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Borse europee in lieve rialzo

I mercati si lasciano alle spalle il voto francese mentre complessivamente domina l'ottimismo. Il Volatlity Index tocca i minimi da quasi 25 anni. Tokyo chude in ribasso guardando al voto in Corea del Sud. Spread poco mosso. Euro stabile sul dollaro

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MILANO - Seduta positiva per le Borse europee.  A Milano il Ftse Mib vanta la migliore performance per quasi tutta la giornata riducendo i guadagni sul finale e chiudendo a +0,27%. Pesa la frenata in una parte del settore bancario, in attesa dei conti trimestrali comunicati a mercati chiusi. Palma d'oro per Campari, che oggi nei risultati gennaio-marzo ha evidenziato un utile in netta crescita del 56% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In lieve rialzo anche Terna che nello stesso periodo ha messo a segno  un utile in rialzo.

 A Londra l'indice Ftse100 sale dello 0,57%, a Parigi il Cac40 guadagna lo 0,28% e a Francoforte il Dax prende un +0,43%. A Wall Street chiusura contrastata. Il Dow Jones perde lo 0,18% a 20.974,89 punti, il Nasdaq sale dello 0,29% a 6.120,59 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,11% a 2.396,82 punti. Per Tokyo invece la chiusura in ribasso, con l'indice Nikkei che ha perso lo 0,26%, è il risultato delle prese di profitto dopo i massimi visti negli utlimi giorni e guarda anche al voto in Corea del Sud.

Archiviate le elezioni francesi, il cui esito era già stato scontato, i mercati restano ora al riparo da turbolenze. Una sostanziale tranquillità che si riflette anche sul

Giornata senza scossoni per lo spread che chiude a 185 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,28%. Arretra l'euro.  La moneta unica, infatti, viene scambiata a quota 1,0981 nei confronti del dollaro e e a 124,23 yen.

Sul fronte dei dati macroeconomici so registra il rallentamento della produzione industriale tedesca, scesa a marzo dello 0,4% su mese, secondo i dati destagionalizzati, ma salita dell'1,9% su anno. In Italia sono stabili i dati comunciati dall'Istat sulle vendite al dettaglio a marzo. Su base trimestrale la crescita è comunque dello 0,7%, incremento massimo dal 2010.

In flessione il petrolio: il Wti, contratto con consegna a luglio, vale 46,48 dollari al barile in ribasso dello 0,79%. Il Brent scende dello 0,81% a 49,94 dollari. Giù anche l'oro: il metallo viene scambiato a 1217 dollari l'oncia, in calo dello 0,72%.