Economia

Borse, cresce la paura. Milano perde lo 0,5%, spread sopra 205 punti

I listini continuano a soffrire l'incertezza legata alle tensioni geopolitiche, che spostano gli investitori verso i beni rifugio quali la divisa nipponica e l'oro. L'indice Vix, termometro della "paura", ai massimi da novembre. Il Tesoro mette in asta fino a dieci miliardi di Btp all'indomani del varo del Def

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MILANO - I venti di guerra che spirano sulla penisola coreana, solo l'ultimo dei tanti focolai di tensione internazionale, spostano gli investitori verso i beni più sicuri con l'effetto di indebolire il comparto azionario. La dinamica è emersa chiaramente in Giappone, dove lo yen - tradizionale porto sicuro in tempi di mari agitati - si è portato ai massimi da novembre. Di conseguenza ha penalizzato le azioni delle numerose aziende esportatrici, con l'esito di deprimere la Borsa di Tokyo e portare l'indice Topix ai minimi dell'anno. I listini europei dopo un primo timido rimbalzo hanno chiuso in territorio negativo, mentre l'indice Vix - segnala Bloomberg - balza ai massimi da novembre: l'indice della paura non era così in alto dai giorni delle elezioni americane. D'altra parte, come ha sottolineato la direttrice del Fmi, Christine Lagarde, al Bruegel, le prospettive economiche restano legate ai rischi derivanti "dall'incertezza politica e dal protezionismo". Milano termina la seduta in calo dello 0,52%: è il terzo segno meno consecutivo, con le banche a pesare sul listino principale. Francoforte riesce a tenere in rialzo dello 0,13%, mentre Parigi perde lo 0,01% e Londra lo 0,22%. Chiude in ribasso anche Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,30%, il Nasdaq lo 0,52%, lo S&P 500 lo 0,38%.

All'indomani del varo del Def da parte del governo, e in attesa di conoscere le ultime limature alla manovrina di correzione dei conti da 3,4 miliardi di euro, lo spread tra Btp e Bund tedesco a dieci anni sale a 207 punti base con un rendimento al 2,27%. Il Mef ha registrato il pieno nell'asta di Btp a 3-7-15-20 anni, assegnando 10 miliardi. Il titolo a 3 anni (prima tranche con scadenza giugno 2020) ha coperto 4,5 miliardi di euro con il tasso in rialzo a 0,47% da 0,37% del collocamento precedente. Lieve ribasso dei rendimenti invece sui 7 anni (a 1,69% da 1,90%), mentre i 20 anni e i 15 anni sono stati piazzati con rendimento rispettivamente di 2,53% e 2,84%. L'euro chiude stabile a a 1,0618 dollari.

L'agenda macroeconomica segnala la conferma del tasso di disoccupazione in Gran Bretagna - nei tre mesi conclusi a fine febbraio - al 4,7% registrato a fine gennaio: si le persone in cerca di lavoro sono diminuite di 45mila unità e il tasso è ai minimi dalla metà del 1975. Rallentano, tuttavia, nella media dei tre mesi a gennaio le retribuzioni aumentate del 2,2% dal 2,4% di fine gennaio (dato rivisto) ma meglio delle attese per un +2,1 per cento. In Germania, i saggi alzano le previsioni del Pil all'1,5% nel 2017 e all'1,8% nel 2018. Negli Usa, i prezzi all'import a marzo sono scesi dello 0,2% in linea con le attese. In Italia, a Siena si tiene l'assemblea di Mps per l'approvazione del bilancio 2016: manca il quorum per la parte straordinaria. Da segnalare il nuovo provvedimento di Bankitalia su Banca Mediolanum: la Vigilanza intima a Berlusconi di scendere sotto il 10% del capitale per la perdita dei requisiti di onorabilità.

In mattinata il Nikkei della Borsa di Tokyo ha perso l'1,04% a 18.552,61 punti, sui minimi da quattro mesi. Coem accennato, lo yen è stato protagonista di una corsa al rialzo e per la prima volta da cinque mesi ha sfondato quota 110 nei confronti del dollaro. La divisa giapponese è salita ai massimi da 5 mesi anche sull'euro, sulla soglia di un cambio a 117. Ancora debole in mezzo a forti escursioni nei due sensi il titolo di Toshiba, che ieri ha annunciato un bilancio in forte rosso per lo più non ancora certificato dai revisori, avvertendo sul rischio che la continuita" aziendale possa non essere garantita. Su fronte macro, si segnala il dato di febbraio sugli ordini di macchinari, che risulta in aumento dell'1,5% rispetto al mese precedente, dopo il calo del 3,2% registrato in gennaio. L'indice dei prezzi al consumo in Cina ha invece registrato un calo dello 0,3% mensile a marzo ma l'inflazione su base annua è aumentata dello 0,9%, segnando un lieve recupero dopo il crollo del mese precedente.

Tra i beni che salgono quando in giro c'è paura, rientra a pieno titolo l'oro, che si porta verso i massimi da inizio anno: quando chiudono gli scambi europei, il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.275 dollari l'oncia. Dopo i rialzi della mattinata, le quotazioni del petrolio si stabilizzano: il Wti è a 53,3 dollari e il Brent a 56 dollari al barile. Le scorte petrolifere settimanali degli Stati Uniti sono scese oltre le attese di 2,2 milioni di barili.