MILANO - La ripresa è più solida e i rischi sono diminuiti ma la rotta di politica monetaria della Bce non cambia. È questo il verdetto del direttivo dell'Eurotower - riunito oggi a Francoforte - che ha lasciato invariati i suoi tassi principali, con il 'refi', il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, che resta a quota zero, e il tasso sui depositi, cioè quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, che rimane negativo a -0,40%.
Nonostante i miglioramementi all'orizzonte, la Banca Centrale non si sbilancia e prevede di mantenere i livelli dei tassi di interesse al livello attuale o più basso per un periodo prolungato e anche oltre l'orizzonte temporale del Quantitative Easing che, al momento, è atteso concludersi a dicembre.
E proprio sul Qe il consiglio direttivo ha ribadito di non avere in programma cambiamenti, confermando il nuovo livello di acquisti mensili per 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 "o anche oltre se necessario". La Bce ha però ribadito anche di essere pronta a estendere gli interventi in dimensioni o durata "se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell'inflazione".
Parlando in conferenza stampa, il presidente Mario Draghi ha spiegato che la ripresa dell'Eurozona "è sempre più solida" e i rischi "sono diminuiti" anche se le pressioni inflazionistiche restano moderate. In ogn caso i rischi per le prospettive economiche dell'Eurozona "anche se stanno muovendo verso un assetto più bilanciato, sono ancora al ribasso, principalmente a causa di fattori globali".
Tuttavia, se le prospettive dell'economia dovessero peggiorare il programma di acquisti di Bond previsto dal piano di quantitative easing può essere rafforzato in termini di volume degli acquisti e prolungato anche oltre la scadenza attualmente stabilita a dicembre 2017. Prima di pensare a una normalizzazione della politica monetaria - ha comunque puntualizzato il numero uno dell'Eurotower - è necessario che l'inflazione sia al livello desiderato dalla Bce, vicina ma inferiore al 2%, "per tutta l'Eurozona e non per un solo Paese": Il riferimento è al forte divario nell'andamento dei prezzi fra Paesi come la Germania e altri. Draghi ha spiegato che l'inflazione dovrebbe mostrare una convergenza "durevole" verso il livello desiderato e "restarci sulle proprie gambe".
Il Livetweet di Tonia Mastrobuoni
Nonostante i miglioramementi all'orizzonte, la Banca Centrale non si sbilancia e prevede di mantenere i livelli dei tassi di interesse al livello attuale o più basso per un periodo prolungato e anche oltre l'orizzonte temporale del Quantitative Easing che, al momento, è atteso concludersi a dicembre.
E proprio sul Qe il consiglio direttivo ha ribadito di non avere in programma cambiamenti, confermando il nuovo livello di acquisti mensili per 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 "o anche oltre se necessario". La Bce ha però ribadito anche di essere pronta a estendere gli interventi in dimensioni o durata "se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell'inflazione".
Parlando in conferenza stampa, il presidente Mario Draghi ha spiegato che la ripresa dell'Eurozona "è sempre più solida" e i rischi "sono diminuiti" anche se le pressioni inflazionistiche restano moderate. In ogn caso i rischi per le prospettive economiche dell'Eurozona "anche se stanno muovendo verso un assetto più bilanciato, sono ancora al ribasso, principalmente a causa di fattori globali".
Tuttavia, se le prospettive dell'economia dovessero peggiorare il programma di acquisti di Bond previsto dal piano di quantitative easing può essere rafforzato in termini di volume degli acquisti e prolungato anche oltre la scadenza attualmente stabilita a dicembre 2017. Prima di pensare a una normalizzazione della politica monetaria - ha comunque puntualizzato il numero uno dell'Eurotower - è necessario che l'inflazione sia al livello desiderato dalla Bce, vicina ma inferiore al 2%, "per tutta l'Eurozona e non per un solo Paese": Il riferimento è al forte divario nell'andamento dei prezzi fra Paesi come la Germania e altri. Draghi ha spiegato che l'inflazione dovrebbe mostrare una convergenza "durevole" verso il livello desiderato e "restarci sulle proprie gambe".
Il Livetweet di Tonia Mastrobuoni