Economia

Borse Ue incerte e Wall Street da record dopo la Fed. Giù il petrolio

(reuters)
I segnali arrivati dai verbali dell'ultima riunione della Banca Centrale Usa spingono Wall Street a nuovi record. Piazza Affari è in calo sui timori per le banche venete. L'Opec conferma l'estensione dei tagli, ma non ne aumenta le dimensioni: il Wti sotto 50 dollari
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MILANO - Le Borse europee chiudono incerte all'indomani dalla pubblicazione delle minute delle Fed, da cui è emerso che il prossimo rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Usa dovrebbe arrivare "a breve". Sintomo che nel board dell'istituto si respira aria di fiducia sulla crescita dell'economia americana, destinata a restare sostenuta. Inizialmente gli scambi erano positivi, poi i listini del Vecchio continente si sono fatti misti. Piazza Affari è appesantita dal settore bancario che guarda con apprensione gli sviluppi del dossier sulle banche venete, per cui si affaccia lo spettro del bail-in che comunque il ministro Padoan esclude. Milano termina così gli scambi in calo dello 0,37%. Londra termina gli scambi piatta (+0,04%), Parigi cede lo 0,08% e Francoforte dello 0,17%. Wall Street segna intanto nuovi record storici con Nasdaq e S&P500. Quando i mercati Ue si avviano a chiusura il listino tecnologico sale dello 0,6%, il Dow Jones e lo S&P500 di crica lo 0,4%. A fine giornata, chiusura con nuovi record: lo S&P 500 sale dello 0,44 % arrivando a 2.415,07 punti, mentre il Nasdaq segna +0,69 % a 6.205,26 punti. Chiude a 21.082,95 punti il Dow Jones.

Tra i dati macroeconomici figura il Pil britannico del primo trimestre, rivisto al ribasso al +0,2% dal precedente +0,3%, e le richieste settimanali di sussidio per la disoccupazione Usa, andati meglio delle stime con un rialzo di mille unità. L'attività manifatturiera nella parte meridionale degli Usa ha accelerato il passo a maggio, ma ha comunque deluso le aspettative: l'indice manifatturiero della Fed di Kansas City di maggio si è portato a 8 punti, dai 7 di aprile. Positivi i dati diffusi dall'Istat sul fatturato dell'industria italiana, saliti a marzo dello 0,5% rispetto a febbraio e del 10,6% rispetto all'anno passato. Battuta d'arresto invece per gli ordinativi, in calo del 4,2% su base congiunturale seppure in aumento del 9,2% su base tendenziale.

L'euro chiude in leggero calo ma resta comunque sopra quota 1,12 dollari dopo che ieri la Fed ha confermato di avere intenzione di rialzare "presto" i tassi, forse fin da giugno. La moneta europea passa di mano a 1,1213 dollari (erano 1,1241 all'apertura) e a 125,38 yen. Dollaro/yen in rialzo a 111,83. Lo spread tra il Btp a dieci anni e l'omologo Bund tedesco è poco mosso in area 174 punti base con il rendimento del bond decennale italiano si attesta al 2,1 per cento.

In mattinata Tokyo ha chiuso in crescita dello 0,36%, che non sconta il declassamento di Moody's nei confrnti di Hong Kong, il giorno dopo l'inatteso downgrade cinese.

Nel giorno del vertice Opec di oggi che ha allungato di nove mesi i tagli alla produzione, i prezzi del barile sono in calo: quando i mercati europei si avviano a chiusura, il Wti scende di oltre un punto percentuale e torna sotto 51 dollari al barile, mentre il Brent viaggia in area 53,4 punti limando l'1% in un mercato che - sostengono alcuni analisti - aveva sperato in qualcosa di più e scommetteva su un intervento più deciso da parte dei Paesi produttori. Poco mosso infine l'oro, sostanzialmente in linea con le quotazioni registrate per tutta la giornata di ieri: il metallo viene scambiato a 1256 dollari l'oncia alla chiusura delle Borse Ue.