MILANO - Ripresa italiana, avanti ma molto piano. E' la diagnosi dell'Istat nella consueta nota mensile sull'economia.
Nell'incipit del loro documento, gli statistici ricordano che "le prospettive dell'economia statunitense e dell'area euro rimangono positive in presenza di una stabilità degli scambi internazionali". Per quanto riguarda la situazione tricolore, "l'andamento dell'attività economica risulta positivo, in un contesto di aumento della profittabilità delle imprese e di intensificazione dell'attività di investimento".
Venendo ai comportamenti delle famiglie, si rileva che i consumi "sono in moderato aumento, sostenuti da una riduzione consistente della propensione al risparmio". A differenza di quello che paventano in Germania, da noi "la ripresa dei prezzi si mantiene circoscritta".
In sintesi: "Migliora la fiducia dei consumatori e delle imprese e l'indicatore anticipatore segnala il proseguimento dell'attuale ritmo di crescita dell'attività economica, sebbene di intensità più contenuta rispetto al mese precedente".
Una ultima annotazione presa male dai consumatori: "L'Istat ci ricorda oggi, nella nota mensile, che tutti i principali indicatori stanno peggiorando. Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente: potere d'acquisto -0,9%, reddito disponibile -0,6%, vendite al dettaglio in volume -0,2%. A gennaio, su base congiunturale, è scesa la produzione industriale (-2,3%), fatturato -3,5%, ordinativi -2,9%, costruzioni -3,8%. L'occupazione conferma la pausa nel processo di crescita. Insomma, un quadro desolante e sconfortante" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Evidentemente le ricette finora seguite per rilanciare l'economia non stanno funzionando" conclude Dona.
Nell'incipit del loro documento, gli statistici ricordano che "le prospettive dell'economia statunitense e dell'area euro rimangono positive in presenza di una stabilità degli scambi internazionali". Per quanto riguarda la situazione tricolore, "l'andamento dell'attività economica risulta positivo, in un contesto di aumento della profittabilità delle imprese e di intensificazione dell'attività di investimento".
Venendo ai comportamenti delle famiglie, si rileva che i consumi "sono in moderato aumento, sostenuti da una riduzione consistente della propensione al risparmio". A differenza di quello che paventano in Germania, da noi "la ripresa dei prezzi si mantiene circoscritta".
In sintesi: "Migliora la fiducia dei consumatori e delle imprese e l'indicatore anticipatore segnala il proseguimento dell'attuale ritmo di crescita dell'attività economica, sebbene di intensità più contenuta rispetto al mese precedente".
Una ultima annotazione presa male dai consumatori: "L'Istat ci ricorda oggi, nella nota mensile, che tutti i principali indicatori stanno peggiorando. Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente: potere d'acquisto -0,9%, reddito disponibile -0,6%, vendite al dettaglio in volume -0,2%. A gennaio, su base congiunturale, è scesa la produzione industriale (-2,3%), fatturato -3,5%, ordinativi -2,9%, costruzioni -3,8%. L'occupazione conferma la pausa nel processo di crescita. Insomma, un quadro desolante e sconfortante" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Evidentemente le ricette finora seguite per rilanciare l'economia non stanno funzionando" conclude Dona.