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Bankitalia: insolvenza di imprese e famiglie tornata ai livelli precrisi

Il rapporto sulla stabilità finanziaria di Via Nazionale: "Il sistema bancario mostra segnali di miglioramento ma rimane esposto a rischi rilevanti". Sofferenze in calo
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MILANO - L'uscita del Paese dagli anni più bui della vrisi migliora anche la capacità di famiglie e imprese di ripagare i propri debiti, con effetti positivi sui bilanci bancari. È quanto emerge dal rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato da Banca d'Italia, secondo cui le insolvenze di famiglie e imprese tornano ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi.
In particolare il tasso di deterioramento dei prestiti alle famiglie ha raggiunto il livello minimo dell'ultimo decennio. Complessivamente l'incidenza dei prestiti deteriorati sui finanziamenti in essere è diminuita al 10,3 per cento.

Un miglioramento generale testimoniato anche dal calo delle sofferenze bancarie e dalla riduzione dei flussi di quelle nuove, che tornano vicini ai livelli pre-crisi mentre nei prossimi mesi sono in arrivo altre grandi operazioni di cessione come quella da 17,7 miliardi di Unicredit. Secondo Via Nazionale, a fine 2016, i crediti deteriorati al netto d…
MILANO - L'uscita del Paese dagli anni più bui della vrisi migliora anche la capacità di famiglie e imprese di ripagare i propri debiti, con effetti positivi sui bilanci bancari. È quanto emerge dal rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato da Banca d'Italia, secondo cui le insolvenze di famiglie e imprese tornano ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi.
In particolare il tasso di deterioramento dei prestiti alle famiglie ha raggiunto il livello minimo dell'ultimo decennio. Complessivamente l'incidenza dei prestiti deteriorati sui finanziamenti in essere è diminuita al 10,3 per cento.

Un miglioramento generale testimoniato anche dal calo delle sofferenze bancarie e dalla riduzione dei flussi di quelle nuove, che tornano vicini ai livelli pre-crisi mentre nei prossimi mesi sono in arrivo altre grandi operazioni di cessione come quella da 17,7 miliardi di Unicredit. Secondo Via Nazionale, a fine 2016, i crediti deteriorati al netto delle rettifiche sono scesi del 9,4% a 173 miliardi mentre i lordi a 349 miliardi. Via Nazionale si sofferma poi sul basso prezzo (13% del valore nominale) deciso da Unicredit per la cessione delle sofferenze, al di sotto dei tassi di recupero medi (23%). Una decisione, spiega Bankitalia che "riflette la qualità del portafoglio in via di cessione, composto da posizioni in sofferenza nei confronti di imprese, per la maggior parte non assistite da garanzia e classificate in sofferenza da molto tempo. Crediti in sofferenza di questo tipo sono storicamente caratterizzati da tassi di recupero particolarmente contenuti

Il sistema bancario italiano - secondo Via Nazionale -  mostra "segnali di miglioramento" ma "rimane esposto a rischi rilevanti". BVanca d'Italia sottolinea come "un indebolimento della ripresa economica potrebbe peggiorare la qualità degli attivi e la redditività". Inoltre "l'elevata incertezza in Italia e in Europa" potrebbe "rendere più difficile e oneroso l'accesso ai mercati dei capitali" mentre sono in via di definizione i salvataggi pubblici degli istituti in crisi.