Economia

Uber alza bandiera bianca, in Russia si allea con Yandex

I due giganti tecnologici uniranno le loro attività nell'ex blocco sovietico, dando vita a una piattaforma della mobilità del valore di 3,7 miliardi di dollari. La società americana sarà in minoranza, ma conserverà la propria app evitando ulteriori perdite. E' la prima mossa strategica dopo le dimissioni di Kalanick 

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ROMA - Non è una ritirata, come quella che l'ha vista cancellare la sua app dalla Cina a vantaggio della rivale Didi. Ma di certo un compromesso: anche in Russia Uber ammette di non poter dominare il mercato. Per questo ora si allea con il suo principale concorrente, Yandex Taxi, la piattaforma dedicata alla prenotazione di vetture con guidatore e di taxi creata dal colosso digitale Yandex, il Google di Russia. Nella nuova società che nascerà dalla fusione dei due operatori, ancora il nome non è noto, Uber avrà una quota di minoranza, il 36,6% contro il 59,3% di Yandex. Che ne esprimerà anche l'amministratore delegato, Tigran Khudaverdyan, l'attuale capo di Yandex Taxi. E' chiaro insomma da che parte starà il controllo.

In fondo, nient'altro che la presa d'atto dell'attuale rapporto di forza in Russia. Yandex Taxi opera in 126 città, tra cinque Paesi del blocco ex sovietico. Uber, che ha debuttato sul mercato appena tre anni fa, si ferma a 21 città. E nonostante una spietata (e sanguinosa per i conti, 170 milioni di euro persi nel complesso) battaglia sui prezzi, non è riuscita a conquistare in nessun centro una posizione dominante, sfavorita dal fato che Yandex controlla anche la principale piattaforma locale di mappe, Maps. Per non rischiare di bruciare altro denaro allora, dopo vari trimestri chiusi in profondo rosso, Uber ha pensato bene di venire a patti. La nuova società, il via libera dei regolatori è atteso entro fine anno, sarà un bel colosso: valore stimato di 3,72 miliardi di dollari, attività in 6 Paesi del blocco, Russia, Kazakhstan, Azerbaijan, Armenia, Bielorussia e Georgia, e 35 milioni di corse totali al mese, con una crescita annua del 400%. Il mercato russo è ancora dominato dai taxi tradizionali (o illegali): la nuova società ne controllerà circa il 6%. Ma per favorire la sua ulteriore espansione Uber ci investirà subito altri 225 milioni e Yandex 100. La piattaforma tecnologica per i guidatori sarà unificata, le due app però rimarranno separate per gli utenti: a differenza di quanto successo in Cina, dove si è limitato ad ottenere una partecipazione in Didi, in Russia il marchio Uber continuerà ad esistere. E potrà offrire servizi complementari a quelli di Yandex, che lavora con società di tassisti, come le corse low cost di "X".

 "Questo accordo aiuta Uber a costruire un business sostenibile a livello globale", ha detto Pierre-Dimitri Gore-Coty, a capo di Uber in Europa, Medio Oriente e Africa. Come detto, la decisione è tutto sommato in linea con quella presa in Cina: evitare di sprecare ulteriori soldi per provare a controllare mercati meno aperti di quelli Occidentali. Ma assume ulteriore rilevanza perché è la prima mossa strategica dopo le dimissioni del fondatore Travis Kalanick, spinto dai grandi soci a lasciare dopo una serie di errori di gestione e le rivelazioni sul clima di lavoro tossico e maschilista all'interno dell'azienda. Il mal di pancia dei fondi però si spiega anche con le difficoltà di Uber di costruire una strada verso il profitto e il potenziale collocamento in Borsa. Cominciare a raddrizzare i bilanci è il primo passo.

@filipposantelli