Economia

Effetto dividendi a Piazza Affari, Milano in calo

Borse europee caute nel giorno della pubblicazione delle raccomandazioni della Commissione e dell'Eurogruppo sulla Grecia. Ftse Mib in flessione attesa per effetto dello stacco delle cedole di 22 big. L'euro torna sopra quota 1,12. Merkel: "Nostro surplus alto per colpa di moneta debole"

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MILANO - Il cedola-day si fa sentire a Piazza Affari. Nel giorno in cui 22 big del listino hanno distribuito dividendi ai loro azionisti il Ftse Mib chiude in calo dell'1,15%, appesantito per l'1,54% proprio dall'effetto delle cedole. Poco mosse le altre Borse europee: Londra sale dello 0,34%,  mentre Francoforte chiude in calo dello 0,15, Parigi dello 0,03%. Positiva Wall Street, dove alla chiusura il Dow Jones guadagna lo 0,43% a quota 20.894,83; il Nasdaq lo 0,82% a 6.133,62 punti. In mattinata seduta positiva anche per Tokyo, che ha archiviato le contrattazioni in rialzo dello 0,45%.

Giornata ricca di spunti per il Vecchio Continente. La Commissione europea ha pubblicato oggi le raccomandazioni specifiche per i singoli Paesi. Per l'Italia è arrivato il via libera al Piano Nazionale di Riforme allegato al Def approvato ad aprile e alla manovra di correzione da 3,4 miliardi caldeggiata da Bruxelles, che chiude così la partita sui conti 2017. Non mancano però le indicazioni per la legge di Bilancio del prossimo anno, con l'invito a reintrodurre la tassa sulla prima casa, almeno per i redditi più elevati. Da segnalare anche la nota dell'Istat, che ha rivisto al +1% la stima di crescita del Belpaese per l'anno in corso. L'Ocse invece ha tracciato un rallentamento della crescita trimestrale nella zona, allo 0,4% nel primo trimestre del 2017 contro lo 0,7% del trimestre precedente.

Nel pomeriggio l'Eurogruppo, si è riunito per ratificare l'accordo raggiunto tra Grecia e creditori qualche settimana fa, dopo che il governo di Atene ha approvato in Parlamento le nuove misure di austerity concordate.

In linea con la sostanziale calma che regna sui mercati europei lo spread chiude stabile a 173 punti base, con il rendimento del titolo decennale italiano al 2,1%. Sul mercato valutario, l'euro torna a crescere, risalendo oltre quota 1,1237 sul dollaro. Una risalita cui hanno contribuito anche le parole di Angela Merkel, che ha attribuito all'eccessiva debolezza della moneta unica la ragione principale del forte surplus commerciale tedesco, fattore indicato da più parti come elemento di squilibrio tra le economie dell'area euro. L'euro, ha attaccato Merkel,  "è troppo debole a causa della politica della Bce, e così le merci tedesche diventano in proporzione economiche".

Sul fronte delle materie prime, si allunga il rally del petrolio con il Wti che è quotato in area 51 dollari al barile in attesa del meeting dell'Opec di giovedì che dovrebbe sancire il prolungamento degli accordi tra i principali esportatori sui tagli produttivi a sostegno dell'equilibrio tra domanda e offerta. Poco mosso l'oro: il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1.259 dollari l'oncia.