Borse europee deboli. Slancio finale per Piazza Affari
Flavio Bini, di FLAVIO BINIIn ribasso i listini del Vecchio Continente, solo Milano recupera in chiusura di seduta. In calo Telecom dopo che la Commissione ha subordinato il suo ok al controllo di Vivendi alla cessione da parte della società italiane delle quote in Persidera. Anche Wall Street in calo. Si stabilizza a livelli alti il differenziale tra Btp e Bund sulla scia di possibili elezioni il prossimo autunno dopo l'accordo sulla legge elettorale. Intanto scendono i rendimenti dell'asta del Tesoro. Frenata a sorpresa dell'inflazione tedesca
MILANO - Giornata all'insegna della debolezza per le Borse europee. Solo Piazza Affari trva slancio sul finale e chiude in lieve rialzo dello 0,15%. Una seduta dove hanno pesato ancora i timori del mercato per il voto anticipato che si profila dopo l'intesa di massima tra i principali partiti sulla legge elettorale. In calo Mediaset e Telecom, dopo che la Commissione europea ha dato il via libera al controllo de facto della società italiana da parte di Vivendi, subordinando però l'operazione alla cessione delle quote posseduta da Telecom in Persidera.
In flessione le altre Borse Ue: Francoforte cede lo 0,24%, Londra arretra dello 0,28% e Parigi dello 0,5%. In calo anche Wall Street. Alle chiusura delle piazze finanziarie del Vecchio Continente il Dow Jones perde lo 0,16%, il Nasdaq lo 0,05%.
Le incongnite in Europa si riverberano anche nel calo della fiducia verso l'economia e si riflettono sul mercato valutario, con l'euro che chiude in Europa poco…
In flessione le altre Borse Ue: Francoforte cede lo 0,24%, Londra arretra dello 0,28% e Parigi dello 0,5%. In calo anche Wall Street. Alle chiusura delle piazze finanziarie del Vecchio Continente il Dow Jones perde lo 0,16%, il Nasdaq lo 0,05%.
Le incongnite in Europa si riverberano anche nel calo della fiducia verso l'economia e si riflettono sul mercato valutario, con l'euro che chiude in Europa poco…
MILANO - Giornata all'insegna della debolezza per le Borse europee. Solo Piazza Affari trva slancio sul finale e chiude in lieve rialzo dello 0,15%. Una seduta dove hanno pesato ancora i timori del mercato per il voto anticipato che si profila dopo l'intesa di massima tra i principali partiti sulla legge elettorale. In calo Mediaset e Telecom, dopo che la Commissione europea ha dato il via libera al controllo de facto della società italiana da parte di Vivendi, subordinando però l'operazione alla cessione delle quote posseduta da Telecom in Persidera.
In flessione le altre Borse Ue: Francoforte cede lo 0,24%, Londra arretra dello 0,28% e Parigi dello 0,5%. In calo anche Wall Street. Alle chiusura delle piazze finanziarie del Vecchio Continente il Dow Jones perde lo 0,16%, il Nasdaq lo 0,05%.
Le incongnite in Europa si riverberano anche nel calo della fiducia verso l'economia e si riflettono sul mercato valutario, con l'euro che chiude in Europa poco sopra 1,11 dollari, a 1,1118 per la precisione. Si stabilizza a livelli alti (per il recente passato) lo spread tra Btp-Bund, anche in questo caso termometro delle incertezze che gravano sull'Italia e su possibili elezioni in autunno. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi sale a 190 punti, con il rendimento del nostro decennale che rivede il 2,2%. Il Tesoro ha intanto collocato tre miliardi del Btp a cinque anni aprile 2022 ad un rendimento dello 0,88%, in calo di 15 centesimi rispetto all'asta precedente. Venduti anche 2,75 miliardi del decennale giugno 2027 al 2,15%in calo di 14 centesimi. In asta anche il CctEu (titolo indicizzato all'Euribor) ottobre 2024, collocato per 1,75 miliardi allo 0,92% (in calo di un centesimo).
Restano puntati i fari anche sul settore del credito, con lo stop arrivato oggi da Atlante a un intervento di sostegno delle banche venete, proprio mentre l'Ocse scrive nel suo Business and Finance Outlook 2017 che "un'azione più forte per affrontare il problema delle sofferenze e la ricapitalizzazione delle banche è un prerequisito per una crescita sostenibile".
La giornata macro è aperta con un pacchetto di dati arrivati dal Giappone, dove la disoccupazione resta stabile ad aprile al 2,8%, stesso valore dei due mesi precedenti, ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni. In crescita oltre le attese le vendite al dettaglio, che hanno segnato nello stesso mese un balzo in avanti dell'1,4% rispetto a marzo, quando erano salite soltanto dello 0,2%, e a fronte di un calo dello 0,2% previsto dagli analisti.
Come accennato, dopo il netto progresso registrato in aprile il clima di fiducia nell'economia europea, calcolato mensilmente dalla Commissione europea, è leggermente peggiorato in maggio. Nonostante l'"effetto Macron" lo abbia fatto migliorare in Francia, frai pochi grandi paesi in netta controtendenza, l'indicatore sul cosiddetto "sentimento economico" è in lieve calo sia nell'Eurozona (0,5 punti in meno, a quota 109,2), sia nell'Ue a 28 paesi (1 punto in meno a 109,7). Sempre in Francia si registra la crescita dello 0,4% del Pil nel primo trimestre, mentre in Italia Confindustria stima una diminuzione dello 0,2% della produzione di maggio. Intanto i prezzi alla produzione sono saliti - secondo i dati Istat - dello 0,1% mensile ad aprile e del 3,7% su anno.
Sorprendente invece il dato dell'inflazione tedesca, che rallenta a maggio in calo dello 0,2% rispetto al mese precedente. Su base annua i prezzi salgono invece dell'1,5%, meno di quanto visto negli ultimi messi quando l'inflazione era tornata in quota 2%.
Stamane Tokyo ha chiuso in flessione, priva del riferimento di Wall Street, ieri inattiva per festività: la Borsa giapponese è stata appesantita soprattutto dal rafforzamento dello yen che danneggia le imprese esportatrici e alla fine il Nikkei ha segnato un -0,02%.
Sul fronte delle materie prime, arretra il petrolio. Il Wti perde 65 centesimi a 49,15 dollari al barile mentre il Brent flette di 95 cent a 51,34. In ribasso infine l'oro: il lingotto viene scambiato a 1262 dollari l'oncia.
In flessione le altre Borse Ue: Francoforte cede lo 0,24%, Londra arretra dello 0,28% e Parigi dello 0,5%. In calo anche Wall Street. Alle chiusura delle piazze finanziarie del Vecchio Continente il Dow Jones perde lo 0,16%, il Nasdaq lo 0,05%.
Le incongnite in Europa si riverberano anche nel calo della fiducia verso l'economia e si riflettono sul mercato valutario, con l'euro che chiude in Europa poco sopra 1,11 dollari, a 1,1118 per la precisione. Si stabilizza a livelli alti (per il recente passato) lo spread tra Btp-Bund, anche in questo caso termometro delle incertezze che gravano sull'Italia e su possibili elezioni in autunno. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi sale a 190 punti, con il rendimento del nostro decennale che rivede il 2,2%. Il Tesoro ha intanto collocato tre miliardi del Btp a cinque anni aprile 2022 ad un rendimento dello 0,88%, in calo di 15 centesimi rispetto all'asta precedente. Venduti anche 2,75 miliardi del decennale giugno 2027 al 2,15%in calo di 14 centesimi. In asta anche il CctEu (titolo indicizzato all'Euribor) ottobre 2024, collocato per 1,75 miliardi allo 0,92% (in calo di un centesimo).
Restano puntati i fari anche sul settore del credito, con lo stop arrivato oggi da Atlante a un intervento di sostegno delle banche venete, proprio mentre l'Ocse scrive nel suo Business and Finance Outlook 2017 che "un'azione più forte per affrontare il problema delle sofferenze e la ricapitalizzazione delle banche è un prerequisito per una crescita sostenibile".
La giornata macro è aperta con un pacchetto di dati arrivati dal Giappone, dove la disoccupazione resta stabile ad aprile al 2,8%, stesso valore dei due mesi precedenti, ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni. In crescita oltre le attese le vendite al dettaglio, che hanno segnato nello stesso mese un balzo in avanti dell'1,4% rispetto a marzo, quando erano salite soltanto dello 0,2%, e a fronte di un calo dello 0,2% previsto dagli analisti.
Come accennato, dopo il netto progresso registrato in aprile il clima di fiducia nell'economia europea, calcolato mensilmente dalla Commissione europea, è leggermente peggiorato in maggio. Nonostante l'"effetto Macron" lo abbia fatto migliorare in Francia, frai pochi grandi paesi in netta controtendenza, l'indicatore sul cosiddetto "sentimento economico" è in lieve calo sia nell'Eurozona (0,5 punti in meno, a quota 109,2), sia nell'Ue a 28 paesi (1 punto in meno a 109,7). Sempre in Francia si registra la crescita dello 0,4% del Pil nel primo trimestre, mentre in Italia Confindustria stima una diminuzione dello 0,2% della produzione di maggio. Intanto i prezzi alla produzione sono saliti - secondo i dati Istat - dello 0,1% mensile ad aprile e del 3,7% su anno.
Sorprendente invece il dato dell'inflazione tedesca, che rallenta a maggio in calo dello 0,2% rispetto al mese precedente. Su base annua i prezzi salgono invece dell'1,5%, meno di quanto visto negli ultimi messi quando l'inflazione era tornata in quota 2%.
Stamane Tokyo ha chiuso in flessione, priva del riferimento di Wall Street, ieri inattiva per festività: la Borsa giapponese è stata appesantita soprattutto dal rafforzamento dello yen che danneggia le imprese esportatrici e alla fine il Nikkei ha segnato un -0,02%.
Sul fronte delle materie prime, arretra il petrolio. Il Wti perde 65 centesimi a 49,15 dollari al barile mentre il Brent flette di 95 cent a 51,34. In ribasso infine l'oro: il lingotto viene scambiato a 1262 dollari l'oncia.