalla crisi è occupato lo stesso numero di persone, ma per meno ore, e non si è ridotto il divario Nord-Sud. Segnali positivi arrivano invece dall'offerta di lavoro femminile e degli over 55, dalla domanda di lavoro stabile e dal ri-orientamento dell'occupazione verso i servizi". Per quanto riguarda l'incognita delle politiche monetarie, Prometeia è cauta sullo stop alla fase accomodante: previsto per la Fed un solo rialzo dei tassi di 25 punti base nel 2017 e tre rialzi da 25 punti base nel 2018. Anche se il rischio deflazione si è allontanato dall'Europa, la Bce dopo dicembre 2017 ridurrà solo gradualmente l'acquisto mensile di titoli, fino a chiudere il QE nel maggio 2018.

Quanto infine al panorama internazionale, fattori di rischio sono visti dall'andamento della Cina (che può portare volatilità) e da Trump: "L'esuberanza dei mercati successiva all'elezione si sta ridimensionando e cominciano a trapelare i rischi di deludere le aspettative. Questo ha portato Prometeia a rivedere al ribasso di due decimi la stima di crescita degli Stati Uniti sia per il 2017 sia per il 2018 (rispettivamente a +2,2% e +2,7%)".