Toshiba, drammatico annuncio: "Possiamo fallire". Perdite record da 4,5 miliardi
L'ormai ex gigante giapponese dell'elettronica e dell'energia è nell'angolo. I revisori dei conti rifiutano di certificare l'attendibilità del bilancio. L'ad terrà una conferenza stampa a Tokio
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ROMA - A 138 anni dalla sua nascita, la Toshiba può fallire. L'ormai ex gigante giapponese dei microprocessori e dell'energia riconosce che la sua "continità aziendale è a rischio". L'ammissione, nel comunicato che alza il velo sulle perdite record del gruppo che arrivano ai 4,5 miliardi di euro negli ultimi 9 mesi del 2016. Il rosso può arrivare a 8,6 miliardi, a marzo 2017, alla chiusura dell'anno fiscale.
Sui conti della Toshiba pesa anche la decisione dei revisori della PricewaterhouseCoopers, che rifiutano di attestarne l'attendibilità. La società nipponica ha rinviato per due volte la comunicazione sul bilancio per le presunte irregolarità della sua controllata statunitense Westinghouse, che intanto ha avviato le procedure per il fallimento in base alle norme del Chapter 11.
Stavolta la comunicazione arriva anche perché Toshiba - sotto inchiesta da parte dell'Independent Investigation Com…
ROMA - A 138 anni dalla sua nascita, la Toshiba può fallire. L'ormai ex gigante giapponese dei microprocessori e dell'energia riconosce che la sua "continità aziendale è a rischio". L'ammissione, nel comunicato che alza il velo sulle perdite record del gruppo che arrivano ai 4,5 miliardi di euro negli ultimi 9 mesi del 2016. Il rosso può arrivare a 8,6 miliardi, a marzo 2017, alla chiusura dell'anno fiscale.
Sui conti della Toshiba pesa anche la decisione dei revisori della PricewaterhouseCoopers, che rifiutano di attestarne l'attendibilità. La società nipponica ha rinviato per due volte la comunicazione sul bilancio per le presunte irregolarità della sua controllata statunitense Westinghouse, che intanto ha avviato le procedure per il fallimento in base alle norme del Chapter 11.
Stavolta la comunicazione arriva anche perché Toshiba - sotto inchiesta da parte dell'Independent Investigation Committee fin dallo scandalo finanziario del 2015 - rischia l'estromissione dalla Borsa di Tokio.
Nelle prossime ore è in calendario una conferenza stampa di Satoshi Tsunakawa, l'anziano amministratore delegato dell'azienda.
Alla luce della crisi fatale di Toshiba, la Foxconn - colosso dell'elettronica con passaporto taiwanese, fornitore di Apple - punta a portare a casa uno dei pilastri della società. Sul piatto avrebbe messo una offerta da 27 miliardi di dollari per la divisione chip della casa giapponese. Foxconn manca di una divisione che produca memorie flash, e per questo punta a Toshiba.
Ma il governo nipponico teme che tecnologie avanzate e strategiche lascino il Paese. Per questo lavora ad una cordata di salvataggio tutta giapponese, cui possono accodarsi società pubbliche e un investitore finanziario americano.