MILANO - Le imprese italiane torna a premere sull'acceleratore degi investimenti. Lo testimonia la rilevazione trimestrale della raccolta ordini Ucimu- Confindustria, l'associuazione di macchine utensili che, nel primo trimestre 2017, ha registrato un incremento del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre In valore assoluto l'indice si è attestato a 187,7, ben al di sopra della media 100 fissata al 2010.
La buona notizia, per l'Italia, è che il risultato complessivo dell'indice, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-sistemi per produrre, è stato determinato dall'ottimo riscontro degli ordinativi raccolti sul mercato interno, cresciuti del 22,2% rispetto al periodo gennaio-marzo 2016 mentre il valore assoluto dell'indice si è attestato a 236,3 a fronte di un dato strazionario sul fronte estero. Una spinta a cui ha contribuito anche il massiccio piano di incentivi lanciato negli utlimi anni dal governo.
Un contributo riconosciuto dalla stessa associazione in una nota. "Dopo l'arretramento registrato nell'ultimo trimestre del 2016, effetto dell'attesa per l'entrata in vigore del Piano Nazionale Industria 4.0 - spiega una nota - la domanda italiana di sistemi di produzione torna a muoversi e lo fa in modo deciso, a conferma della positività del mercato domestico che oggi può, oltretutto, beneficiare di importanti incentivi fiscali quali superammortamento e iperammortamento", ha dichiarato l'associazione.
Il Centro Studi Confindustria rileva un incremento della produzione industriale italiana dello 0,6% in aprile su marzo, quando e stata stimata una variazione di -0,3% su febbraio. Sulla dinamica dell'attività incide negativamente il più basso contributo del settore energetico dovuto sia al venir meno della spinta alla produzione elettrica che era stata data dal minore apporto di fonte nucleare in Francia sia, in aprile, alla chiusura dell'impianto Eni in Val d'Agri.
Nel primo trimestre 2017 l'attività è diminuita dello 0,6% sul quarto 2016, quando si era avuta una crescita dell'1% sul precedente. La variazione congiunturale acquisita per il secondo trimestre 2017 è di +0,7%. La produzione al netto del diverso numero di giornate lavorative è avanzata in aprile dell'1,7% rispetto ad aprile del 2016; in marzo si era avuto un incremento dell'1% sullo stesso mese dell'anno scorso. Gli ordini in volume hanno registrato una crescita dello 0,6% in aprile su marzo (-2,3% su aprile 2016); il mese scorso erano aumentati dello 0,4% su febbraio (+3,8% sui dodici mesi). Gli indicatori Istat sulla fiducia nel manifatturiero, in graduale e significativo miglioramento da dicem-bre scorso, sono coerenti con un andamento positivo dell'attività nei prossimi mesi.
La buona notizia, per l'Italia, è che il risultato complessivo dell'indice, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-sistemi per produrre, è stato determinato dall'ottimo riscontro degli ordinativi raccolti sul mercato interno, cresciuti del 22,2% rispetto al periodo gennaio-marzo 2016 mentre il valore assoluto dell'indice si è attestato a 236,3 a fronte di un dato strazionario sul fronte estero. Una spinta a cui ha contribuito anche il massiccio piano di incentivi lanciato negli utlimi anni dal governo.
Un contributo riconosciuto dalla stessa associazione in una nota. "Dopo l'arretramento registrato nell'ultimo trimestre del 2016, effetto dell'attesa per l'entrata in vigore del Piano Nazionale Industria 4.0 - spiega una nota - la domanda italiana di sistemi di produzione torna a muoversi e lo fa in modo deciso, a conferma della positività del mercato domestico che oggi può, oltretutto, beneficiare di importanti incentivi fiscali quali superammortamento e iperammortamento", ha dichiarato l'associazione.
Il Centro Studi Confindustria rileva un incremento della produzione industriale italiana dello 0,6% in aprile su marzo, quando e stata stimata una variazione di -0,3% su febbraio. Sulla dinamica dell'attività incide negativamente il più basso contributo del settore energetico dovuto sia al venir meno della spinta alla produzione elettrica che era stata data dal minore apporto di fonte nucleare in Francia sia, in aprile, alla chiusura dell'impianto Eni in Val d'Agri.
Nel primo trimestre 2017 l'attività è diminuita dello 0,6% sul quarto 2016, quando si era avuta una crescita dell'1% sul precedente. La variazione congiunturale acquisita per il secondo trimestre 2017 è di +0,7%. La produzione al netto del diverso numero di giornate lavorative è avanzata in aprile dell'1,7% rispetto ad aprile del 2016; in marzo si era avuto un incremento dell'1% sullo stesso mese dell'anno scorso. Gli ordini in volume hanno registrato una crescita dello 0,6% in aprile su marzo (-2,3% su aprile 2016); il mese scorso erano aumentati dello 0,4% su febbraio (+3,8% sui dodici mesi). Gli indicatori Istat sulla fiducia nel manifatturiero, in graduale e significativo miglioramento da dicem-bre scorso, sono coerenti con un andamento positivo dell'attività nei prossimi mesi.