Economia

La doppia scommessa di Luciana De Fino, la manager under 35 che punta su droni e mobilità intelligente

Donne impresa 38. Nata in Basilicata, studi alla Bocconi di Milano, è tornata in Lucania per lanciare con alcuni amici un'azienda che sviluppa tecnologia per sfruttare le potenzialità dei velivoli senza pilota: dalla ricerca di dispersi all'agricoltura di precisione. E da un anno e mezzo si è lanciata anche in un'altra avventura imprenditoriale nella smart mobility

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La ragazza dei droni ha fatto tanti giri e poi è tornata a Potenza, nella sua città natale, dove vuole vivere e fare impresa. Si presenta così: economista, imprenditrice, innovatrice e esperta in strategia aziendale. Luciana De Fino ha 33 anni ed è ceo di Air drone srl, società creata nel 2014 insieme a un gruppo di amici che oggi ne fanno parte. La sede legale si trova a Viggiano, ribattezzata la Dallas italiana per il petrolio che ha nelle viscere, quella operativa invece a Sant’Angelo Le Fratte, un centro a due passi dall’uscita di Polla dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Da qui al mercato italiano il passo è stato possibile.

Perché una giovane donna laureata alla Bocconi e specializzata in amministrazione, finanza e controllo, ha puntato sui droni? “È il grande sogno dell’uomo di volare, no? I droni ci consentono di farlo senza grandi rischi, sono un po’ la nostra macchina volante. L’amore per questi prodotti mi è venuto, come spesso accade, visitando delle fiere di settore dove vidi i primi prototipi. Anche in Confindustria si iniziava a parlare del loro sviluppo di mercato, avemmo la sensazione che potesse diventare un’opportunità di crescita per noi e per il territorio. Questa azienda è nata dalla passione per i servizi innovativi e tecnologici. Parte da un’idea visionaria e senz’altro ambiziosa e dalla passione dei sei soci fondatori, un sogno di alcuni che poi si è sviluppato in un’organizzazione”.

L’obiettivo è entrare nel settore della produzione di quelli che in termine tecnico si chiamano Apr, aeromobili a pilotaggio remoto. Con questa nuova tecnologia, che l’imprenditrice definisce “divertente, molto dinamica, che ogni giorno ci presenta novità importanti e promettenti”, lavora già in tutta Italia, ha un proprio parco mezzi, un laboratorio di assemblaggio e la struttura dove vengono svolte tutte le attività di post processing. “Nel mio team ci sono un esperto in produzioni video, un perito elettronico, un ambientalista, un project management, un ricercatore universitario, una esperta di ambiente e territorio”.

Il mondo dei droni è vasto, esistono importanti operatori internazionali che ne producono di standardizzati. Luciana De Fino non fa stampa di componentistica ma costruisce sistemi integrati di pezzi che vengono realizzati anche altrove: il valore aggiunto di questa tecnologia è il software che la personalizza, cioè la capacità di adeguare il prodotto alle esigenze del cliente. Le applicazioni sono potenzialmente infinite. I droni possono essere sia multicotteri che ad ala fissa, proprio come fossero aerei. Sono mezzi che riescono a sorvolare zone impervie.

“Con Air drone– spiega De Fino – forniamo una strumentazione ad hoc, come la sensoristica diversificata fatta di termocamere, ossia sensori termografici utili a moltissimi scopi, in primis nell’agricoltura di precisione. A bordo c’è una camera rgb tradizionale che serve per acquisire le comuni immagini a colori”. Un drone che colleziona informazioni e guida un agricoltore orientato alla tecnologia e all’innovazione. Il risultato finale è riuscire a utilizzare un Apr per prendere decisioni più corrette in termini di efficientamento delle risorse. “Con le ispezioni sui campi fotovoltaici riusciamo a sapere quale è la singola cella che determina il calo di tensione e di attività dell’intero impianto”.

C’è poi il drone per la ricerca di dispersi. La macchina non solo identifica la presenza ma ne dà le coordinate geografiche puntuali; camere multispettrali che restituiscono immagini multibanda per raccogliere dati e formare delle mappe tematiche; sensori di prossimità che servono a raccogliere dati sull’ambiente fornite alle università e ai centri di ricerca. La fotogrammetria ad esempio: un lavoro di mappatura delle coste per l’uso del demanio marittimo, attività che un tempo venivano svolte dagli elicotteri ad alti costi. De Fino lavora per produzioni televisive, per la pubblica amministrazione, in door per società private che hanno bisogno di ispezioni, per la Lucana film commission. “È un prodotto, il nostro, che sta diventando indispensabile per il professionista che intende migliorare le sue performance”.

Con un apr si può volare in manuale, cioè con il pilota a terra che controlla il mezzo attraverso un sistema di autocomando, o in modalità autonoma, ossia viene data in pasto al drone una rotta predeterminata. “Nel tempo si è cercato di identificare il sistema più efficace, per cui riusciamo a garantire durate di volo superiori al mercato”.

È stata tra i primi al Sud a fondare una struttura organizzata, l’associazione ‘Italia droni’, una scuola di formazione professionale dedicata non solo a giovanissimi innamorati di attività di pilotaggio, ma rivolta soprattutto a ingegneri, architetti, agricoltori e a centri di ricerca universitaria. “Quando io sono diventata pilota – racconta – studiando in aviosuperficie a Roma, eravamo davvero in pochi. Ma oggi qui abbiamo la nostra scuola e formiamo ottimi driver”. Su questo settore la normativa italiana è stringente perché questi mezzi mobili sono sottoposti alla giurisdizione dell’Enac, l’ente regolatore, che detta le linee guida e ha identificato il prontuario delle infrazioni. “Non abbiamo mai avuto inconvenienti, per dirla in termine aeronautico, siamo stati molto attenti alle procedure, abbiamo instaurato da subito rapporti con Enac, con piloti adeguatamente formati, mezzi sempre nuovi, investimenti in termini assicurativi. Ma il grande problema è ancora l’abusivismo imperante, ci sono tanti che si improvvisano e ancora pochissimi i piloti autorizzati e le loro organizzazioni che operano in compliance con la normativa”.

Luciana De Fino ha seguito il liceo linguistico e si è diplomata negli Usa, vicino Portland, in Oregon. Dopo la laurea in Economia aziendale, ha vissuto per un periodo a Milano, lavorando nell’ex Pirelli Cavi e sistemi, oggi Prismian e dopo nella società di revisione Price Waterhouse. Suo padre, Maurizio Odoardo, ha da 30 anni un’azienda di gestione documentale sia cartacea che digitale e la ceo ha lavorato con lui nel ruolo di direttore generale. È uno scrittore di romanzi d’avventura a base storica, l’ultimo è “Il piede di Federico II”. “Tutte le esperienze di prima mi sono servite – commenta Luciana De Fino -, nell’ambito della consulenza direzionale ho appreso come si gestisce un’impresa. La passione per la tecnologia ha fatto il resto: banalmente sono una persona a cavallo tra due generazioni, quella analogica e quella nativa digitale per cui ho potuto apprezzare il cambiamento e le variazioni di rotta”.

Un drone costa dai 500 euro fino a 40 mila euro, a seconda delle dimensioni e del pay load, l’attrezzatura che viene portata a bordo degli Apr. È elettrico e va a batteria. Questo limita la durata del volo. “Il prossimo salto tecnologico ci sarà quando ci sarà una grande innovazione nelle pile”.

Molta parte dello sviluppo del settore è stata resa possibile dalla miniaturizzazione della sensoristica che fino a qualche tempo fa aveva pesi e dimensioni non compatibili. “Quando parliamo di droni per uso civile ci riferiamo ad apparecchi da 300 grammi a quattro chili, quelli più venduti, e fino a 20 chili che possono essere pilotati soltanto con particolari certificazioni. Oltre queste dimensioni ci sono i droni utilizzati in ambito militare che non rientrano tra i nostri prodotti”.

Air drone è una piccola azienda con un fatturato di 250 mila euro. “Mi sono mossa presto e spero che la conoscenza acquisita mi aiuti ad andare avanti e a vendere soluzioni tecnologiche vantaggiose. Non mi sento vincolata a questa regione, non so dove sarò tra due anni, ma certamente è un posto dove ho scelto di tornare. In questa epoca digitale si può avere il corpo qui e la mente altrove. In Basilicata si può fare impresa ed è un territorio bellissimo, non facile, sia chiaro, paghiamo i rallentamenti della burocrazia, ma le idee possono crescere e ci sono risorse umane che vogliono contribuire allo sviluppo dei progetti e fare cose nuove”.

Innamorata della tecnologia al punto che un anno e mezzo fa ha dato vita a un’altra avventura: la start up PickMeapp, una soluzione innovativa di smart mobility con venture capital e investitori business angel che ci hanno impiegato capitale di rischio. È un sistema di mobilità urbana intelligente per anziani e bambini, costituito da un’applicazione software collegata al mezzo di trasporto, un bus a nove posti, grazie alla quale genitori e parenti possono prenotare, pagare la corsa e tracciare e verificare il tragitto del bambino e dell’anziano. I mezzi sono ora in funzione a Potenza e a Rieti.

“Sono due idee molto diverse tra di loro. Nello sviluppo, essenzialmente. Una è un’azienda tradizionale, con sforzi dei soci e difficoltà di carattere organizzativo, l’altra estremamente innovativa”. Luciana De Fino è fondatrice e amministratore delegato dell’una e dell’altra.

“In Air drone sono amministratore unico – sottolinea -; è più facile pensare e decidere da soli. Con le decisioni collegiali diventa tutto più complesso. Alle mie aziende dedico tutto il mio tempo. Non sono sposata e quindi sono libera di saturare le mie giornate con il lavoro. Per il resto mi dedico alla mia famiglia, vado a sciare d’inverno quando posso, un tempo riuscivo ad andare in palestra. Queste due società richiedono tutta la mia attenzione, siamo all’inizio, il momento del lancio è il più  critico e rischioso”.

In Confindustria Basilicata è stata vice presidente della sezione Servizi innovativi tecnologici, oggi è nel consiglio generale e vice presidente vicario del Cnct, comitato territoriale dei servizi. Viaggia moltissimo per lavoro, segue personalmente le missioni operative.
“Molto si fa ancora in via sperimentale, siamo ancora nella fase in cui dobbiamo persuadere i nostri clienti che il drone è uno strumento normale. La vera sfida è nell’anima di questa macchine, vincerà chi riuscirà a sviluppare soluzioni software intelligenti”.