Economia

I Fondi azionari italiani non scommettono sui vizi

Secondo Morningstar i fondi di altri Paesi europei sono più propensi ad acquisire quote di imprese che producono prodotti che inducono al vizio. E da ieri Borsa italiana ha inaugurato per la prima edizione dell'Italian Sustainability Day.

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ROMA - Donald Trump permettendo, la finanza sostenibile continua a crescere nel mondo. Se ne era accorto già oltre un anno fa il più grande fondo di investimento del globo, Blacksone, che in un Report dedicato agli investitori, mise nero su bianco come ormai, un po' per la richiesta dei consumatori, un po' per l'attenzione che gli stessi governi pongono al problema ambientale, spiegava, dati alla mano, quali sono i vantaggi di investire in modo responsabile, soprattutto sul lungo periodo. Ora anche Borsa italiana se ne sta occupando. E' nata così la prima edizione dell'Italian Sustainability Day, incontro dedicato a supportare il dialogo tra imprese e investitori sui temi Esg (l'acronimo che definisce gli investimenti "puliti") e di sostenibilità, sensibilizzando tutti i partecipanti al mercato. Anche perché è il mercato ad andare in questa direzione, con i Green bond, per esempio, l'investor engagement e gli indici e i dati a disposizione delle scelte di investimento. Per la prima volta, inoltre, in un evento organizzato da un Exchange, 17 società hanno incontrato 30 portfolio manager in oltre 80 meeting per confrontarsi sulle strategie Esg.

Il primo dato che emerge è che il 75% dell'ammontare detenuto dai primi 15 investitori istituzionali nel Ftse Mib è riconducibile a firmatari dei Principles for responsible investment, associazione internazionale indipendente supportata dalle Nazioni Unite. E in aggregato, a livello mondiale, i firmatari dei Principles for Responsible Investment, gestiscono oggi più di 62mila miliardi di dollari. "Continuiamo a innovare affinché l'offerta dei nostri mercati sia in grado di rispondere alle nuove sollecitazioni che ci provengono dai partecipanti al mercato - ha detto presentando la giornata, Raffaele Jerusalmi, Ceo Borsa Italiana -. Con questo evento vogliamo stimolare il dialogo tra imprese e investitori sulle tematiche di sostenibilità, aspetti che sempre più influenzano i flussi di capitali a livello globale". Anche perché - ha aggiunto Andrea Sironi, presidente di Borsa Italiana - incorporare temi Esg nella strategia di crescita aziendale e nel dialogo con gli investitori, attuali e futuri, è ora parte delle best-practice internazionali e apre nuove opportunità di finanziamento, innovazione e creazione di valore". L'evento è patrocinato da Principles for Responsible Investment, Sustainable Stock Exchanges e dal Forum per la Finanza Sostenibile.
 
Molto comunque è già stato fatto nel mercato italiano. Sono tanti, oltre a Banca etica, i fondi che puntano su obbligazioni sostenibili, e mettono nel portafoglio azioni di società green, che rispettano l'ambiente, escludono il commercio di armi, la pornografia, che hanno comportamenti sindacali corretti. Tant'è che Morningstar, ha elaborato al suo interno un indice di sostenibilità. E pochi giorni fa ha pubblicato un report che spiega come, nonostante in Italia i vizi siano in crescita (fumo, gioco, alcool), nel portafoglio dei fondi azionari domiciliati nel Belpaese queste categorie sono meno rappresentata rispetto a quanto accade in altri Paesi europei. Thomas Furuseth, analista di Morningstar, ha analizzato i dati di Product Involvment, che misurano il grado di esposizione a determinati prodotti e servizi che l'investitore può non accettare per coerenza con le proprie sensibilità o i propri valori religiosi (per ciascun mercato è stato considerato l'universo dei fondi azionari domiciliati, utilizzando le classi più anziane).
 
Gioco d'azzardo
Le aziende che operano nel settore del gioco d'azzardo, ad esempio, rappresentano in media solo lo 0,71% del portafoglio dei fondi italiani contro l'1,47% del Lussemburgo o le percentuali molto più elevate dell'area nordica (Svezia e Finlandia in testa). Per quanto riguarda gli alcolici, l'esposizione è dell'1,42%, contro oltre il 4% del Belgio e il 3,97% della Francia. L'industria delle sigarette pesa l'1,56% nel Belpaese e solo la Norvegia ha valori più bassi; quella pornografica, invece, non è presente sulla base dei dati analizzati.
 
Il fattore ambientale
Come si comportano i fondi azionari italiani su altri fronti sensibili per chi desidera un portafoglio sostenibile, attento ai fattori ambientali o sociali? Le statistiche di Morningstar mostrano che passano il test dell'olio di palma, presente mediamente solo per lo 0,86%, mentre sono sostanzialmente in linea con gli altri paesi analizzati nello studio per quanto riguarda l'industria del carbone e del nucleare. Ed è bassa la quota di azioni dei produttori di pesticidi, considerati una delle principali cause di inquinamento della terra e dell'acqua. E si contano sulle dita delle mani i comparti che sono esposti al settore degli organismi geneticamente modificati. Per quanto riguarda i test sugli animali, il peso in portafoglio è in media del 15,5% nei paesi analizzati, con una punta del 20% in Germania, mentre l'Italia è intorno all'11%.
 
Le due facce dell'industria delle armi
L'industria delle armi italiana ha registrato nel 2016 un aumento delle esportazioni dell'85,7%, equivalente a 14,6 miliardi di euro, secondo la Relazione annuale al Parlamento inviata dalla Presidenza del consiglio. Queste somme la pongono ai primi posti nel mondo per penetrazione del mercato. Tuttavia, l'esposizione dei fondi al settore è inferiore rispetto alla media degli altri paesi considerati.
 
Dati che mostrano un'industria dei fondi azionari italiani (tutti e non solo quelli con un mandato socialmente responsabile) con pochi "vizi", almeno sulla base dei criteri considerati. "E' bene ricordare - aggiunge Sara Silano, che per Morningstar si occupa delle politiche di sostenibilità - che si tratta di valori medi e di numeri aggregati, che andrebbero ulteriormente approfonditi con l'analisi dei singoli fondi, nei quali è possibile che alcune industrie non siano presenti del tutto o lo siano in misura maggiore. Inoltre, i prodotti domiciliati - aggiunge la Silano - sono una piccola parte dell'offerta del risparmio gestito italiano, per cui è necessario considerare anche i comparti di origine lussemburghese, irlandese, francese, ecc. per avere un quadro completo del mercato".