Economia

Maurizio Landini: "Ilva, non facciamo tifo, Mittal però non convince"

Il segretario della Fiom vuole dire la sua sulla vertenza: "Il governo deve salvaguardare l'occupazione e render la produzione di acciaio a Taranto ambientalmente sostenibile per chi ci lavora. La questione non riguarda solo 14.200 dipendenti e le loro famiglie, ma anche tutto l'indotto e tutto il territorio interessato"

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MILANO - I segretari generali delle principali organizzazioni sindacali hanno deciso di scrivere al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in relazione alla vertenza Ilva, per chiedere di essere convocati in un incontro preventivo prima che il governo decida a chi assegnare l'impianto. Maurizio Landini, segretario della Fiom, vuole dire la sua su una scelta così importante .

Perché avete chiesto un incontro prima dell'aggiudicazione della gara anche con Gentiloni, oltre che con Calenda?
"Noi pensiamo che la vicenda Ilva sia un fattore strategico per il Paese, e che pertanto il governo debba giocare un ruolo fino il fondo a salvaguardia dell'occupazione e con l'obiettivo di render la produzione di acciaio a Taranto ambientalmente sostenibile per chi ci lavora. La questione dell'Ilva non riguarda solo 14.200 dipendenti e le loro famiglie, ma anche tutto l'indotto e tutto il territorio interessato".

Ma non avevate già avuto la settimana scorsa un incontro con il Mise proprio per discutere il piano della cordata Am Investco?
"Non direi che hanno discusso con noi, siamo stati informati che i commissari straordinari dell'Ilva considerano la proposta di ArcelorMittal preferibile all'altra, che nel frattempo è stata migliorata su tutti e tre i punti. Per le poche informazioni che abbiamo avuto dal piano industriale di Mittal, abbiamo fatto i nostri rilievi. Non ci convince questa soluzione, sia perché determina un forte calo dei posti di lavoro, sia perché i tempi per l'ambientalizzazione sono troppo lunghi. Non ci hanno illustrato nel dettaglio le due proposte. Nè vogliamo entrare nel dettaglio economico e giuridico di questa procedura".

E quindi cosa sperate di ottener dall'incontro con governo e Mise?
"Più volte il ministero ha definito l'Ilva una questione strategica e prima di prendere una decisione definitiva, nel rispetto dei ruoli di ognuno, vorremmo avere chiaro il quadro di cosa significa percorrere una strada o un'altra. Il nostro parere è sospensivo solo dopo che è stata aggiudicata la gara, ma allora potrebbe essere troppo tardi. Non si può prendere una decisione così importante, e poi scaricare la responsabilità della stessa sui lavoratori e sui sindacati ".

Ed è per questo che avete scioperato, per dare un segnale alla cordata favorita, ovvero quella capitanata da Mittal?
"Venerdì Taranto ha scioperato con una grande adesione dando un chiaro segnale a Mittal. Faccio notare che sull'Ilva di Taranto il processo è partito solo dopo che la magistratura, cinque anni fa, ha avviato una procedura per l'ambiente. La questione è duplice, riguarda l'occupazione, ma anche la salute. Domani scioperano i dipendenti dell'Ilva di Genova, che peraltro sono toccati anche da altre questioni pregresse. E ricordo che a Genova sono già stati firmati degli accordi con le organizzazioni sindacali che dovranno essere rispettati da chiunque si aggiudichi la gara ".

Quindi fate il tifo per AcciaItalia?
"Non facciamo il tifo per nessuno. Facciamo il tifo per l'Ilva per la siderurgia italiana, per i suoi lavoratori e per le persone che ci lavorano o che vivendo vicino agli impianti hanno diritto a essere tutelate dal punta di vista ambientale".