Secondo il presidente Usa, la moneta americana è troppo forte mentre i cinesi non sono manipolatori del cambio. Apertura alla politica monetaria di Yellen e a una sua riconferma alla Fed. Piazza Affari chiude a -1,16%. A maggio nuova emissione di Btp Italia a 65 anni. Tokyo scivola dello 0,7% con il rafforzamento dello yen. Ancora di corsa l'oro, che segna i massimi da novembre
2 minuti di lettura
MILANO - Le parole del presidente americano Donald Trump guidano le mosse degli investitori, in una fase di persistente incertezza dei mercati azionari dopo il lungo rally a cavallo tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017 e con le numerose tensioni geopolitiche che destano preoccupazione. L'inquilino della Casa Bianca, intervistato dal Wall Street Journal, ha detto ieri sera che il dollaro "sta diventando troppo forte" e ha segnato una svolta nella retorica sulla Cina, a pochi giorni dall'incontro con il presidente Xi Jinping, sostenendo che Pechino non sta manipolando la sua moneta. Apertura di credito inedita anche verso la Fed di Janet Yellen e la sua politica di tassi bassi. L'effetto è stato immediato sul mercato valutario, con il biglietto verde che ha registrato un netto ribasso e lo yen che di contro si è ancora rafforzato ai massimi da cinque mesi.
L'euro si è stabilizzato di nuovo sopra la soglia di 1,06 dollari, mentre la moneta nipponica si è portata a 109,20 nei confronti del biglietto verde.
Chiusura in calo per i listini europei: Milano perde l'1,16% con il settore bancario venduto insieme a Fca. Londra lima lo 0,29%, Parigi lo 0,59% e Francoforte arretra dello 0,38%. Crescita debole per Wall Street, dove il Dow Jones e lo S&P500 sono in frazionale rialzo e il Nasdaq sale dello 0,21%.
Si avvicina intanto la stagione delle elezioni (a cominciare dalla Francia) che sta mettendo un po' di nervosismo sul comparto obbligazionario. Lo spread tra il Btp decennale e l'omologo Bund tedesco chiude a 211 punti con il rendimento è al 2,29%. Il Tesoro intanto annuncia il ritorno del Btp Italia. La prossima emissione del titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione nazionale si terrà da lunedì 15 a giovedì 18 maggio. Il titolo avrà durata di 6 anni.
In Germania, la lettura finale dell'inflazione tedesca risulta invariata rispetto alla rilevazione flash: +0,2% su base mensile, +1,6% su base annua. Anche in Francia le stime vengono confermate con prezzi a +0,6% mensile e +1,1% annuo e pure l'Istat segnala il calo rallentamento dei prezzi per l'Italia. Negli Usa calano a sorpresa le richieste di sussidi per la disoccupazione mentre sale oltre le attese la fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan.
In mattinata, le Borse asiatiche hanno chiuso contrastate, con Tokyo in flessione e gli indici cinesi in rialzo. Sulla piazza giapponese (-0,68%), in calo per il terzo giorno, ha pesato soprattutto il rafforzamento del dollaro americano: nel finale, ripiegando di misura lo yen, il mercato azionario ha anche recuperato dai minimi di seduta. A sostenere i rialzi ad Hong Kong (+0,2%, in corso) è stato invece il balzo inaspettato dell'export cinese grazie alla ripresa della domanda globale, con un surplus commerciale a marzo di 23,9 miliardi di dollari, inferiore a 12 mesi fa ma oltre le attese di mercato. Shanghai e Shenzhen sono in cauto rialzo.
Continua la corsa del prezzo dell'oro sui mercati, il metallo con consegna immediata sale dello 0,1% a 1288 dollari l'oncia toccando i massimi degli ultimni cinque mesi. Il guadagno fino a ora messo a segno in settimana è pari al 2,6%. Prezzo del petrolio quasi invariato sui mercati all'avvio della giornata. Il greggio Wti del Texas viene scambiato a 53,08 dollari al barile (-0,03%) mentre il Brent segna quota 55,8 dollari, -0,08%,