Wall Street tratta in rialzo dopo la seduta negativa di ieri, in cui aveva pesato sia la multa inflitta dalla Commissione Europea a Google sia lo stop incontrato da Trump al Congresso sulla rifoma destinata a sostituire Obamacare, un passo falso letto dal mercato come un possibile indebolimento della leadership del presidente Usa e che rischia di rallentare il cammino verso il massiccio piano taglia-tasse annunciato dall'ex tycoon e molto atteso dagli investitori. A fine seduta il Dow Jones sale dello 0,67%, il Nasdaq dell'1,43% e lo S&P 500 dello 0,91%. In calo questa mattina Tokyo, dove l'indice Nikkei ha chiuso in ribasso dello 0,47%.
Borse Ue, giugno interrompe la striscia di rialzi più lunga dal 2013
Giugno si conferma un mese di ribassi per i mercati azionari: come mostra il grafico di Bloomberg, il mese si prepara ad andare in archivio con il segno "meno" per l'indice Stoxx 600, rappresentativo dei listini del Vecchio continente. Il mese che festeggia l'inizio dell'estate è stato negativo in nove degli ultimi dieci anni, con una perdita media nel decennio del 2,7%. Per il momento, in ogni caso, la perdita è più contenuta e intorno al punto percentuale. Tra ripresa in rafforzamento e continuo supporto dalle Banche centrali alla fase di extra stimoli, i mercati erano reduci da quattro mesi di rialzi: bisogna risalire alla fine del 2013 per trovare una simile striscia di guadagni. Negli ultimi tempi, però, i dubbi circa la presidenza Trump, i focolai di tensione geopolitica con il nuovo calo del petrolio e le forti correzioni sui titoli tecnologici hanno fatto girare in ribasso i mercati azionari (leggi l'articolo: Mercati, vicina una bolla? Molti focolai di tensione, ma non siamo nel 2008)
Da segnalare il recupero della sterlina: "Mark Carney e la Bank of England potrebbero alzare i tassi di interessi presto. L’argomento sarà sul tavolo delle discussioni nei prossimi mesi, ha spiegato Carney nel suo discorso da Sintra. Non è un dietrofront ma poco ci manca, rispetto al 'is not yet time' della passata settimana", spiega Carlo Alberto De Casa di ActivTrades. "Il banchiere centrale ha affermato che potrebbe essere necessario rimuovere parte degli stimoli monetari. La reazione sui mercati vlautari non si è fatta attendere, con il pound che ha recuperato oltre un punto percentuale contro l’euro, risalendo in area 1,14 e contro il dollaro, muovendosi da 1,282 a 1,295".
Chiude senza grandi variazioni lo spread fra Btp e Bund poco sopra 165 punti, sugli stessi valori di ieri in chiusura di giornata. Il rendimento del decennale italiano è poco sopra il 2%. Il Tesoro ha intanto assegnato tutti i 6,750 miliardi di euro di Bot a sei mesi offerti oggi in asta con tassi ancora in discesa e ad nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso a -0,372% da -0,358% dell'asta di maggio. La domanda ha raggiunto i 10,407 miliardi di euro con un rapporto di copertura in calo a 1,54 volte da 1,83 del mese scorso.
Nell'agenda macroeconomica si segnala il miglioramento sulle stime di crescita dell'Italia operato sia dal Centro studi di Confindustria che dall'agenzia di rating Standard &Poor's. L'Istat ha rilevato il rallentamento dell'inflazione, che a giugno ha segnato un +1,2% annuo. Più avanti arrivano le vendite di abitazioni in corso negli Usa.
Il petrolio si presenta nuovamente in rialzo alla chiusura dei mercati europei: il Wti segna un rafforzamento dello 0,9% in area 44,6 dollari, mentre il Brent aggiunge un punto percentuale sopra 47 dollari al barile. Stabile l'oro, che aggiunge lo 0,2% a un passo da 1.250 dollari l'oncia.