Antitrust, critiche al Parlamento: depotenziata la legge sulla concorrenza
Aldo Fontanarosa
La relazione annuale alle Camere: la sanzione da 5 milioni alla società farmaceutica che ha alzato del 1.500 per cento i prezzi degli anti-tumorali è stata la vittoria più significativa. Mano tesa a Uber, frecciate alla politica: "Reazioni contro l'apertura dei mercati"
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ROMA - Aumentare il prezzo di quei farmaci anti-tumorali fino al 1500 per cento è stata una pessima idea per il colosso sudafricano Aspen. Che ha rimediato intanto una figuraccia, meritandosi poi la condanna del nostro Garante dei consumatori e della concorrenza (l'Antitrust), ad ottobre.
Ed ora l'Antitrust - nella sua Relazione alle Camere - definisce quella multa da 5 milioni 225 mila euro la medaglia forse più luccicante del suo ultimo anno di vigilanza. "Abbiamo colpito - spiega il presidente Giovanni Pitruzzella - un abuso di sfruttamento". Da tempo l'Europa contrasta i "prezzi eccessivi" e sproporzionati; ma le autorità nazionali troppe volte ignorano le norme salva consumatori, voltandosi dall'altra parte.
L'Antitrust italiana sente di operare in un contesto sempre più difficile, addirittura ostile. In un'epoca segnata dall'incertezza, le persone e le aziende si mettono sotto l'ala protettiva dello Stato, "per trovare una soluzione". Così il ritorno prepotente dei nazionalismi e dei protezionismi ostacola il lavoro ingrato di chi deve favorire la libera concorrenza tra imprese di ogni provenienza e passaporto. E non aiutano le lentezze del nostro Parlamento.
Antitrust, Pitruzzella: ''Nel 2016 sanzioni per 306 milioni di euro''
Pitruzzella non attacca frontalmente le Camere, ma la sua ironia è comunque arma acuminata quando cita "il complesso percorso parlamentare del disegno di legge annuale sulla concorrenza che pare (pare) stia approdando per la prima volta alla sua approvazione" rimarcando anche che "in ambito domestico non mancano le reazioni contro l'apertura dei mercati". L'andamento lento dei politici non produce peraltro un provvedimento soddisfacente, anzi: "Il testo risulta depotenziato rispetto ai suoi iniziali contenuti".
Il presidente dell'Antitrust sembra fare il tifo per Uber, il servizio di taxi via app. Il suo merito - dice - è di produrre una "spinta competitiva" mentre i tassisti tradizionali (protagonisti di uno spettacolare lancio di uova marce contro il palazzo del Garante, il 4 maggio) offrono "reazioni protezionistiche".
A volte i giudici amministrativi (del Tar e del Consiglio di Stato, in secondo grado) smontano le decisioni dell'Antitrust, le annullano. Ma spesso danno semaforo verde alle condanne e alle sanzioni.
È successo anche a febbraio del 2017 quando il Consiglio di Stato ha confermato che qualcosa non funzionava nella gara pubblica per le pulizie nelle scuole. Anche se il Consorzio Nazionale Servizi e la consorziata Manutencoop Facility Management partecipavano in modo autonomo alla gara Consip, "in realtà hanno annullato il reciproco confronto concorrenziale per spartirsi i lotti più appetibili e aggiudicarsene il numero massimo consentito dal bando".
Parliamo di un appalto suddiviso in 13 lotti del valore complessivo di 1,63 miliardi di euro.
L'Antitrust calcola di aver comminato multe per 306 milioni di euro negli ultimi 16 mesi. Sono 240 i procedimenti conclusi. Ma il Garante non ci sta a vestire i panni del Dracula che succhia il sangue alle aziende in anni di crisi e incertezza. Il diritto alla difesa delle imprese è garantito. Nei sette anni dal 2012 al 2017, il 14 per cento dei procedimenti si è chiuso senza una condanna, e con una sostanziale assoluzione degli accusati. Nei sette anni precedenti, la percentuale era soltanto del 4 per cento.