MILANO - Giornata in calo per tutte le Borse europee nell'ultima seduta della settimana. Milano flette dell'1,1%, appesantita dalle banche e con Atlantia che accusa il colpo della possibile contro offerta per Abertis a cui lavora Acs. Londra perde lo 0,47%, Parigi arretra dello 1,57% e Francoforte cede lo 1,66%. In ripiegamento tutti i titoli del comparto auto dopo la pubblicazione di un'anticipazione dello Spiegel a proposito di un possibile cartello fra i maggiori costruttori tedeschi. Una vcicenda nata da una autodenuncia di Vokswagen all'Antitrust che avrebbe svelato così decenni di colloqui tra le case automobilistiche in tema di tecnologie, costi, strategie, emissioni.
Sull'affanno dei listini europei pesa anche il rafforzamento dell'euro seguito alle parole pronunciate ieri d
al presidente Bce Mario Draghi che ha per il momento allontanato qualsiasi ipotesi di revisione degli stimoli monetari, rinviando qualsiasi nuova valutazione all'autunno. Quanto è bastato per far schizzare la valuta europea oltre quota 1,16 sul dollaro. Una crescita proseguita anche oggi con la divisa europea che viene scambiata a 1,165 sul biglietto verde.
La moneta Usa sconta anche le nuove indagini sullo scandalo Russigate che coinvolgono il presidente Donald Trump. secondo quanto riferito da Bloomberg, Robert Mueller, il procuratore speciale nominato per le indagini sui presunti legami tra lo staff de capo di stato Usa e la Russia, avrebbe allargato la sua inchiesta alle transazioni finanziarie che riguardano Trump e i suoi uomini più fidati.
Giornata a segno meno anche per Wall Street. Alla chiusura delle Borse europee Il Dow Jones retorcede dello 0,32%, il Nasdaq dello 0,122% e lo S&P lascia sul campo lo 0,20%.
Poco mosso lo spread che resta con i bassi livelli registrati ieri dopo le parole di Draghi. Il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 156, con il rendimento del decennale italiano al 2,05%.
Chiusura in ribasso invece per la Borsa di Tokyo appesantita dalle nuove incertezze politiche negli Stati Uniti e dal progressivo apprezzamento dello yen. L'indice Nikkei fa segnare al termine delle contrattazioni una variazione negativa dello 0,22%.
In calo il petrolio. Il barile di greggio Wti viene quotato a 46,06 dollari, in calo dell'1,83% mentre quello di Brent a 49,29, in ribasso dell'1,68%. In lieve risalita l'oro, con il lingotto che viene scambiato a 1252 dollari l'oncia.
Sull'affanno dei listini europei pesa anche il rafforzamento dell'euro seguito alle parole pronunciate ieri d
al presidente Bce Mario Draghi che ha per il momento allontanato qualsiasi ipotesi di revisione degli stimoli monetari, rinviando qualsiasi nuova valutazione all'autunno. Quanto è bastato per far schizzare la valuta europea oltre quota 1,16 sul dollaro. Una crescita proseguita anche oggi con la divisa europea che viene scambiata a 1,165 sul biglietto verde.
La moneta Usa sconta anche le nuove indagini sullo scandalo Russigate che coinvolgono il presidente Donald Trump. secondo quanto riferito da Bloomberg, Robert Mueller, il procuratore speciale nominato per le indagini sui presunti legami tra lo staff de capo di stato Usa e la Russia, avrebbe allargato la sua inchiesta alle transazioni finanziarie che riguardano Trump e i suoi uomini più fidati.
Giornata a segno meno anche per Wall Street. Alla chiusura delle Borse europee Il Dow Jones retorcede dello 0,32%, il Nasdaq dello 0,122% e lo S&P lascia sul campo lo 0,20%.
Poco mosso lo spread che resta con i bassi livelli registrati ieri dopo le parole di Draghi. Il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 156, con il rendimento del decennale italiano al 2,05%.
Chiusura in ribasso invece per la Borsa di Tokyo appesantita dalle nuove incertezze politiche negli Stati Uniti e dal progressivo apprezzamento dello yen. L'indice Nikkei fa segnare al termine delle contrattazioni una variazione negativa dello 0,22%.
In calo il petrolio. Il barile di greggio Wti viene quotato a 46,06 dollari, in calo dell'1,83% mentre quello di Brent a 49,29, in ribasso dell'1,68%. In lieve risalita l'oro, con il lingotto che viene scambiato a 1252 dollari l'oncia.