Da spauracchio a Fisco amico. E' da tempo ormai che l'Agenzia delle entrate ha messo in campo la nuova strategia con l'invito ai contribuenti a mettersi spontaneamente in regola prima che arrivino avvisi e contestazioni formali. Ora tutte le indicazioni utili per essere conformi alla normativa fiscale sono disponibili in una nuova sezione del sito dedicata. Online tutte le informazioni per aderire agli inviti e beneficiare delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso. Buoni i risultati di questa strategia, con 500 milioni di euro recuperati nel 2016 proprio grazie alle lettere di compliance.
La sezione dedicata. La sezione è raggiungibile dal sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo questo percorso: Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Attività per la promozione della compliance. La nuova sezione è divisa in due sotto-aree, una prima dedicata ai contribuenti persone fisiche, l'altra a imprese e lavoratori autonomi. Se si riceve una comunicazioni con l'indicazione di irregolarità, basta andare sulla nuova sezione e cliccare su “Come dialogare con l’Agenzia” per conoscere tutti i canali di assistenza. All’interno della sezione sono inoltre disponibili i fac simile delle lettere e la guida fiscale “L’agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”, un manualetto in pdf che
contiene tutte le informazioni utili sulle comunicazioni per la compliance.
Il contenuto delle lettere. Nelle lettere inviate ai contribuenti soggetti ad Irpef viene comunicata l’anomalia riscontrata, i redditi che, dalle informazioni presenti nelle banche dati dell’Agenzia, non risultano dichiarati e una tabella di dettaglio delle categorie cui i redditi si riferiscono (per esempio, redditi derivanti da locazione, di lavoro dipendente, assegni periodici, ecc). Analogo il contenuto delle lettere indirizzate ai contribuenti Iva nelle quali viene indicato l’eventuale imponibile contestabile in sede di controllo e la fonte da cui sono stati attinti i dati per il confronto con i dati indicati dal contribuente in dichiarazione. Alle lettere sono inoltre allegate le istruzioni per accedere al cassetto fiscale dove si trovano tutti i dati archiviati negli anni precedenti, e le indicazioni per utilizzare il servizio di assistenza Civis e per compilare la dichiarazione integrativa.
La regolarizzazione degli errori - Gli errori e le omissioni possono essere regolarizzati presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute e gli interessi calcolati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente effettuato. A queste somme vanno aggiunte le sanzioni specifiche delle violazioni oggetto di comunicazione, sanzioni che sono tanto più basse quanto prima si paga, grazie alla possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso. Per calcolare le somme dovute è disponibile, all'interno della sezione “Compliance per i cittadini”, l’applicazione “Calcolo delle sanzioni e interessi”. Lavoratori autonomi e imprese, invece, devono calcolare distintamente le sanzioni ridotte correlate all’infedele dichiarazione (Irpef, Irap ed Iva) e le sanzioni ridotte relative alle violazioni eventualmente commesse (ad esempio: l’omessa fatturazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o l’irregolare tenuta delle scritture contabili ai fini delle imposte dirette e dell’Iva).
Lo sorso anno recuperati 500 milioni. Le Entrate sottolineano che questa strategia del dialogo preventivo sta facendo registrare risultati decisamente positivi. Nello scorso anno, infatti, a fronte di oltre 500.000 comunicazioni sono stati riportati nelle casse dello Stato ben 500 milioni di euro. Le ultime lettere in ordine di tempo sono partite i primi di maggio e riguardano oltre 190.000 soggetti Iva che non hanno presentato la relativa dichiarazione per l’anno d’imposta 2016 o che l’hanno presentata compilando solo in parte il quadro Va. Anche per loro si apre una finestra di dialogo: una volta ricevuta la lettera, infatti, possono segnalare alle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze sconosciuti che possano giustificare l'anomalia o sanare l’irregolarità tramite il ravvedimento operoso.
La sezione dedicata. La sezione è raggiungibile dal sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo questo percorso: Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Attività per la promozione della compliance. La nuova sezione è divisa in due sotto-aree, una prima dedicata ai contribuenti persone fisiche, l'altra a imprese e lavoratori autonomi. Se si riceve una comunicazioni con l'indicazione di irregolarità, basta andare sulla nuova sezione e cliccare su “Come dialogare con l’Agenzia” per conoscere tutti i canali di assistenza. All’interno della sezione sono inoltre disponibili i fac simile delle lettere e la guida fiscale “L’agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”, un manualetto in pdf che
contiene tutte le informazioni utili sulle comunicazioni per la compliance.
Il contenuto delle lettere. Nelle lettere inviate ai contribuenti soggetti ad Irpef viene comunicata l’anomalia riscontrata, i redditi che, dalle informazioni presenti nelle banche dati dell’Agenzia, non risultano dichiarati e una tabella di dettaglio delle categorie cui i redditi si riferiscono (per esempio, redditi derivanti da locazione, di lavoro dipendente, assegni periodici, ecc). Analogo il contenuto delle lettere indirizzate ai contribuenti Iva nelle quali viene indicato l’eventuale imponibile contestabile in sede di controllo e la fonte da cui sono stati attinti i dati per il confronto con i dati indicati dal contribuente in dichiarazione. Alle lettere sono inoltre allegate le istruzioni per accedere al cassetto fiscale dove si trovano tutti i dati archiviati negli anni precedenti, e le indicazioni per utilizzare il servizio di assistenza Civis e per compilare la dichiarazione integrativa.
La regolarizzazione degli errori - Gli errori e le omissioni possono essere regolarizzati presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute e gli interessi calcolati dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente effettuato. A queste somme vanno aggiunte le sanzioni specifiche delle violazioni oggetto di comunicazione, sanzioni che sono tanto più basse quanto prima si paga, grazie alla possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso. Per calcolare le somme dovute è disponibile, all'interno della sezione “Compliance per i cittadini”, l’applicazione “Calcolo delle sanzioni e interessi”. Lavoratori autonomi e imprese, invece, devono calcolare distintamente le sanzioni ridotte correlate all’infedele dichiarazione (Irpef, Irap ed Iva) e le sanzioni ridotte relative alle violazioni eventualmente commesse (ad esempio: l’omessa fatturazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o l’irregolare tenuta delle scritture contabili ai fini delle imposte dirette e dell’Iva).
Lo sorso anno recuperati 500 milioni. Le Entrate sottolineano che questa strategia del dialogo preventivo sta facendo registrare risultati decisamente positivi. Nello scorso anno, infatti, a fronte di oltre 500.000 comunicazioni sono stati riportati nelle casse dello Stato ben 500 milioni di euro. Le ultime lettere in ordine di tempo sono partite i primi di maggio e riguardano oltre 190.000 soggetti Iva che non hanno presentato la relativa dichiarazione per l’anno d’imposta 2016 o che l’hanno presentata compilando solo in parte il quadro Va. Anche per loro si apre una finestra di dialogo: una volta ricevuta la lettera, infatti, possono segnalare alle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze sconosciuti che possano giustificare l'anomalia o sanare l’irregolarità tramite il ravvedimento operoso.