MILANO - Le rassicurazioni di Mario Draghi sul proseguo della politica espansiva della Bce danno fiducia le Borse europee, dopo una mattinata vissuta in calo. Milano chiude guadagnando lo 0,21%, Francoforte cresce dello 0,11% mentre Parigi cresce dello 0,5% mentre Londra scende dello 0,34%. Il presidente della Banca Centrale Europea, intervenendo a Francoforte alla conferenza organizzata dal Center for Financial Studies ha allontanato la stretta monetaria dll'Eurotower, spiegando che non è il momento di rivedere le politiche monetarie. Stessa indicazione arrivata dalle minute dell'ultima riunione del consiglio direttivo della Bce, pubblicate questo pomeriggio. Lievemente positiva Wall Street, il Dow Jones guadagna lo 0,27%, il Nasdaq lo 0,22% e lo S&P500 lo 0,32%.
A mettere in allarme i mercati questa mattina erano stati invece i verbali dell'ultima riunione di metà marzo della Fed, con l'indicaizone della possibilità da parte della banca centrale Usa di cominciare a ridurre il proprio bilancio - balzato dai 1000 miliardi di dollari del 2008 ai quasi 4500 di oggi - entro la fine dell'anno.
La giornata è comunque segnata soprattutto dall'attesa per il primo dei due giorni di vertice tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Un faccia a faccia che arriva in un momento di grande tensioni tensioni internazionali, dalla minaccia della Corea del Nord alla possibile nuova escalation in Siria, e commerciali, con la nuova politica protezionistica avviata dal presidente Usa. Molto marcata anche la chiusura in negativo della Borsa di Tokyo: con l'indice Nikkei che ha perso l'1,4% a 18.597,06, ai minimi da dicembre. A nulla sono valse oggi la rassicurazioni di
Sui mercati valutari, l'euro chiude in calo. La moneta europea passa di mano a 1,0657 dollari e 118,15 yen. In aumento lo spread. Il differenziale Btp/Bund chiude a quota 200 punti con il rendimento del nostro decennale al 2,26%.
Sul fronte degli appuntamenti macroeconomici in mattinata è arrivato il rimbalzo degli ordinativi all'industria tedesca, cresciuti del 3,4% dopo il calo del 6,8% dfel mese precedente. Un dato, comunque in linea con le attese. In crescita invece la fiducia dei consumatori giapponesi, salita a marzo al 43,9, cioè 0,7 punti in più rispetto a febbraio mentre in Cina l'Indice Pmi servizi relativo èsceso a marzo al 52,2 dal 52,6 di febbraio. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa si attestano nell'ultima settimana a quota 234 mila unità, sotto le 259 mila unità della lettura precedente e sotto le 250 mila unità stimate dal mercato.
Quotazioni del petrolio in lieve aumento. Il Wti sale di 44 centesimi a 51,59 dollari al barile; il Brent 37 centesimi a 54,73 dollari. In calo le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici: il lingotto flette a 1.251 dollari l'oncia.
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A mettere in allarme i mercati questa mattina erano stati invece i verbali dell'ultima riunione di metà marzo della Fed, con l'indicaizone della possibilità da parte della banca centrale Usa di cominciare a ridurre il proprio bilancio - balzato dai 1000 miliardi di dollari del 2008 ai quasi 4500 di oggi - entro la fine dell'anno.
La giornata è comunque segnata soprattutto dall'attesa per il primo dei due giorni di vertice tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Un faccia a faccia che arriva in un momento di grande tensioni tensioni internazionali, dalla minaccia della Corea del Nord alla possibile nuova escalation in Siria, e commerciali, con la nuova politica protezionistica avviata dal presidente Usa. Molto marcata anche la chiusura in negativo della Borsa di Tokyo: con l'indice Nikkei che ha perso l'1,4% a 18.597,06, ai minimi da dicembre. A nulla sono valse oggi la rassicurazioni di
Sui mercati valutari, l'euro chiude in calo. La moneta europea passa di mano a 1,0657 dollari e 118,15 yen. In aumento lo spread. Il differenziale Btp/Bund chiude a quota 200 punti con il rendimento del nostro decennale al 2,26%.
Sul fronte degli appuntamenti macroeconomici in mattinata è arrivato il rimbalzo degli ordinativi all'industria tedesca, cresciuti del 3,4% dopo il calo del 6,8% dfel mese precedente. Un dato, comunque in linea con le attese. In crescita invece la fiducia dei consumatori giapponesi, salita a marzo al 43,9, cioè 0,7 punti in più rispetto a febbraio mentre in Cina l'Indice Pmi servizi relativo èsceso a marzo al 52,2 dal 52,6 di febbraio. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa si attestano nell'ultima settimana a quota 234 mila unità, sotto le 259 mila unità della lettura precedente e sotto le 250 mila unità stimate dal mercato.
Quotazioni del petrolio in lieve aumento. Il Wti sale di 44 centesimi a 51,59 dollari al barile; il Brent 37 centesimi a 54,73 dollari. In calo le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici: il lingotto flette a 1.251 dollari l'oncia.
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