Economia

Istat, l'Italia è in ripresa nonostante la "pausa" di manifatturiero e occupazione

La nota mensile dell'Istituto di statistica sottolinea che proseguono sia la crescita dei consumi sia quella della propensione al risparmio. Fisco: entrate in crescita, su l'Iva e giù la voluntary disclosure

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MILANO - Resta impostata verso il rialzo l'economia italiana. Parola dell'Istat, che nelle conclusioni della sua nota mensile sul Belpaese ricorda che a giugno sia l'indice del clima di fiducia dei consumatori sia l'indice composito del clima di fiducia delle imprese hanno registrato un aumento. Fattori che confermano l’orientamento positivo dei livelli di attività economica per i prossimi mesi, come si evicence anche dall’indicatore anticipatore, che registra un’ulteriore variazione positiva sebbene in rallentamento rispetto ai mesi precedenti.
Gli statistici ricordano che in questa fase l’economia statunitense presenta segnali di rallentamento, mentre nell’Area euro si consolida la crescita. Elementi portati in evidenza di recente anche dalla Bce, dalla quale gli osservatori si aspettano - alla luce di questa ripresa diffusa nell'Eurozona - un graduale disimpegno dagli stimoli straordinari.

Tornando all'Istat, il report mensile sintetizza che "in Italia gli indicatori recenti manifestano una tendenza di fondo positiva seppure in presenza di una pausa nella crescita nel settore manifatturiero, negli investimenti e nell’occupazione". D'altra parte, su questo ultimo aspetto, i dati di maggio hanno mostrato un contraccolpo nella crescita degli occupati (sono scesi di oltre 50mila su aprile) e una crescita del tasso delle persone in cerca di lavoro all'11,3%. Ancora l'Istat, però, ricorda che "proseguono sia la crescita dei consumi sia quella della propensione al risparmio. La dinamica dei prezzi torna ad essere più contenuta di quella dell’Area euro. Migliora la fiducia dei consumatori e delle imprese e si mantiene positivo l’indicatore anticipatore".

Oltre ai dati dell'Istat, si segnalano quelli del Mef sul gettito fiscale che è cresciuto dell'1,9% nei primi cinque mesi dell'anno. Cresce del 4,3% l'Iva, che da sempre è un termometro dell'andamento dell'economia ma che in questo caso segna un recupero dovuto all'introduzione di meccanismi anti-evasione. Ad influenzare il gettito è la crescita del 22,1% del gettito dell'Iva sui beni importati che fa ipotizzare anche una ripresa dei consumi. Il gettito è salito dell'1,5% se non si considerano i pagamenti del canone tv. Si segnala anche il gettito derivante dalla collaborazione volontaria (la voluntary disclosure), introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco, che ha fatto registrare versamenti per 405 milioni di euro, con una diminuzione di 348 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016. Lo rende noto il ministero dell'Economia.