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Borse caute nel giorno della Bce. Qe confermato, l'euro risale

Il governatore Draghi (ap)
L'Eurotower non tocca i tassi. Il governatore riconosce che la ripresa si è rafforzata, ma gli obiettivi sull'inflazione restano lontani. In autunno si parlerà di fine degli stimoli. Piazza Affari perde lo 0,2%, lo spread scende a 160 punti
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MILANO - I mercati europei chiudono cauti dopo la riunione del Direttorio della Bce, che come da attese non ha toccato i tassi. In conferenza stampa, il governatore Mario Draghi ha più volte preso atto del rafforzamento della crescita dell'Eurozona ma altrettante volte sottolineato che ancora non è stato raggiunto l'obiettivo di inflazione, elemento che rende necessaria una presenza forte della Bce sul mercato, ancora a lungo. Dal comunicato finale della due giorni di riunioni non è poi stata espunta la frase circa la possibilità di ampliare il piano d'acquisti "in termini di entità o durata" in caso di peggioramento dell'economia. Eliminare questo riferimento accomodante sarebbe stato un segnale più forte circa la prossima fine del Qe. Il mantenimento di una posizione accomodante si è fatto inizialmente sentire sull'euro, che ha perso terreno fino a 1,1485 dollari. Ma poi è scattato un recupero dell…
MILANO - I mercati europei chiudono cauti dopo la riunione del Direttorio della Bce, che come da attese non ha toccato i tassi. In conferenza stampa, il governatore Mario Draghi ha più volte preso atto del rafforzamento della crescita dell'Eurozona ma altrettante volte sottolineato che ancora non è stato raggiunto l'obiettivo di inflazione, elemento che rende necessaria una presenza forte della Bce sul mercato, ancora a lungo. Dal comunicato finale della due giorni di riunioni non è poi stata espunta la frase circa la possibilità di ampliare il piano d'acquisti "in termini di entità o durata" in caso di peggioramento dell'economia. Eliminare questo riferimento accomodante sarebbe stato un segnale più forte circa la prossima fine del Qe. Il mantenimento di una posizione accomodante si è fatto inizialmente sentire sull'euro, che ha perso terreno fino a 1,1485 dollari. Ma poi è scattato un recupero della valuta unica. Secondo Vincenzo Longo di Ig Markets "il mercato era preparato all'atteggiamento di Draghi e non si è lasciato ingannare dalla maschera da colomba indossata dal numero uno della Bce". Alla fine l'euro è volato ai massimi a quasi due anni contro il dollaro statunitense sopra 1,16.

Le parole di Draghi erano attese dopo il discorso dal simposio di Sintra (Portogallo), quando le sue affermazioni furono lette come l'antipasto di una stretta monetaria accelerata, con la conseguenza di far salire i rendimenti sovrani di tutta l'Eurozona e - come notano da Fidelity - far raddoppiare quello sui Bund. Louis Harreau, strategist del Credit Agricole, aveva descritto brillantemente a Bloomberg il difficile compito di Draghi: "Avere a che fare con i mercati è come dover affrontare il proprio capo", ha detto. "Se vuoi spingere un tuo progetto, devi fargli intendere che sia stata una sua idea. La Bce dovrà convincere i mercati che il tapering (la riduzione degli acquisti, ndr) inizierà a gennaio, senza dirlo chiaramente. Così gli investitori inizieranno pian piano ad accettare questa idea e si adatteranno", senza scossoni traumatici. La maggioranza degli analisti si aspetta che la fine del Qe venga messa sul tavolo della discussione a settembre e che inizi effettivamente solo nel 2018, per durare almeno nove mesi. Draghi ha detto che di tempistiche per chiudere i rubinetti si parlerà in autunno.

Dopo la Bce, Milano chiude cauta in calo dello 0,19%. Francoforte lima alla fine lo 0,04%, Londra riesce a salire dello 0,77% e Parigi cede lo 0,3%. Anche Wall Street ha virato in ribasso, anche se a fine seduta il Nasdaq aggiorna comunque il suo record storico: il Dow Jones perde lo 0,11%, il Nasdaq sale dello 0,08% e lo S&P 500 arretra dello 0,01%.

In attesa di Draghi, la Banca del Giappone ha confermato la propria politica monetaria e tagliato ancora le previsioni d'inflazione. Nell'ultimo rapporto trimestrale stima un aumento dei prezzi dell'1,1% nell'esercizio da aprile 2017 a marzo 2018 (contro +1,4% precedente), +1,5% l'anno dopo (invece dell'1,7%) e lascia intendere che l'obiettivo del 2% non sarà centrato a metà 2019. La Borsa di Tokyo ha chiuso in positivo spinta dai record di Wall Street e le decisioni dell'istituto centrale: il Nikkei ha guadagnato lo 0,62% (+123,73 punti) a 20.144,59 e l'indice Topix lo 0,69% (+11,14 punti) a 1.633,01.

Lo spread tra il Btp e il Bund si è ristretto in area 160 punti con un rendimento sotto al 2,2%. Oltre alla Bce, si guarda oggi alla fiducia dei consumatori dell'Eurozona. Intanto Eurostat ha tracciato la discesa del deficit aggregato della zona euro allo 0,9% del Pil nel primo trimestre mentre il debito si è attestato all'89,5% ben sotto il 134,7% italiano. Le vendite al dettaglio britanniche di giugno hanno segnato un netto rimbalzo (+0,6% mensile e +2,9% annuo) oltre le attese, spinte per Bloomberg dalle vendite di vestiti visto il caldo improvviso. Negli Usa, l'indice Philadelphia Fed è calato a luglio a 19,5 punti - sotto le stime - e i sussidi per la disoccupazione hanno fatto meglio delle attese a 233mila.

Tra le materie prime, il petrolio inverte rotta e alla chisura dei mercati europei il Wti perde lo 0,2% a 47 dollari. L'oro risale invece dello 0,4% a 1.247 dollari l'oncia.