Siria-Stoccolma: la tensione non spaventa i mercati. Disoccupazione Usa ai minimi dal 2007
Flavio Bini
Il quadro geopolitico impensierisce inizialmente gli investitori, poi le Borse riprendono terreno. Milano chiude invariata. Anche il dollaro parte in ribasso dopo l'attacco, poi la valuta americana si riassesta sui livelli di ieri. Occhi puntati sull'incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. In risalita lo spread
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MILANO - L'attacco americano alla Siria, bissato a stretto giro dalle notizie di un attacco di probabile stampo terroristico a Stoccolma, ha impensierito solo in parte i mercati finanziari. Dopo un avvio debole, infatti, le Piazze europee sono riuscite a chiudere in linea di galleggiamento: Piazza Affari ha terminato gli scambi piatta (+0,02%) come Francoforte (-0,05%). Londra è riuscita a spuntare un rialzo dello 0,58%, mentreParigi ha aggiunto lo 0,27%. Quando finiscono gli scambi del Vecchio continente, Wall Street procede invariata: il Nadaq lima lo 0,04%, il Dow Jones aggiunge lo 0,01%. In mattinata, Tokyo ha archiviato le contrattazioni in territorio positivo, con l'indice Nikkei che sale dello 0,36% a 18.664,63 punti.
La reazione al bombardamento è stata immediata sul mercato valutario, con il dollaro che inizialmente è scivolato nettamente sulle altre monete, salvo poi riassestastarsi sui livelli di ieri e lo yen che è salito nettamente. Alla fine l'euro ha addirittura invertito rotta, chiudendo in calo poco sopra quota 1,06 dollari dopo l'attentato a Stoccolma e l'attacco Usa in Siria: la moneta unica passa di mano a 1,0618 dollari e a 117,53 yen. Dollaro/yen a 110,69.
Anche il petrolio ha risentito dell'attacco militare americano sulla paura degli investitori che una escalation della tensione dell'area potrebbe portare a un difficile approvvigionamento del greggio. Alla chiusura degli scambi Ue, il barile Wti sale a New York oltre 52 dollari mentre il Brent si porta a 55,2 dollari.
Balzo in avanti anche per l'oro, saltato a 1266 dollari l'oncia, ai massimi da novembre 2016. "La scelta dei beni rifugio è più che altro nel caso in cui le cose dovessero peggiorare", prova a minimizzare Jim McCaughan, numero di Principal Global Investors a Bloomberg Tv. "Non è il primo attacco americano in Siria, quindi non si tratta di una novità". Ma la ripercussioni si sono comunque fatte sentire, come mostra il grafico.
La mossa Usa arriva in una giornata dominata essenzialmente dal secondo giorno di colloqui in programma tra Donald Trump e il presidente CInese Xi Jinping. Un vertice atteso soprattutto dopo le tensioni delle ultime settimane con la Corea del Nord, e dopo che il presidente ha lasciato intendere in una intervista al Financial Times che se Pechino non dovesse fare qualcosa per frenare Pyongyang ci potrebbero pensare gli stessi Stati Uniti. Ma dopo l'incontro, l'inquilino della Casa Bianca ha detto che le relazioni con Xi sono "straordinarie". L'economia americana intanto mette in fila un altro record: a marzo il tasso di disoccupazione è sceso al 4,5%, ai minimi dal maggio 2007. Una flessione che arriva nonostante i soli 98.000 posti di lavoro creati.
Giornata altalenante anche per lo spread tra Btp e Bund: inizlamente sale a quota 202 punti, poi termina la giornata di nuovo sotto 200 punti con un rendimento intorno al 2,2%.
Intesa soltanto a metà questa mattina all'Eurogruppo sulla Grecia. A Malta arriva solto un accordo di massima sui nuovi tagli per Atene. Tra gli appuntamenti macroeconomici, migliore delle attese il dato sulla produzione industriale, che sale a febbraio del 2,2% accompagnata anche da un nuovo salto dell'export, cresciuto dello 0,8%. Debole la produzione invece in Francia (-1,6%) e in Gran Bretagna (-0,6%). A livello corporate, Fox incassa il via libera della Commissione europea al progetto di acquisizione di Sky.