MILANO - La fattura petrolifera nel 2016 ha toccato il minimo storico, complice il tracollo del prezzo del barile che nonostante l'accordo Opec per il taglio alla produzione continua a esser esposto agli sbandamenti del mercato.
La segnalazione è arrivata dall'Unione petrolifera all'assemblea annuale, dalla quale si stima per quest'anno una ripresa ai livelli del 2015. Nel 2016 la fattura petrolifera è stata di poco superiore ai 12,5 miliardi di euro, circa 4 miliardi in meno rispetto al 2015, che rappresenta il minimo storico. Per il 2017, "giacchè nei primi tre mesi si è speso già il doppio rispetto lo scorso anno con un prezzo medio sopra 46 dollari", si stima "una fattura petrolifera in ripresa che ci farà tornare ai valori del 2015 attorno ai 16 miliardi, con un aumento che dovrebbe essere compreso fra i 3 e i 4 miliardi".
Dopo la decisa ripresa di fine 2016, legata alla decisione dell'Opec, insieme ad alcuni paesi non Opec, di tagliare la produzione nei primi 6 mesi del 2017, prorogati a maggio per altri 9 mesi, le quotazioni del brent hanno mostrato un andamento abbastanza altalenante. E la media dei primi 6 mesi 2017 al momento si attesta a circa 52 dollari/barile, circa il 33% in più rispetto alla media di 43,3 dollari dello stesso periodo 2016. L'Unione petrolifera, in occasione dell'assemblea annuale, traccia il quadro dei prezzi e fornisce la stima per l'anno. Per l'intero 2017, le stime più ricorrenti degli analisti prevedono un secondo semestre in linea con il primo, con fluttuazioni significative e con una media anno che si dovrebbe attestare nella forchetta 50-60 dollari/barile. L'Up ritiene che "mediamente nell'anno si possa collocare nella parte bassa della forchetta, attorno ai 50 dollari al barile".
La segnalazione è arrivata dall'Unione petrolifera all'assemblea annuale, dalla quale si stima per quest'anno una ripresa ai livelli del 2015. Nel 2016 la fattura petrolifera è stata di poco superiore ai 12,5 miliardi di euro, circa 4 miliardi in meno rispetto al 2015, che rappresenta il minimo storico. Per il 2017, "giacchè nei primi tre mesi si è speso già il doppio rispetto lo scorso anno con un prezzo medio sopra 46 dollari", si stima "una fattura petrolifera in ripresa che ci farà tornare ai valori del 2015 attorno ai 16 miliardi, con un aumento che dovrebbe essere compreso fra i 3 e i 4 miliardi".
Dopo la decisa ripresa di fine 2016, legata alla decisione dell'Opec, insieme ad alcuni paesi non Opec, di tagliare la produzione nei primi 6 mesi del 2017, prorogati a maggio per altri 9 mesi, le quotazioni del brent hanno mostrato un andamento abbastanza altalenante. E la media dei primi 6 mesi 2017 al momento si attesta a circa 52 dollari/barile, circa il 33% in più rispetto alla media di 43,3 dollari dello stesso periodo 2016. L'Unione petrolifera, in occasione dell'assemblea annuale, traccia il quadro dei prezzi e fornisce la stima per l'anno. Per l'intero 2017, le stime più ricorrenti degli analisti prevedono un secondo semestre in linea con il primo, con fluttuazioni significative e con una media anno che si dovrebbe attestare nella forchetta 50-60 dollari/barile. L'Up ritiene che "mediamente nell'anno si possa collocare nella parte bassa della forchetta, attorno ai 50 dollari al barile".