ROMA - Quasi 15.000 sequestri nel 2016 per 26 milioni di articoli contraffatti: è il bilancio della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane per il 2016. I dati sono stati diffusi dal Censis, che stima il valore del fatturato della contraffazione in 6,9 miliardi di euro, in linea con le stime dell'anno scorso nonostante rispetto al 2015 le confische siano diminuite del 6,6%, con una diminuzione anche della dimensione media dei carichi (si tratta di una strategia per evitare i controlli messa in campo da parte della criminalità organizzata). Il mercato del falso, spiega il Censis, sottrae all'economia legale 100.000 occupati e 1,7 miliardi di gettito fiscale. Il maggior numero di sequestri è stato effettuato a Roma e a Milano.
Il podio: Napoli, Roma e Catania. Tra le province italiane al primo posto si trova Napoli, con oltre 6 milioni di pezzi sequestrati, pari al 24% del totale. Seguono Roma, con circa 4 milioni di pezzi (15,2%), e Catania, con 2,6 milioni di prodotti fake (10%).
Ferramenta e accessori auto i più sequestrati. Gli articoli più sequestrati non sono quelli di moda, ma di ferramenta (l'anno scorso ne sono stati sequestrati un milione contraffatti). Seguono con mezzo milione di sequestri gli accessori per auto e i timbri, poi le custodie (250.000) e le etichette. Si tratta, spiega il Censis, di "accessori indispensabili per trasformare prodotti che passano i controlli doganali come neutri, quindi perfettamente legali, e che poi vengono trasformati in falsi di qualità".
Abbigliamento e accessori i più contraffatti. Tra i prodotti contraffatti invece al primo posto ci sono l'abbigliamento e gli accessori, che per valore coprono il 32,5% del del totale, 2,2 miliardi di euro. Segue il settore degli audiovisi, con un valore di quasi due miliardi. In crescita i cellulari e gli apparecchi elettrici, e vengono contraffatti anche i prodotti alimentari, per il valore di circa un miliardo. In crescita la contrafazione di gioielli e orologi, e di materiale informatico.
Le nuove strategie. La filiera del falso ha modificato a fondo ultimamente le strategie di elusione dei controlli, diversificando i canali di vendita e differenziando le tipologie delle merci offerte. Le partite di merce contraffatte diventano sempre più limitate, in modo da non dare nell'occhio, e magari i segni distintivi, come le etichette, vengono messe all'ultimo momento, nei magazzini all’ingrosso, negli appartamenti o in strada dagli stessi venditori.
Sottratti all'erario da 1,7 a 5,7 miliardi di euro. Il Censis calcola che il mercato del falso sottrae all'Erario 1,7 miliardi di euro, tra imposte dirette e indirette. E tuttavia se si considerano anche le imposte che deriverebbero dal giro d'affari, il gettito fiscale perso può salire fino a 5,7 miliardi di euro, il 2,3% del totale delle entrate dello Stato per questo gruppo di imposte.
Il podio: Napoli, Roma e Catania. Tra le province italiane al primo posto si trova Napoli, con oltre 6 milioni di pezzi sequestrati, pari al 24% del totale. Seguono Roma, con circa 4 milioni di pezzi (15,2%), e Catania, con 2,6 milioni di prodotti fake (10%).
Ferramenta e accessori auto i più sequestrati. Gli articoli più sequestrati non sono quelli di moda, ma di ferramenta (l'anno scorso ne sono stati sequestrati un milione contraffatti). Seguono con mezzo milione di sequestri gli accessori per auto e i timbri, poi le custodie (250.000) e le etichette. Si tratta, spiega il Censis, di "accessori indispensabili per trasformare prodotti che passano i controlli doganali come neutri, quindi perfettamente legali, e che poi vengono trasformati in falsi di qualità".
Abbigliamento e accessori i più contraffatti. Tra i prodotti contraffatti invece al primo posto ci sono l'abbigliamento e gli accessori, che per valore coprono il 32,5% del del totale, 2,2 miliardi di euro. Segue il settore degli audiovisi, con un valore di quasi due miliardi. In crescita i cellulari e gli apparecchi elettrici, e vengono contraffatti anche i prodotti alimentari, per il valore di circa un miliardo. In crescita la contrafazione di gioielli e orologi, e di materiale informatico.
Le nuove strategie. La filiera del falso ha modificato a fondo ultimamente le strategie di elusione dei controlli, diversificando i canali di vendita e differenziando le tipologie delle merci offerte. Le partite di merce contraffatte diventano sempre più limitate, in modo da non dare nell'occhio, e magari i segni distintivi, come le etichette, vengono messe all'ultimo momento, nei magazzini all’ingrosso, negli appartamenti o in strada dagli stessi venditori.
Sottratti all'erario da 1,7 a 5,7 miliardi di euro. Il Censis calcola che il mercato del falso sottrae all'Erario 1,7 miliardi di euro, tra imposte dirette e indirette. E tuttavia se si considerano anche le imposte che deriverebbero dal giro d'affari, il gettito fiscale perso può salire fino a 5,7 miliardi di euro, il 2,3% del totale delle entrate dello Stato per questo gruppo di imposte.