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I mercati apprezzano Yellen, Borse in rialzo. Euro forte

Il nuovo capitolo dello scandalo che investe la presidenza americana indebolisce la valuta Usa, la moneta europea tocca il massimo da maggio 2016. L'intervento del numero uno della Fed alla Camera dei rappresentanti con toni concilianti: i rialzi saranno graduali. Wall Street a nuovi record

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MILANO - I mercati europei chiudono positivi dopo aver appreso dal presidente della Fed, Janet Yellen, che le strette monetarie necessarie avverranno però gradualmente. Milano guadagna l'1,52% finale, Londra avanza dello 1,19%, Francoforte dello 1,52% e Parigi cresce dell'1,59%. A tirare la volata dei mercati è il discorso che Yellen pronuncerà davanti alla Camera dei rappresentanti Usa, anticipato dalla Banca centrale americana, che gli investitori hanno incassato come "conciliante". Nel testo scritto si spiega che la Fed ritiene "necessario" un "rialzo graduale dei tassi" per "sostenere l'espansione economica". L'economia Usa, infatti, "continuerà ad espandersi ad un ritmo moderato nei prossimi due anni, il mercato del lavoro in qualche modo si rafforzerà ulteriormente e l'inflazione salirà al 2%": un quadro che rende appropriata una politica non particolarmente restrittiva. Quanto al bilancio della Fed, Yellen ha confermato che la Commissione si aspetta di iniziare a ridurlo quest'anno.

Wall Street tratta in positivo dopo la chiusura di martedì nella quale ha accusato le nuove tensioni che gravitano intorno alla presidenza Trump, dopo la pubblicazione delle email che documentano i contatti in campagna elettorale tra il figlio dell'allora candidato repubblicano alla Casa Bianca e un'avvocatessa molto vicina al Cremlino. Quando i mercati europei chiudono gli scambi, il Dow Jones sale dello 0,6% dopo aver aggiornato i suoi massimi intraday sopra 21.580 punti. Lo S&P500 sale dello 0,62% e il Nasdaq dello 0,9%.

Le tensioni politiche alla Casa bianca della vigilia avevano contribuito ad indebolire il dollaro. L'euro si è così rafforzato in area 1,145 dollari, dopo aver registrato il massimo dal maggio 2016 (1,1489) mentre il biglietto verde è in ribasso sullo yen a 113,45. Il rafforzamento della divisa nipponica ha contrbuito ad appesantire i titoli delle aziende esportatrici alla Borsa di Tokyo, dove l'indice Nikkei ha chiuso in calo dello 0,48%.

A Piazza Affari si continua a tenere d'occhio Tim, dopo che nei giorni scorsi si sono susseguite indiscrezioni su un possbile addio di Flavio Cattaneo dalla guida per possibili disssidi con i soci francesi di Vivendi. Un passo indietro smentito ieri dal diretto interessato, le cui parole però non sono bastate per chiudere definitivamente la questione e la possibilità di un avvicendamento resta ancora sul tavolo. Sulle montagne russe Fca, che ieri beneficiava delle voci di un possibile accordo morbido con le autorità Usa sul dieselgate e oggi torna a perdere terreno sulle promesse battagliere dell'Epa, l'agenzia per l'ambiente, manifestate nella serata di ieri.

Lo spread intanto continua a procedere senza grandi scossoni: il differenziale Btp/Bund si restringe leggermente a 166 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,2%. In mattinata il Tesoro ha collocato tutti i 6,75 miliardi di euro di Bot a un anno in offerta oggi con tassi in calo al nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso a -0,352% da -0,351% dell'asta di giugno. La domanda ha raggiunto gli 11,125 miliardi di euro con un rapporto di copertura in rialzo a 1,65 da 1,58 precedente.

Sul fronte dei dati macroeconomici si segnala il tasso di disoccupazione della Gran Bretagna, che a maggio è sceso al 4,5% registrando il dato migliore dal 1975. Nell'Eurozona è un balzo della produzione industriale a maggio: rispetto ad aprile è salita dell'1,3% e dell'1,2% nella Ue a 28. Su base annuale, quindi rispetto a maggio 2016, il balzo è sempre evidente: +4% in entrambe le zone. Tra i Paesi dove la produzione è invece calata c'è il Portogallo (-1%), Malta (-0,9%) e Regno Unito (-0,1%).

Le scorte di petrolio negli Usa sono scese più delle attese: nell'ultima settimana hanno registrato un calo di 7,56 milioni di barili contro attese per 3,2 milioni. Il greggio accelera il passo e il Wti alla chiusura dei mercati europei tratta vicino a 46 dollari al barile. L'oro sale invece dello 0,2% a 1.220 dollari l'oncia.