Economia

Cedolare secca, attenzione a Irpef e detrazioni: ecco quando non conviene

Le simulazioni della Fondazione Nazionale commercialisti sulla nuova norma che obbliga i portali come Airbnb a trattanere le imposte per le locazioni brevi, da versare poi al Fisco. Il regime agevolato non conviene per i redditi più bassi

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MILANO - I portali come Airbnb sono stati obbligati dalla legge a trattenere le imposte sulle locazioni brevi (inferiori a 30 giorni) che i loro iscritti incassano e sul punto si è aperto un caso, tra chi sostiene (la piattaforma) che sia tecnicamente impossibile adattarsi in così poco tempo e le storie di chi già l'ha fatto. Le disposizioni delle Entrate hanno chiarito che dal 17 luglio sarebbe scattato l'obbligo per gli intermediari degli affitti turistici, digitali e non, di trattenere le imposte dovute dai proprietari di casa e versarsi all'Erario, in accordo con le disposizioni della "manovrina" di primavera.

Su questo tipo di redditi, dunque, si può optare per il regime della "cedolare secca",
con l’aliquota del 21% e sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali sui redditi derivanti dalla locazione. Gl intermediari devono iniziare a trattenere il 21% sugli affitti lordi dovuti per i contratti di locazione breve e devono versare la ritenuta al Fisco; sarà poi il contribuente a decidere - in sede di dichiarazione dei redditi - se confermare la cedolare secca oppure far confluire il reddito insieme agli altri presentati in dichiarazione.

"Bisogna fare dei calcoli di convenienza e verificare se – unendo il reddito da locazione agli altri redditi - la cedolare secca sia l'opzione più vantaggiosa", spiegano dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti.

In linea di massima, è probabile che la cedolare secca al 21% sia la configurazione più vantaggiosa perché inferiore all'aliquota Irpef minima che considerando le addizionali locali si attesta al 24-25%. Ma ci sono alcuni casi limite da prendere in considerazione. In primis, la possibilità di accedere a detrazioni (dalle spese mediche alle ristrutturazioni e all'efficientamento energetico) per le quali serve una "capienza" di Irpef sulla quale esercitare i benefici. "Generalmente, se ci sono altri redditi al di là di quello da locazione breve, è probabile ci sia sufficiente capienza di Irpef per assorbire le detrazioni". E che quindi non vadano persi potenziali benefici fiscali.

"Ma se quello dagli affitti brevi è l'unico reddito, oppure si affianca ad altri redditi molto bassi", precisano dalla Fondazione, "la scelta è più complessa perché il vantaggio dell'aliquota al 21% può essere riassorbito o addirittura perso dal fatto di non poter sfruttare le detrazioni". Da considerare anche il caso limite in cui il reddito Irpef si pone al di sotto della soglia di incapienza. Ecco nello specchietto elaborato dalla Fondazione alcuni esempi:
 
Contribuente residente a Roma          
Reddito complessivo            5.000              25.000              50.000  
Reddito da locazione breve            1.500                1.500                1.500  
Oneri deducibili            1.000                1.000                1.000  
Detrazioni d'imposta            1.000                1.000                1.000  
           
Cedolare secca su reddito da locazione  (21%)               315                   315                   315  
Irpef netta su reddito imponibile                    -                  4.475              13.370  
Addizionale regionale IRPEF                  43                   464                1.186  
Addizionale comunale IRPEF                   -                     203                   428  
Tot. imposte con opzione per la cedolare secca                358                5.457              15.299  
           
Irpef netta su reddito imponibile                   -                  4.860              13.912  
Addizionale regionale IRPEF                  68                   503                1.228  
Addizionale comunale IRPEF                   -                     215                   440  
Tot. imposte senza opzione per la cedolare secca                   68                5.578              15.580  
           
Diff. a sfavore/favore della cedolare secca               290     -             121     -             281