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Il petrolio tenta la risalita, Borse europee ancora deboli

Il greggio prova a riguadagnare terreno dopo la netta flessione degli ultimi giorni. Tokyo chiude in lieve rialzo, Wall Street poco mossa. L'euro guadagna sul dollaro, in salita anche la sterlina. In espansione il manifatturiero dell'Eurozona, revisione al rialzo per la stima del Pil francese nel primo trimestre

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MILANO - Borse europee deboli nella seduta di chiusura della settimana: Milano perde lo 0,46% finale, Londra lo 0,2%, Francoforte lo 0,47%, Parigi lo 0,3%. Il forte calo del prezzo del petrolio, che ha contribuito a spingere al ribasso i listini questa settimana, ha cominciato ad arrestarsi già ieri, dando tregua ai mercati. Oggi il greggio prova a consolidare il recupero della chiusura della vigilia e - quando terminano gli scambi in Europa - il Wti si riporta sopra la soglia di 43 dollari al barile, mentre il Brent tratta a 45,6 dollari.

Del recupero dei corsi dell'oro nero ha beneficiato stamane la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha chiuso in rialzo dello 0,11% dopo che ieri Wall Street aveva terminato con gli indici contrastati. Oggi la Borsa Usa recupera terreno dopo un avvio debole: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones tratta sulla parità, lo S&P500 sale dello 0,2% in linea con il Nasdaq.

Sul mercato valutario l'euro chiude in rialzo sopra quota 1,12 dollari (1,1205), metre la sterlina passa sopra quota 1,27 sul biglietto verde beneficiando dei primi segnali positivi emersi dall'avvio del negoziato sulla Brexit, con le rassicurazioni fornite dalla premier Theresa May sui diritti per i cittadini Ue di restare nel Regno Unito anche dopo l'usscita definitiva del Paese dopo l'Unione europea. Poco mosso lo spread tra Btp e Bund tedeschi, a 165 punti, non lontano dalla chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano si attesta all'1,9%.

Nel calendario macroeconomico si attende la revisione da parte di Moody's dei rating di Francia, Germania e Stati Uniti, mentre l'Istat diffonde i dati su fatturato e ordinativi dell'industria ad aprile: dati in ribasso, con il primo in calo dello 0,5% e i secondi in diminuzione dello 0,7% mensile.

Markit segnala che l'indice Pmi - costruito attraverso le opinioni dei direttori agli acquisti - sale a 57,3 a giugno da 57 nel manifatturiero, mentre quello composito si porta a 55,7 punti nell'Eurozona. Resta in espansione (sopra 50 punti) la Germania, pur in lieve rallentamento: per il manifatturiero mostra un calo a 59,3 da 59,5 di maggio, ai minimi da due mesi, e per l'indice dei servizi una flessione a 53,7 da 55,4 a maggio, ai minimi da 5 mesi. Da ultimo, l'Istituto di statistica francese Insee ha rivisto al rialzo la crescita del primo trimestre: il Pil segna un +0,5% rispetto alla stima preliminare di +0,4%. Su base annuale la crescita è dell'1,1% dall'1% stimato in precedenza. Negli Usa cala sotto le stime a 53 punti l'indice Pmi sui servizi e a 52,1 punti quello manifatturiero, mentre le vendite di case nuove fanno meglio delle aspettative registrando 610mila unità a maggio contro previsioni per 599mila. Bullard, governatore della Fed, ha definito "appropriata" l'attuale politica monetaria della Banca centrale Usa e "non necessario" un rialzo dei tassi ora.

Il governatore della Bce, Mario Draghi, si è rivolto ai leader europei riuniti nel vertice di Bruxelles sottolineando che "i dubbi sulla tenuta dell'euro sono stati dissipati" e che c'è "nuova speranza" nel progetto Ue.

Continua infine la risalita dell'oro: alla chiusura dei mercati europei il metallo prezioso segna un rialzo dello 0,5% e viene scambiato a 1256 dollari l'oncia.