✕

Riserve da record per Apple. Secondo il Wall Street Journal toccano i 250 miliardi

Per il quotdiano Usa la prossima trimestrale mostrerà un raddoppio negli ultimi quattro anni e mezzo. E la riforma fiscale di Trump potrebbe convincere l'azienda a riportare una parte dei soldi negli Stati Uniti
1 minuti di lettura
MILANO - Il forziere di Apple potrebbe toccare la cifra record di 250 miliardi di dollari. A tanto ammonterebbero, secondo il Wall Street Journal, le riserve della società di Cupertino. Una cifra definita dal quotidiano "ineguagliabile", superiore al valore di mercato di Wal-Mart Stores Inc o Procter & Gamble Co. e superiore anche alle riserve valutarie estere detenute da Regno Unito e Canada insieme.

I soldi di Apple, depositati per oltre il 90% fuori dagli Stati Uniti scrive il Wsj, "hanno attirato nuove attenzioni, perchè il presidente Donald Trump ha proposto di ridurre le tasse sulle casse aziendali fatte tornare in patria". Una possibilità l'azienda fondata da Steve Jobs a fare acquisizioni in patria o a distribuire dividendi più corposi agli azionisti.

I risultati trimestrali di Apple mostreranno, secondo il Wsj, un raddoppio delle riserve in cassa in poco più di 4 anni e mezzo

Apple, come molti giganti Usa, ad o…
MILANO - Il forziere di Apple potrebbe toccare la cifra record di 250 miliardi di dollari. A tanto ammonterebbero, secondo il Wall Street Journal, le riserve della società di Cupertino. Una cifra definita dal quotidiano "ineguagliabile", superiore al valore di mercato di Wal-Mart Stores Inc o Procter & Gamble Co. e superiore anche alle riserve valutarie estere detenute da Regno Unito e Canada insieme.

I soldi di Apple, depositati per oltre il 90% fuori dagli Stati Uniti scrive il Wsj, "hanno attirato nuove attenzioni, perchè il presidente Donald Trump ha proposto di ridurre le tasse sulle casse aziendali fatte tornare in patria". Una possibilità l'azienda fondata da Steve Jobs a fare acquisizioni in patria o a distribuire dividendi più corposi agli azionisti.

I risultati trimestrali di Apple mostreranno, secondo il Wsj, un raddoppio delle riserve in cassa in poco più di 4 anni e mezzo

Apple, come molti giganti Usa, ad oggi parcheggia gran parte di quella liquidità offshore. All'inizio di quest'anno l'amministratore delegato di Apple Tim Cook aveva dichiarato di non avere alcun problema a portare in patria i contanti accumulati, nel caso fossero introdotte alcune modifiche fiscali. Un'idea condivisa dal direttore finanziario di Apple, l'Italiano, Luca Maestri. Il rientro di questi capitali potrebbe avvenire in diversi modi. Secondo gli analisti americani, l'ipotesi più gettonata al momento è la distribuzione di un dividendo speciale per gli azionisti.

Cook già in passato si è dimostrato più accomodante verso gli azionisti rispetto al suo predecessore Steve Jobs. Nel 2012 ha dato agli azionisti più di 200 miliardi di dollari. E ha investito di più in alcune aree come ricerca e sviluppo. A far propendere per l'ipotesi dei dividendi speciali c'è anche il fatto che nella storia di Apple, la società ha sempre evitato acquisizioni troppo onerose.

Con 250 miliardi in cash, Apple potrebbe acquisire giganti come Tesla o Netflix, scrive il Wsj. Ma potrebbe anche investire quei soldi per avviare una produzione negli Stati Uniti, rispondendo alla chiamata di Trump. "Ad eccezione delle società finanziarie, le scorte di Apple superano quelle di qualsiasi società statunitense della storia recente", ha detto sempre al Wsj Jennifer Blouin, professore di contabilità presso la Wharton University della Pennsylvania. "Non ho mai visto una compagnia in questo tipo di posizione. Apple in questo momento è una cassa di denaro". Tanti soldi. Forse troppi per le necessità finanziare della stessa azienda.