MILANO - Il FOndo Monetario torna a insistere sulle criticità del nostro sistema bancario e in particolare su due punti: i crediti deteriorati e l'eccessiva frammentazione. SUl primo punto Washington rileva come l'area euro abbia fatto progressi "nell'alleviare il peso dei crediti deteriorati", ma in Italia, i crediti deteriorati siano stati ridotti di poco rispetto al picco e "ulteriori progressi devono essere fatti". Il Fondo parla di una "riduzione relativamente limitata" dei non performing loan, ma ammettendo che le vendite potrebbero accelerare. Fra le misure che l'Italia potrebbe prendere per rafforzare il sistema c'è la valutazione della qualità degli asset per le banche non soggette alla Bce.
A livello di Eurolandia le vendite di crediti deteriorati "sono aumentate" rappresentando, nel periodo 2010-2016, il 40% del picco, afferma il Fmi, sottolineando che "ci vorranno in media sei anni per i paesi dell'area euro per risolvere il nodo dei crediti deteriorati se si manterranno gli attuali tassi di svalutazione". "Diverse barriere strutturali" in Europa "bloccano lo smaltimento dei crediti deteriorati" mette in evidenza il Fondo.
In Italia, attacca poi Washington, c'è un "elevato numero di banche" e ci sono, come in Spagna e Portogallo, un alto numero di filiali e personale rispetto agli asset degli istituti di credito. "C'è stata qualche forma di consolidamento nel sistema bancario tedesco. In Italia due grandi banche popolari si sono unite e riforme al settore del credito cooperativo per rafforzare la governance sono state decise". "Ulteriori passi" per riparare i bilanci delle banche sarebbero necessari in Italia, incluso l'uso di meccanismi di ristrutturazione del debito extragiudiziari. E' necessario - raccomanda il Fondo - "rafforzare la supervisione per facilitare progressi decisivi nel ridurre i crediti deteriorati". Ed effettuare una "valutazione sistematica della qualità degli asset per quelle banche che non sono soggette" ai test della Bce. "Un efficace uso del contesto" normativo per una "tempestiva e ordinata risoluzione delle banche" con difficoltà aiuterebbe a "prevenire che i costi delle banche più deboli" siano sopportati dal resto del sistema. Fra i progressi compiuti dall'Italia la ricapitalizzazione di Monte dei Paschi di Siena, i 13 miliardi di dollari di raccolta di capitale di Unicredit, e la fusione di Banco Popolare di Milano e Banco Popolare"
A livello di Eurolandia le vendite di crediti deteriorati "sono aumentate" rappresentando, nel periodo 2010-2016, il 40% del picco, afferma il Fmi, sottolineando che "ci vorranno in media sei anni per i paesi dell'area euro per risolvere il nodo dei crediti deteriorati se si manterranno gli attuali tassi di svalutazione". "Diverse barriere strutturali" in Europa "bloccano lo smaltimento dei crediti deteriorati" mette in evidenza il Fondo.
In Italia, attacca poi Washington, c'è un "elevato numero di banche" e ci sono, come in Spagna e Portogallo, un alto numero di filiali e personale rispetto agli asset degli istituti di credito. "C'è stata qualche forma di consolidamento nel sistema bancario tedesco. In Italia due grandi banche popolari si sono unite e riforme al settore del credito cooperativo per rafforzare la governance sono state decise". "Ulteriori passi" per riparare i bilanci delle banche sarebbero necessari in Italia, incluso l'uso di meccanismi di ristrutturazione del debito extragiudiziari. E' necessario - raccomanda il Fondo - "rafforzare la supervisione per facilitare progressi decisivi nel ridurre i crediti deteriorati". Ed effettuare una "valutazione sistematica della qualità degli asset per quelle banche che non sono soggette" ai test della Bce. "Un efficace uso del contesto" normativo per una "tempestiva e ordinata risoluzione delle banche" con difficoltà aiuterebbe a "prevenire che i costi delle banche più deboli" siano sopportati dal resto del sistema. Fra i progressi compiuti dall'Italia la ricapitalizzazione di Monte dei Paschi di Siena, i 13 miliardi di dollari di raccolta di capitale di Unicredit, e la fusione di Banco Popolare di Milano e Banco Popolare"