MILANO - La volatilità torna a impadronirsi dei mercati, spaventati dalla piega che ha preso il Russiagate negli Stati Uniti: è considerata a rischio la stessa permanenza di Donald Trump alla Casa Bianca. L'instabilità politica ha guidato Wall Street alla peggior performance dallo scorso settembre, mentre il dollaro si è indebolito ai minimi pre-elezioni. Anche il caos brasiliano, con il presidente Michel Temer nella bufera per un giro di mazzette, aggiunge pepe agli scambi: l'indicatore di Bloomberg sulla volatilità dei mercati Usa è schizzato come non accadeva dai tempi del voto su Brexit, nel giugno scorso. Stamane, in un classico saliscendi che caratterizza queste fasi, il biglietto verde è risalito e l'oro (tradizionale bene rifugio acquistato a piene mani nelle scorse ore) si è indebolito. Gli scambi asiatici sono stati negativi e i listini europei hanno seguito in rosso, salvo poi ricucire con il recupero delle Borse americane.
Milano riesce alla fine a chiudere in parità (+0,07%). Londra arretra dell'0,89%, Parigi dello 0,53% e Francoforte dello 0,33%. A Wall Street, dove lo S&P500 è reduce dalla peggior performance da settembre, gli indici sono andati migliorando dopo l'avvio debole: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones recupera lo 0,2%, lo S&P500 sale dello 0,4% e il Nasdaq rimbalza dello 0,7%. Tiene bene Facebook di fronte alla multa Ue da 110 milioni. "Il sentimento dei mercati è cambiato rapidamente, con le Piazze che sembrano non credere in tempi di risoluzione brevi per il garbuglio creatosi a Washington", dice Mark Phelps, gestore di AB, sottolineando che la "vicenda potrebbe far fare un brusco dietrofront ai mercati che stanno esaurendo l'effetto Trump rally che da inizio anno ha messo il turbo all'azionario". Per altro, questa fase di correzione è arrivata quando "molti mercati sono a record pluriennali, se non assoluti", come spiega Chris Weston di IG Markets da Melbourne. In ogni caso, la giornata nera della vigilia non è vista ancora dagli analisti come l'inizio di un tracollo.
Sul listino milanese va a picco Fca, dopo la notizia della procedura d'infrazione Ue contro l'Italia per i mancati controlli sulle emissioni della Fiat 500X. Intanto, anche dagli Usa pare vicina una stretta sul tema dei gas nocivi: secondo Bloomberg, il Dipartimento di Giustizia americano sarebbe pronto a far causa a Fca in tema di violazione delle normative sulle emissioni, se i colloqui tra le due parti non dovessero portare a breve a un accordo.
In Gran Bretagna crescono oltre le attese le vendite al dettaglio. Ad aprile il dato è in crescita del 2,3% su mese e del 4% nel confronto annuo. Numeri che spingono la sterlina, che sale oltre quota 1,30 sul dollaro per la prima volta da settembre. In Italia torna a crescere la produzione nelle costruzioni nel primo trimestre del 2017, con un aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, che aveva chiuso a -0,6%. Dagli Usa si segnalano la crescita oltre le attese dell'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia di maggio (38,8 punti), mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione sono scese di 4mila unità a quota 232mila.
Da monitorare la pubblicazione da parte della Bce dei verbali della riunione del 26-27 aprile, mentre il presidente Mario Draghi interviene all'università di Tel Aviv dove riceve la laurea ad honorem in Filosofia. In Francia, il tasso di disoccupazione è sceso di 0,4 punti nel primo trimestre stabilendosi al 9,6% della popolazione attiva, dal 10% precedente: minimo da cinque anni.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga poco sopra 180 punti base, per un rendimento del decennale italiano al 2,15% sul mercato secondario. L'undicesimo collocamento del Btp Italia - collegato all'inflazione - si è chiuso con un risultato di 8,6 miliardi piazzati, in netta crescita dall'ultima edizione. L'euro tratta in lieve flessione nei confronti del dollaro: la moneta unica viene scambiata a quota 1,113 nei confronti del biglietto verde, rispetto alla valutazione di 1,1172 fatta segnare alla chiusura indicativa di ieri a Wall Street. Per quanto riguarda, invece, il cambio con lo yen l'euro passa di mano oggi a 123,05 contro i 123,61 dell'ultima rilevazione.
In mattinata anche la Borsa di Tokyo è stata guidata dalla correzione generale dei listini più che dai dati macroeconomici: la Piazza nipponica ha chiuso in forte calo, in scia alla flessione degli indici azionari statunitensi. Il Nikkei ha così perso l'1,32% a quota 19.553,86 punti, complice il rafforzamento dello yen sul biglietto verde. E dire che, sul fronte macro, l'economia giapponese ha mostrato segni positivi: è cresciuta dello 0,5% nel periodo da gennaio a marzo, rispetto alle previsioni di +0,3%. Su base annualizzata la crescita è pari al 2,2%, anche in questo caso superando le stime di +1,7%, con la spesa per consumi che evidenza un progresso dello 0,4%.
Dopo la flessione del mattino, il petrolio recupera terreno e alla chiusura dei mercati Ue il Wti sale di mezzo punto percentuale a 49,3 dollari al barile. L'oro resta invece debole anche nel pomeriggio: il lingotto perde lo 0,7% a 1.253 dollari l'oncia.
Milano riesce alla fine a chiudere in parità (+0,07%). Londra arretra dell'0,89%, Parigi dello 0,53% e Francoforte dello 0,33%. A Wall Street, dove lo S&P500 è reduce dalla peggior performance da settembre, gli indici sono andati migliorando dopo l'avvio debole: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones recupera lo 0,2%, lo S&P500 sale dello 0,4% e il Nasdaq rimbalza dello 0,7%. Tiene bene Facebook di fronte alla multa Ue da 110 milioni. "Il sentimento dei mercati è cambiato rapidamente, con le Piazze che sembrano non credere in tempi di risoluzione brevi per il garbuglio creatosi a Washington", dice Mark Phelps, gestore di AB, sottolineando che la "vicenda potrebbe far fare un brusco dietrofront ai mercati che stanno esaurendo l'effetto Trump rally che da inizio anno ha messo il turbo all'azionario". Per altro, questa fase di correzione è arrivata quando "molti mercati sono a record pluriennali, se non assoluti", come spiega Chris Weston di IG Markets da Melbourne. In ogni caso, la giornata nera della vigilia non è vista ancora dagli analisti come l'inizio di un tracollo.
Sul listino milanese va a picco Fca, dopo la notizia della procedura d'infrazione Ue contro l'Italia per i mancati controlli sulle emissioni della Fiat 500X. Intanto, anche dagli Usa pare vicina una stretta sul tema dei gas nocivi: secondo Bloomberg, il Dipartimento di Giustizia americano sarebbe pronto a far causa a Fca in tema di violazione delle normative sulle emissioni, se i colloqui tra le due parti non dovessero portare a breve a un accordo.
In Gran Bretagna crescono oltre le attese le vendite al dettaglio. Ad aprile il dato è in crescita del 2,3% su mese e del 4% nel confronto annuo. Numeri che spingono la sterlina, che sale oltre quota 1,30 sul dollaro per la prima volta da settembre. In Italia torna a crescere la produzione nelle costruzioni nel primo trimestre del 2017, con un aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, che aveva chiuso a -0,6%. Dagli Usa si segnalano la crescita oltre le attese dell'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia di maggio (38,8 punti), mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione sono scese di 4mila unità a quota 232mila.
Da monitorare la pubblicazione da parte della Bce dei verbali della riunione del 26-27 aprile, mentre il presidente Mario Draghi interviene all'università di Tel Aviv dove riceve la laurea ad honorem in Filosofia. In Francia, il tasso di disoccupazione è sceso di 0,4 punti nel primo trimestre stabilendosi al 9,6% della popolazione attiva, dal 10% precedente: minimo da cinque anni.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga poco sopra 180 punti base, per un rendimento del decennale italiano al 2,15% sul mercato secondario. L'undicesimo collocamento del Btp Italia - collegato all'inflazione - si è chiuso con un risultato di 8,6 miliardi piazzati, in netta crescita dall'ultima edizione. L'euro tratta in lieve flessione nei confronti del dollaro: la moneta unica viene scambiata a quota 1,113 nei confronti del biglietto verde, rispetto alla valutazione di 1,1172 fatta segnare alla chiusura indicativa di ieri a Wall Street. Per quanto riguarda, invece, il cambio con lo yen l'euro passa di mano oggi a 123,05 contro i 123,61 dell'ultima rilevazione.
In mattinata anche la Borsa di Tokyo è stata guidata dalla correzione generale dei listini più che dai dati macroeconomici: la Piazza nipponica ha chiuso in forte calo, in scia alla flessione degli indici azionari statunitensi. Il Nikkei ha così perso l'1,32% a quota 19.553,86 punti, complice il rafforzamento dello yen sul biglietto verde. E dire che, sul fronte macro, l'economia giapponese ha mostrato segni positivi: è cresciuta dello 0,5% nel periodo da gennaio a marzo, rispetto alle previsioni di +0,3%. Su base annualizzata la crescita è pari al 2,2%, anche in questo caso superando le stime di +1,7%, con la spesa per consumi che evidenza un progresso dello 0,4%.
Dopo la flessione del mattino, il petrolio recupera terreno e alla chiusura dei mercati Ue il Wti sale di mezzo punto percentuale a 49,3 dollari al barile. L'oro resta invece debole anche nel pomeriggio: il lingotto perde lo 0,7% a 1.253 dollari l'oncia.