Economia

Mercati positivi in attesa della Fed, l'euro vola

Gli investitori aspettano indicazioni sui prossimi rialzi dei tassi e sulle prospettive di inflazione negli Usa. Il petrolio beneficia del taglio alle esportazioni garantito dall'Arabia Saudita. Tech protagonista con le trimestrali Usa. L'euro ai massimi dall'agosto 2015, la Borsa di Tokyo chiude debole (-0,1%) per il terzo giorno di fila

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MILANO - Gli investitori attendono con ottimismo l'esito della riunione della Fed, dalla quale si aspettano indicazioni sulle prossime mosse in materia di tassi e aggiornamenti sulle prospettive di inflazione della prima economia mondiale, sulla quale per altro pesa la forte incognita sull'incisività dell'azione di governo con il presidente Trump fino ad ora impossibilitato a mettere in atto le promesse elettorali.

I listini europei chiudono intanto in rialzo: Milano segna un rialzo dello 0,61%, in linea con le altre. Londra aggiunge lo 0,77%, Francoforte cresce dello 0,45% e Parigi cresce dello 0,65%. Tra i titoli di Piazza Affari si tiene d'occhio Saipem, che ha registrato ricavi e margini in calo nel primo semestre; in diminuzione anche gli ordini a 2,1 miliardi. Da seguire anche i dati contabili di Fincantieri, mentre Telecom è positiva dopo l'uscita ufficiale dell'ad Flavio Cattaneo.

Tra i protagonisti sulla scena economica e finanziaria di questi giorni c'è il petrolio, che consolida i rialzi dopo le rassicurazioni dell'Arabia Saudita su un inasprimento dei tagli delle esportazioni a partire dal prossimo mese. Quando terminaon le contrattazioni europee i contratti sul greggio Wti guadagnano circa 3 punti percentuali a 47,7 dollari al barile e quelli sul Brent salgono altrettanto in area 50 dollari. Come accennato, però, gli investitori guardano anche alla Federal reserve, che da oggi si riunisce e che domani annuncerà le sue decisioni: i tassi sono visti invariati ma la Banca centrale potrebbe riconoscere un indebolimento dell'inflazione che potrebbe condizionare la prossima stretta. Molti economisti si aspettano un aumento dei tassi a dicembre. Stando ai future sui Fed funds, le probabilità per un'altra stretta nel 2017 sono al 48%.

Wall Street ha chiuso in rialzo con lo S5P 500 e il Nasdaq che hanno nuovamente ritoccato al rialzo i precedenti record. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,47% a quota 21.613,63. Lo S&P 500 è cresciuto dello 0,29% a 2.477,98 punti mentre il Nasdaq è avanzato solo dello 0,02% a 6.412,17 punti in attesa delle trimestrali dei colossi tecnologici e in scia ai recenti record. Fino a venerdì scorso, il 73% delle aziende quotate sull'indice benchmark ha battuto le stime degli analisti con i propri utili e il 77% con i ricavi. Sono arrivati intanto i risultati di Alphabet, la holding di Google, che nel secondo trimestre del 2017 ha registrato 3,52 miliardi di dollari di utili, in ribasso del 27,8% rispetto a 4,88 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Sul calo maggiore dei profitti dal 2008 ha pesato la multa record per 2,42 miliardi di euro comminata il 27 giugno scorso dalla Commissione Ue al motore di ricerca. Da segnalare poi che nel secondo trimestre General Motors ha visto calare l'utile del 42% sulla scia degli oneri collegati alla vendita della divisione europea Opel, che passerà a Peugeot entro fine anno, e all'uscita da alcuni mercati asiatici. Il risultato è comunque migliore delle aspettative.

Sul fronte macroeconomico l'Istat diffonde dati positivi sul fatturato e gli ordinativi delle industrie italiane a maggio. In Francia si registra la crescita della fiducia delle imprese, a 108 punti a luglio, e anche dalla Germania arriva un'indicazione ottimistica sulle prospettive economiche attraverso l'indice Ifo che sale oltre le attese a 116 punti a luglio. Negli Usa, a luglio l'attività manifatturiera ha accelerato il passo e si è confermata a livelli associati con un'espansione dell'attività economica: l'indice redatto dalla Fed di Richmond si è attestato in aumento a 14 punti, dagli 11 punti del mese precedente e sopra i 7 punti attesi dagli analisti. Bene anche la fiducia misurata dal Conference Board a luglio, sopra le attese con 121,1 punti.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco sotto 155 punti base, per un rendimento intorno al 2% sul mercato secondario. La Grecia ha intanto collocato 3 miliardi di bond a 5 anni al 4,62% festeggiando il ritorno ufficiale sul mercato. L'euro chiude in rialzo, dopo aver superato quota 1,17 dollari, al top dall'agosto del 2015. La moneta europea termina la sua corsa a 1,1669 dollari, dopo aver toccato 1,1712 dollari e avanza anche sullo yen a 130,18. Il biglietto verde fatica anche sulla sterlina a 1,3046. Il dollaro è sotto pressione per le difficoltà che incontra l'amministrazione Trump a realizzare le sue promesse e in attesa del vertice della Fed di domani. L'euro corre per la ripresa in corso in Europa e perchè i mercati danno per scontata una stretta monetaria a partire dal prossimo anno.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso una giornata interlocutoria nella quale il Nikkei ha perso leggermente terreno tra la stabilizzazione dello yen e le persistenti preoccupazioni sulla politica Usa in un mercato attendista per una settimana di trimestrali e in vista della riunione del comitato monetario della Fed. Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida ha ceduto lo 0,10% terminando a 19.955,20 punti, alla sua terza seduta negativa. Il più ampio indice Topix ha lasciato sul terreno lo 0,28% a 1.617,07 punti.

Giornata debole per l'oro dopo i rialzi dei giorni scorsi in attesa della riunione di politica monetaria della Fed: il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.250 dollari l'oncia alla chiusura delle Borse Ue.