MILANO - C'è una lunga serie di "ma" a dominare lo scenario economico descritto dalla Banca d'Italia nel suo ultimo bollettino. Il commercio migliora, ma pesano le incertezze legate al futuro orientamento delle politiche economiche, in primis spaventa il protezionismo degli Usa. I mercati finanziari hanno ripreso vigore, compreso il settore bancario e gli emergenti, ma gli indici che misurano l'incertezza sono "a livelli eccezionalmente elevati". I rendimenti dei titoli di Stato a scadenza più lunga sono risaliti scontando una prospettiva di crescita più robusta, ma anche a causa "dell'acuirsi dell'incertezza" a poche battute dalle elezioni francesi e con quelle tedesche in vista. L'inflazione è risalita verso gli obiettivi fissati dalla Bce, ma solo grazie a componenti volatili (petrolio e alimentari) che non danno garanzie di tenuta. Insomma, le cose vanno meglio ma non è proprio il caso di abbassare la guardia.
Parlando dell'Italia, da via Nazionale dicono che "nei primi tre mesi dell'anno l'economia italiana avrebbe continuato a espandersi in una misura valutabile attorno allo 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente, pur con alcuni rischi al ribasso". A spingere l'attività economica sono stati i servizi, mentre la manifattura ha ceduto terreno, mentre i sondaggi condotti dicono che le intenzioni di investimento degli imprenditori "sono nel complesso favorevoli".
Altri segnali positivi sono giunti dalla domanda estera e dal mercato del lavoro: il 2016 si è chiuso con un trimestre positivo - dopo la battuta d'arresto del terzo periodo dell'anno - e complessivamente gli occupati sono saliti del 2,7 per cento nell'ultimo triennio, pur restando sotto la soglia pre-crisi di 1,3 punti. Discorso simile per le ore lavorate: hanno recuperato del 3,4% nel triennio ma sono 5 punti sotto la fine del 2008.
Parlando dell'Italia, da via Nazionale dicono che "nei primi tre mesi dell'anno l'economia italiana avrebbe continuato a espandersi in una misura valutabile attorno allo 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente, pur con alcuni rischi al ribasso". A spingere l'attività economica sono stati i servizi, mentre la manifattura ha ceduto terreno, mentre i sondaggi condotti dicono che le intenzioni di investimento degli imprenditori "sono nel complesso favorevoli".
Altri segnali positivi sono giunti dalla domanda estera e dal mercato del lavoro: il 2016 si è chiuso con un trimestre positivo - dopo la battuta d'arresto del terzo periodo dell'anno - e complessivamente gli occupati sono saliti del 2,7 per cento nell'ultimo triennio, pur restando sotto la soglia pre-crisi di 1,3 punti. Discorso simile per le ore lavorate: hanno recuperato del 3,4% nel triennio ma sono 5 punti sotto la fine del 2008.