Un segmento molto dinamico, dunque, che cambia un po' le abitudini di mobilità delle persone: le vendite di bici tradizionali sono infatti scese del 2,6% lo scorso anno, a 1,55 milioni, tenendo comunque meglio che nel resto d'Europa dove le vendite sono scese del 9%. Ma nel complesso, proprio grazie alla spinta elettrica, il settore ha registrato una crescita dell'1,6% in Italia, a 1,68 milioni di mezzi. Positiva anche la dinamica della bilancia commerciale, con un saldo tra importazioni ed esportazioni in attivo di 66 milioni e un incremento del 17,8% rispetto al 2015. Complessivamente il valore del mercato 2016 alla vendità è di circa 1,15 miliardi di euro, includendo bici, accessori e componenti.
Quello a cui stiamo assistendo è un progressivo rinnovamento del parco bici italiano. "E dire che sulla crescita delle e-bike pesa anche l'atteggiamento culturale italiano, a volte restio al cambiamento: basta pensare alla difficoltà di imporre il cambio automatico nelle automobili", commenta il direttore generale di Ancma, Pier Francesco Caliari.
Quel che colpisce, è che la pedalata assistita è equamente divisa tra city e mountain bike. "In effetti le bici elettriche stanno aprendo agli appassionati un mondo che prima si dischiudeva soltanto agli sportivi ultra-allenati: grazie alla pedalata assistita è possibile affrontare percorsi più impegnativi. Un aspetto fondamentale anche in termini di ricadute sul cicloturismo e sul suo indotto".
Caliari è "soddisfatto di come stanno andando gli affari: la qualità dei prodotti sta crescendo, e con essa l'industria che è sempre più orientata all'innovazione". Ma gli italiani sono disposti a investire sulla bicicletta? "I prezzi mediamente stanno crescendo, c'è maggiore attenzione alla qualità. Resta il grande problema dei furti, troppo numerosi: ovviamente chi ha fatto un acquisto importante e si vede sottrarre la bicicletta, è difficile che sia disposto a investire nuovamente simili cifre. Per questo serve un registro nazionale - e non iniziative dei singoli comuni - per rendere univoca la riconoscibilità dei mezzi".
Robinson, bicicletta protagonista: da oggetto antico a simbolo del futuro
Sul prossimo numero di Robinson, in edicola domenica con Repubblica, la storia di copertina è dedicata alla bicicletta, in occasione della giornata nazionale del 14 maggio. Dall'antropologo Marc Augé al musicista David Byrne, autore dei Diari della bicicletta, il tema affrontato è la 'ciclosofia', la filosofia del ciclista, il suo particolare punto di vista sul mondo (la lentezza, l'ecologia) e di come, nel corso del tempo, la bicicletta si sia trasformata in un simbolo del futuro. (foto di Mattia Balsamini per Robinson)
| CITTÀ | % | CITTÀ | % | CITTÀ | % |
|---|---|---|---|---|---|
| BOLZANO | 28% | REGGIO EMILIA | 23% | PADOVA | 17% |
| PESARO | 28% | RAVENNA | 22% | PISA | 17% |
| FERRARA | 27% | FORLÌ | 19% | RIMINI | 16% |
| TREVISO | 25% | NOVARA | 17% | CREMONA | 16% |
Il problema, è stato evidenziato in un convegno al quale ha preso parte il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, è che da sole le ciclabili non bastano: serve "l'intermodalità con i servizi di trasporto su ferro e altri mezzi del Tpl", ha detto Legambiente. Dal canto suo, il titolare del Mit ha assicurato che il tema è ben presente nell'agenda di governo ricordando i passi già mossi per le infrastrutture: "Due anni fa non c'era niente, oggi abbiamo 10 progetti per ciclovie nazionali finanziati". Di nuovo Caliari lancia la sfida già al prossimo esecutivo: "Fino ad oggi nessuno, in campagna elettorale, ha messo chiaramente la bicicletta al centro della proposta di mobilità. Un nostro obiettivo è avere una proposta politica che faccia della mobilità integrata, e quindi di quella a pedali, un punto fermo".
Cammini e percorsi: cento tra castelli, case cantoniere o stazioni diventano punti turistici lungo le strade ciclopedonali
Favorire e sostenere lo sviluppo del turismo lento offrendo la possibilità di riutilizzare gli immobili pubblici come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio. E' l'obiettivo del progetto "a rete" dell'Agenzia del Demanio, promosso da Mibact e Mit, 'Cammini e percorsi'. Il piano mira a recuperare oltre 100 immobili pubblici lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che attraversano tutta l'Italia per trasformarli in ostelli, piccoli hotel, punti ristoro, ciclofficine, punti di servizio e assistenza per i pellegrini, i turisti, i camminatori e i ciclisti che ogni anno percorrono questi tracciati (leggi l'articolo)