Economia

Petrolio e carbone, organizzazioni cattoliche in prima fila per il disinvestimento

Sono salite a 27 le associazioni italiane che promuovono la campagna globale per non non finanziare più le fonti fossili e accellerare la transizione energetica verso le rinnovabili. Si va dai Gesuiti all'arcidiocesi di Pescara 

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MILANO - Petrolio e carbone, la messa è finita. Anche le associazioni cattoliche si schierano in favore delle energie pulite per fermare il cambiamento climatico. Sono salite a 27 le organizzazioni che a vario titolo hanno firmato l'appello che in tutto il mondo chiede di disinvestire dalle fonti fossili per puntare con decisione sulle rinnovabili. Un'adesione che è arrivata proprio nei giorni in cui è stata rilanciata in tutto il mondo la campagna "Global disinvestment mobilisation", che ha già raccolto 700 investitori istituzionali che messi insieme arrivano a una massa finanziaria gestita pari a oltre 5mila miliardi di dollari. Come ha fatto notare il quotidiano Avvenire, il movimento ha visto le associazioni cattoliche protagoniste fin dall'inizio.

Tra gli ultimi firmatari a favore della campagna di disinvestimento troviamo i i Gesuiti italiani, seconda provincia gesuita a disinvestire a livello mondiale dopo quella canadese), la Comunità Monastica di Siloe, prima comunità monastica al mondo a disinvestire. Ma anche l’Arcidiocesi di Pescara, la Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita e Il Dialogo.

"Combustibili fossili come carbone, petrolio e gas - si legge in una nota - sono la causa principale delle emissioni di gas a effetto serra che stanno cambiando il clima e aggravando la situazione di povertà in cui versano le comunità più povere del mondo. A livello mondiale, il 2016 è stato l'anno caldo sinora registrato, un triste record attribuito precedentemente anche al 2015 e al 2014",

In altre parole, le associazioni cattoliche avvertono come, nonostante le decisioni prese ormai due anni fa al vertice di Parigi, la situazione non sia andata migliorando. Anzi. Ragione per cui è necessario accelerare la transizione energetica in atto, disinvestendo dalle fonti fossili per opuntare sulla crescita delle rinnovabili, anticipando il passaggio alle energie pulite il prima possibile. L'iniziativa si ricollega ovviamente all'enciclca "Laudato si" di papa Francesco, di cui a giugno cade il secondo anniversario, documento in cui aveva invitato tutti cattolici e non "ad avere cura della casa comune". Ma guarda anche al prossimo G7 dell'Ambiente che si terrà a Bologna dal 10 l 12 giugno. Dove, negli stessi giorni, sarà addirittura la Conferenza episcopale italiana a promuovere un incontro sull'argomento.