Economia

Ultim'ora

A 15 anni muore folgorato su un traliccio nel Lodigiano: l’ipotesi di una sfida social

Il Pil dell'Eurozona centra le attese. Mercati alla finestra in attesa delle decisioni della Fed

Il blocco della divisa unica è cresciuto dello 0,5% nel primo trimestre. Da Janet Yellen non si aspettano sorprese sul rialzo dei tassi: resteranno invariati. Andamento stabile per euro e spread, Milano segna +0,1%. A Wall Street Dow Jones praticamente invariato. Tokyo chiusa per festività, petrolio in calo dopo le scorte Usa

2 minuti di lettura
MILANO - I risultati deludenti di Apple da una parta, l'Eurozona che si conferma in ripresa dall'altra. Ha ruotato intorno a questi due poli la giornata dei mercati finanziari, che hanno terminato fiacchi in attesa di capire dalla Federal Reserve se ci saranno indicazioni sul percorso di rialzo dei tassi, alla luce dei recenti dati macroeconomici che sono stati un po' opachi. Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, la riunione della Banca centrale americana "si dovrebbe concludere con tassi fermi e una valutazione ancora positiva dello scenario economico, nonostante il rallentamento della crescita nel primo trimestre".

Quanto all'area con la moneta unica, i dati preliminari di Eurostat si sono rivelati in linea con le aspettative: il Pil del blocco dell'euro è salito dello 0,5% nel primo trimestre 2017, sui tre mesi precedenti, mentre la variazione annua è stata del +1,7%. Si registra un rallentamento nella Ue a 28 membri, dove la crescita è stata dello 0,4% congiunturale dal +0,6% nel periodo precedente. Secondo gli economisti di Hsbc, il dato preliminare è coerente con le indagini sulla fiducia nelle imprese, ma i recenti segnali positivi dagli indici Pmi di aprile aprono lo spazio per un'accelerazione del Pil nel secondo trimestre. Restano comunque indizi troppo rarefatti per pensare in un'accelerazione della Bce nel disimpegno dagli stimoli straordinari.

A valle di questi dati, le Borse europee hanno terminato in sordina. Milano è riuscita a girare in positivo dello 0,13% nel finale, mentre Londra è rimasta in rosso dello 0,21%, Parigi ha limato lo 0,06% e Francoforte è riuscita a guadagnare lo 0,16%. Wall Street ha chiuso contrastata con il Dow Jones, praticamente invariato, che ha guadagnato appena lo 0,04% a quota 20.957,90; il Nasdaq ha ceduto lo 0,37% a 6.072,55 punti.

L'euro chiude in calo ma resta sopra quota 1,09 dollari. La moneta unica, che viene spinta dai sondaggi che danno Emmanuel Macron in vantaggio su Marine Le Pen, viene scambiata a 1,0911 dollari e a 122,62 yen. Dollaro in rialzo sullo yen a 112,36. Lo spread tra Btp e Bund scende poco sotto 195 punti e il rendimento del bond decennale è al 2,26%. Oltre ai dati sul Pil dell'Eurozona, particolare attenzione va alla disoccupazione della Germania che resta ferma al 5,8% ad aprile. Negli Usa si segnala il balzo del lavoro nel settore privato, che ha creato in aprile 177.000 posti di lavoro, leggermente al di sopra delle attese degli analisti che scommettevano su 175.000 posti. I dati ufficiali sul mercato del lavoro saranno diffusi venerdì, con il mercato che stima la creazione di 190.000 posti con un tasso di disoccupazione al 4,6%. In salita sopra le stime l'indice Ism sul settore dei servizi, che ad aprile segna 57,5 punti.

Tra le materie prime, il prezzo dell'oro arretra sui mercati asiatici in attesa delle decisioni della Federal Reserve Usa di questa sera che dovrebbe comunque, secondo un largo consenso degli analisti, lasciare i tassi invariati. Il metallo con consegna immediata cede così lo 0,3% a 1253 dollari l'oncia. Brusco dietrofront del prezzo del petrolio dopo la pubblicazione delle scorte settimanali degli Stati Uniti, che hanno evidenziato un calo inferiore alle previsioni: il Wti a giugno, che trattava in area 48 dollari al barile, cede lo 0,3% a 47,49 dollari. Il Brent è passato da 50,9 dollari al barile nella consegna luglio a 50,31 (-0,3%). Le scorte di greggio, in base alle statistiche del Dipartimento dell'Energia, sono calate di 930mila unità a 527,771 milioni mentre gli analisti si aspettavano una flessione superiore ai 2 milioni di barili.

In mattinata, le Borse asiatiche hanno trattato contrastate, senza avere il riferimento dei mercati più importanti - Tokyo, Seul e Hong Kong - che sono fermi per festività. Si segnala che le Piazze cinesi hanno imboccato un sentiero di discesa, con gli indici Shanghai composite e Shenzhen composite a -0,4%, per il timore di una prossima stretta sui meccanismi della finanza domestica, per porre un freno ai rischi di bolle.