ROMA - Italiani povera gente. E' un colpo dritto al cuore il titolo del Rapporto Oxfam, una delle più antiche organizzazioni caritatevoli mondiali, che racconta la nuova povertà italiana. Ci riporta indietro alla miseria dell'Italia del dopoguerra raccontata nei film di Mario Monicelli. Un paese che pensavamo di aver archiviato. E invece la povertà sta ritornando nelle periferie delle grandi città e al Sud. Ci racconta, il Rapporto Oxfam, ciò che anche l'Istat da tempo ci mette davanti agli occhi: oltre 1 persona su 4 è a rischio esclusione sociale. In tutto 17 milioni e mezzo di concittadini sempre più in affanno. Un Paese che già oggi conta 4,6 milioni di persone che il livello di povertà assoluta l'ha già toccato. Il che vuol dire che una persona su 13 non ha cibo a sufficienza o la casa riscaldata, i vestiti li rimedia come può, non ha soldi per curarsi, informarsi, istruirsi. Una situazione che ormai tocca da vicino l'infanzia: 1 minore su 10 è a rischio indigenza. Ebbene Oxfam, che da 70 anni combatte le diseguaglianze nel mondo (a cominciare da quelle sul reddito), ha deciso insieme alla Diaconia valdese, di aprire alcuni Community center nelle periferie di Torino, Firenze, Arezzo e Catania. E' la prima volta che lo in Italia. "Vogliono essere una risposta per chi si trova sull'orlo dell'esclusione sociale, di una povertà aggravata da un contesto di crescenti disuguaglianze economiche e sociali - spiega Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia -. Sono centri di ascolto, e di rilevamento dei bisogni, orientamento e supporto a tutte quelle persone non ancora prese in carico dai servizi istituzionali, la cui situazione, senza un aiuto, è destinata ad aggravarsi". Luoghi aperti a tutti dove si può andare per ottenere il sostegno burocratico per accedere ai sussidi previsti dallo Stato o per tutelare i propri diritti in ambito di previdenza sociale. Centri dove si fa doposcuola ai bambini e una serie di attività per gli anziani. Centri di aggregazione e di sostegno dunque, che offriranno corsi di italiano (per gli stanieri), o di informatica, percorsi di mentorin per studenti in difficoltà. Sono aperti anche a mediazioni familiari per le famiglie a rischio sociale e ai migranti per ottenere l'asilo e un'integrazione sociale.
Perché la povertà italiana, secondo Oxfam, rischia di aggravarsi se non si interviene con politiche volte a contrastare l'allarmente disuguaglianza economica che caratterizza il nostro Paese e non solo. Già nel 2016 l'1% più ricco degli italiani era in possesso del 25% della ricchezza nazionale netta, 415 volte quella detenuta dal 20% più povero dei nostri connazionali. E in poco più di 100 anni il 10% più abbiente ha beneficiato di un incremento di reddito superiore a quello della metà più povera. Se si capovolge la piramide, si scopre che il 10% più povero dei nostri connazionali ha goduto di un risicato 1% di incremento, corrispondente ad appena 3,7 euro pro-capite all'anno a fronte di un incremento annuo di circa 365 euro del 10% più ricco. Ma dove si concentra la povertà? Bisogna uscire dai quartieri residenziali delle città e spingersi nelle periferie. E' in questi luoghi dove l'incidenza è più alta e continua a crescere. Oxfam si appella dunque agli italiani, a quelli che possono e lancia un campagna di raccolta fondi su Tv sul suo sito e tramite le compagnie telefoniche. Chi più ha, aiuti. Anche questa è redistribuzione del reddito.
Perché la povertà italiana, secondo Oxfam, rischia di aggravarsi se non si interviene con politiche volte a contrastare l'allarmente disuguaglianza economica che caratterizza il nostro Paese e non solo. Già nel 2016 l'1% più ricco degli italiani era in possesso del 25% della ricchezza nazionale netta, 415 volte quella detenuta dal 20% più povero dei nostri connazionali. E in poco più di 100 anni il 10% più abbiente ha beneficiato di un incremento di reddito superiore a quello della metà più povera. Se si capovolge la piramide, si scopre che il 10% più povero dei nostri connazionali ha goduto di un risicato 1% di incremento, corrispondente ad appena 3,7 euro pro-capite all'anno a fronte di un incremento annuo di circa 365 euro del 10% più ricco. Ma dove si concentra la povertà? Bisogna uscire dai quartieri residenziali delle città e spingersi nelle periferie. E' in questi luoghi dove l'incidenza è più alta e continua a crescere. Oxfam si appella dunque agli italiani, a quelli che possono e lancia un campagna di raccolta fondi su Tv sul suo sito e tramite le compagnie telefoniche. Chi più ha, aiuti. Anche questa è redistribuzione del reddito.