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Borse europee in calo dopo i dati Usa sull'auto. Balzo del Pmi manifatturiero italiano

I listini del Vecchio Continente scivolano in territorio negativo con i dati sulle immatricolazioni dei veicoli negli Stati Uniti. Piazza Affari la peggiore: -1,22%. Negativa anche Wall Street. Spread in aumento sopra i 200 punti: da oggi la Bce riduce gli acquisti (Qe)
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MILANO -  I dati deludenti delle immatricolazioni di auto negli Stati Uniti spingono al ribasso i listini europei che archiviano tutti in negativo dopo una seduta all'insegna della debolezza. Milano segna un calo dello 1,22%, spinta dalla netta flessone di Fca, che ha regfistrato uno dei cali più forti nelle vendite mentre fa bene A2a, che oggi ha presentato i risultati 2016, con utile e dividendo in crescita.  Londra perde lo 0,55%, Francoforte guadagna lo 0,45% mentre Parigi perde lo 0,71%. L'economia italiana registra comunque segnali molto incoraggianti: l'indice Pmi manifatturero, il sondaggio condotto da Markit tra i direttori degli acquisti delle aziende, sale a marzo a 55,7 da 55 di febbraio, al top dai sei anni. Un segnale senz'altro positivo per le prospettive future della nostra industria. Male anche Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,06%, il Nasdaq lo 0,29% e lo S&P 500 lo 0,16%. In mattinata, Tokyo ha segnato una chisura al rialzo, in…
MILANO -  I dati deludenti delle immatricolazioni di auto negli Stati Uniti spingono al ribasso i listini europei che archiviano tutti in negativo dopo una seduta all'insegna della debolezza. Milano segna un calo dello 1,22%, spinta dalla netta flessone di Fca, che ha regfistrato uno dei cali più forti nelle vendite mentre fa bene A2a, che oggi ha presentato i risultati 2016, con utile e dividendo in crescita.  Londra perde lo 0,55%, Francoforte guadagna lo 0,45% mentre Parigi perde lo 0,71%. L'economia italiana registra comunque segnali molto incoraggianti: l'indice Pmi manifatturero, il sondaggio condotto da Markit tra i direttori degli acquisti delle aziende, sale a marzo a 55,7 da 55 di febbraio, al top dai sei anni. Un segnale senz'altro positivo per le prospettive future della nostra industria. Male anche Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,06%, il Nasdaq lo 0,29% e lo S&P 500 lo 0,16%. In mattinata, Tokyo ha segnato una chisura al rialzo, in linea con tutti i listini asiatici, con l'indice Nikkei in rialzo dello 0,4% a 18.983 punti

In lieve salita lo spread fra Btp e Bund tedesco, nel giorno in cui la Bce di Mario Draghi inizia a ridurre gli acquisti di titoli di Stato. Il differenziale chiude a quota 203 punti contro i 198 della chiusura di venerdì quando era salito di quasi 20 punti, con il rendimento del decennale italiano al 2,33%. Sul fronte dei cambi, l'euro vale 1,0651 dollari. E' inoltre scambiato a 118,73 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 111,45.

Molto densa di appuntamenti l'agenda macroeconomica. I dati diffusi dall'Istat sull'occupazione mostrano una sostanziale stabilità nel mercato del lavoro italiano, mentre il ministero dei trasporti diffonderà i dati sulle immatricolazioni auto a marzo. Prezzi alla produzoine stabili nella zona euro, e in aumento dello 0,1% tra i 28 apesi dell'Unione, secondo le statistiche diffuse da Eurostat. In calo l'indice pmi sulla manifattura giapponese: nella lettura finale di marzo, scende a 52,4 punti rispetto ai ai 52,6 della prima lettura, ma anche rispetto ai 53,3 punti di febbraio. Oltre al dato positivo italiano già citato, anche quello complessivo dell'Eurozona è molto poisitivo, il pmi tocca tocca il nuovo massimo da 71 mesi arrivando a 56,2 punti, in salita dai 55,4 punti di febbraio, invariato rispetto alla precedente stima flash. In leggero calo  l'indice statunitense ISM, che misura il sentiment di 400 direttori degli acquisti del comparto manifatturiero, assato marzo da 57,7 a 57,2 punti, in linea con le attese.

Il prezzo del petrolio flette leggermente. A New York le quotazioni del Wti salgono dello 0,22% a 50,49 dollari al barile mentre il Brent cala dello 0,77% a 53,12 dollari, i aumento dello 0,05%. Oro in crescita il metallo con consegna immediata scende dello 0,32% a 1253 dollari l'oncia.