Economia

La manovrina al Quirinale. Padoan replica a Fitch: "Non accetto la parola fallimento sul debito"

Il decreto con la correzione da 3,4 miliardi è stato trasmesso al Colle. Il ministro sul declassamento: "Nulla di nuovo dal punto di vista economico. Il giudizio è legato ai rischi politici"

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ROMA - Quasi due settimane dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è finalmente in arrivo la manovra: il decreto con la correzione dei conti da 3,4 miliardi è stato trasmesso da Palazzo Chigi al Quirinale. I ritardi sono da imputare alla complessità del testo, ha ribadito il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che da Washington ha anche replicato a Fitch dicendo che non accetta "la parola fallimento sul debito", utilizzata dall'agenzia nelle motivazioni del declassamento dell'Italia. Il titolare del Tesoro ha però riproposto alcune delle considerazioni dell'agenzia avvertendo che "i rischi politici" sono quelli che più pesano "sulla ripresa".

Il cammino della manovrina. Salvo intoppi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe firmare il maxi-decreto già domani per la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e contestuale entrata in vigore, già da lunedì.

L'esame del Parlamento non potrà comunque iniziare prima di mercoledì 26 aprile, quando tra l'altro è previsto il voto sul Def. I tecnici della presidenza della Repubblica intanto dovranno analizzare se tutti e 68 gli articoli che compongono la manovra hanno i requisiti di necessità e urgenza. In corso d'opera, infatti, quella che doveva essere una manovrina ha "imbarcato" le materie più varie, dai nuovi fondi per un miliardo l'anno per accelerare la ricostruzione nel cratere dei terremoti del Centro Italia al pacchetto per gli enti locali, fino alle maximulte per chi viaggia sui mezzi pubblici senza biglietto.

La replica a Fitch. A margine dei lavori del Fondo monetario internazionale a Washington, Padoan ha fatto presente che il taglio del rating da parte di Fitch è legato soprattutto ai rischi politici: "A me sembra che non ci sia nulla di nuovo dal punto di vista economico, non è successo niente di nuovo che giustifichi un peggioramento della situazione, né della dinamica del debito, che anzi sta scendendo, né dalla situazione delle banche che non è sicuramente peggiorata in questo periodo. Il giudizio riguarda la politica e il rischio di instabilità, non l'economia". E a questo proposito ha lanciato un messaggio chiaro: "L'orizzone del governo è la scadenza naturale della legislatura".

Il ministro ha quindi respinto seccamente l'espressione "fallimento" usata da Fitch a proposito della riduzione del debito: "Non la accetto. Il debito si è stabilizzato e sta iniziando a calare. Mi piacerebbe un calo più rapido". Inoltre "la fiscal stance" dell'Italia è una delle più rigide: "Abbiamo da anni un surplus".  La ripresa è in ogni caso "troppo lenta", ha aggiunto Padoan assicurando che nonostante lo "stretto sentiero" a disposizione l'economia "sarà più forte nel 2018 e nel 2019".