MILANO - Mentre si mette in moto il cantiere della legge di Bilancio di autunno, l'Italia incassa dati con spunti positivi sul fronte del mercato del lavoro, sebbene sia chiara la determinante spinta dei contratti a termine. I mercati finanziari guardano invece al rialzo delle materie prime, che hanno in parte supportato i listini asiatici, mentre l'euro torna a fare la voce grossa dopo i dati sull'inflazione dell'Eurozona. Le Borse del Vecchio continente chiudono incerte dopo una mattinata di rialzi. Alla fine della giornata, Milano riesce a tenere in positivo dello 0,26%, Londra termina piatta (+0,05%), Parigi arretra dello 0,73% e Francoforte dello 0,37%. Come notano da Ig Markets, a luglio Piazza Affari ha registrato la performance regina con una crescita del 4,5%. Wall Street chiude contrastata con il Dow Jones che aggiorna il suo record storico salendo dello 0,28% a 21.892,29 punti, il Nasdaq che perde lo 0,42% e lo S&P 500 che cede lo 0,07%.
Il greggio ha beneficiato del calo delle scorte Usa e della decisione dell'Opec di un incontro il 6 ed il 7 agosto per discutere sull'efficacia dei tagli alla produzione in alcuni paesi. Alla chiusura dei mercati Ue il petrolio Wti perde leggermente terreno oggi a New York sotto i 50 dollari al barile, soglia che aveva rivisto per la prima volta dal mese di maggio. Anche il Brent si prende una pausa dai rialzi sotto la soglia di 52,5 dollari.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi oscilla intorno a 155 punti base, per un rendimento del Btp decennale al 2,1% sul mercato secondario. Oltre alla disoccupazione italiana, si guarda al rallentamento dei prezzi (sempre in Italia). Segnali positivi per la ripresa arrivano nel Rapporto di previsione Afo 2017-2019 dell'Ufficio studi dell'Abi, per il quale il Pil crescerà dell'1,3% nell'anno in corso, in aumento di quattro decimi di punto rispetto al 2016, per poi stabilizzarsi su questi livelli anche nel successivo biennio. Le vendite al dettaglio tedesche sono salite dell'1,1% su mese a giugno e dell'1,5% su anno. L'euro torna a rafforzarsi e sfiora gli 1,18 dollari, salendo fino a 1,1798. La divisa unica segna così un nuovo massimo dal gennaio 2015. Come accennato, la dinamica dei prezzi dell'Eurozona è rimasta stabile all'1,3% a luglio, come da attese, ma il dato core è salito dall'1,1 all'1,2 per cento.
Dagli Usa - in attesa dei dati sul lavoro in arrivo il 4 agosto, che potranno orientare le scelte Fed di settembre - si registra il buon andamento (+1,5%) delle vendite di case e il calo sotto le stime dell'indice Chicago Pmi. Sale a 22,8 punti indice manifatturiero della Fed di Dallas a luglio. Le quotazioni dell'euro sono in lieve calo in avvio di settimana anche se la moneta unica resta sopra quota 1,17 dollari e passa di mano a 1,1732 (1,1760 venerdì alla chiusura di Wall Street).
A Piazza Affari, mentre continua a tenere banco la vicenda Fincantieri alla vigilia della visita italiana del ministro francese Bruno Le Maire, i grandi soci di Prelios hanno deciso di scartare l'offerta cinese per la società (in assenza di credenziali bancarie sulla solidità della proposta) e di preferire così l'Opa di Burlington. Bene Ferrari all'indomani della doppietta delle Rosse al Gran Premio di Ungheria; si mette poi in luce Carige sul piano di dismissioni che dovrebbe portare 200 milioni di benefici patrimoniali.
Come annota Bloomberg, nonostante le incertezze e i picchi di tensione geopolitica con la Corea del Nord l'indice Msci Asia Pacific si appresta a chiudere il settimo mese di fila di guadagni. Stamane, la Borsa di Tokyo ha chiuso le contrattazioni piatta in attesa di nuove indicazioni dalla stagione delle trimestrali: l'indice Nikkei segna una variazione negativa dello 0,17%, a quota 19.925,18. Gli scambi sono stati appesantiti dal fatto che sul mercato valutario lo yen si sia rafforzato a quota 110,50 al cambio col dollaro, e sull'euro a 129,70. Bene invece Shanghai che ha guadagnato lo 0,57%.
In Giappone la produzione industriale ha segnato a giugno, secondo la lettura preliminare, un aumento dell'1,6% rispetto a maggio, quando era scesa del 3,6%. Su base annua, quindi rispetto a giugno 2016, l'aumento è stato del 4,9%. Gli analisti si aspettavano un rialzo mensile dell'1,5% e annuo del 4,8%. Delusione invece dall'indice Pmi manifatturiero della Cina, che misura la fiducia dei direttori di acquisto, si è attestato a luglio a 51,4 punti, in calo rispetto ai 51,7 punti del mese precedente e sotto le aspettative del mercato pari a 51,5 punti. Anche l'indice Pmi non manifatturiero è sceso attestandosi a 54,5 punti dai 54,9 precedenti. Sopra 50 punti l'indice segnala comunque una espansione dell'economia.
Detto del petrolio, le quotazioni dell'oro sono stabili vicino ai massimi da metà giugno sui mercati asiatici: il Lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.268 dollari l'oncia, dopo aver toccato i 1.271, alla chiusura delle Borse Ue.
Il greggio ha beneficiato del calo delle scorte Usa e della decisione dell'Opec di un incontro il 6 ed il 7 agosto per discutere sull'efficacia dei tagli alla produzione in alcuni paesi. Alla chiusura dei mercati Ue il petrolio Wti perde leggermente terreno oggi a New York sotto i 50 dollari al barile, soglia che aveva rivisto per la prima volta dal mese di maggio. Anche il Brent si prende una pausa dai rialzi sotto la soglia di 52,5 dollari.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi oscilla intorno a 155 punti base, per un rendimento del Btp decennale al 2,1% sul mercato secondario. Oltre alla disoccupazione italiana, si guarda al rallentamento dei prezzi (sempre in Italia). Segnali positivi per la ripresa arrivano nel Rapporto di previsione Afo 2017-2019 dell'Ufficio studi dell'Abi, per il quale il Pil crescerà dell'1,3% nell'anno in corso, in aumento di quattro decimi di punto rispetto al 2016, per poi stabilizzarsi su questi livelli anche nel successivo biennio. Le vendite al dettaglio tedesche sono salite dell'1,1% su mese a giugno e dell'1,5% su anno. L'euro torna a rafforzarsi e sfiora gli 1,18 dollari, salendo fino a 1,1798. La divisa unica segna così un nuovo massimo dal gennaio 2015. Come accennato, la dinamica dei prezzi dell'Eurozona è rimasta stabile all'1,3% a luglio, come da attese, ma il dato core è salito dall'1,1 all'1,2 per cento.
Dagli Usa - in attesa dei dati sul lavoro in arrivo il 4 agosto, che potranno orientare le scelte Fed di settembre - si registra il buon andamento (+1,5%) delle vendite di case e il calo sotto le stime dell'indice Chicago Pmi. Sale a 22,8 punti indice manifatturiero della Fed di Dallas a luglio. Le quotazioni dell'euro sono in lieve calo in avvio di settimana anche se la moneta unica resta sopra quota 1,17 dollari e passa di mano a 1,1732 (1,1760 venerdì alla chiusura di Wall Street).
A Piazza Affari, mentre continua a tenere banco la vicenda Fincantieri alla vigilia della visita italiana del ministro francese Bruno Le Maire, i grandi soci di Prelios hanno deciso di scartare l'offerta cinese per la società (in assenza di credenziali bancarie sulla solidità della proposta) e di preferire così l'Opa di Burlington. Bene Ferrari all'indomani della doppietta delle Rosse al Gran Premio di Ungheria; si mette poi in luce Carige sul piano di dismissioni che dovrebbe portare 200 milioni di benefici patrimoniali.
Come annota Bloomberg, nonostante le incertezze e i picchi di tensione geopolitica con la Corea del Nord l'indice Msci Asia Pacific si appresta a chiudere il settimo mese di fila di guadagni. Stamane, la Borsa di Tokyo ha chiuso le contrattazioni piatta in attesa di nuove indicazioni dalla stagione delle trimestrali: l'indice Nikkei segna una variazione negativa dello 0,17%, a quota 19.925,18. Gli scambi sono stati appesantiti dal fatto che sul mercato valutario lo yen si sia rafforzato a quota 110,50 al cambio col dollaro, e sull'euro a 129,70. Bene invece Shanghai che ha guadagnato lo 0,57%.
In Giappone la produzione industriale ha segnato a giugno, secondo la lettura preliminare, un aumento dell'1,6% rispetto a maggio, quando era scesa del 3,6%. Su base annua, quindi rispetto a giugno 2016, l'aumento è stato del 4,9%. Gli analisti si aspettavano un rialzo mensile dell'1,5% e annuo del 4,8%. Delusione invece dall'indice Pmi manifatturiero della Cina, che misura la fiducia dei direttori di acquisto, si è attestato a luglio a 51,4 punti, in calo rispetto ai 51,7 punti del mese precedente e sotto le aspettative del mercato pari a 51,5 punti. Anche l'indice Pmi non manifatturiero è sceso attestandosi a 54,5 punti dai 54,9 precedenti. Sopra 50 punti l'indice segnala comunque una espansione dell'economia.
Detto del petrolio, le quotazioni dell'oro sono stabili vicino ai massimi da metà giugno sui mercati asiatici: il Lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.268 dollari l'oncia, dopo aver toccato i 1.271, alla chiusura delle Borse Ue.