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Ferrari è pronta a produrre una "utilitaria" di lusso

La conferma arriva da Marchionne: "Sono in molti a voler guidare una Ferrari. Gli ingegneri ne creeranno una con prestazioni meno aggressive". Balzo dei profitti per la società, l'indebitamento scende a 627 milioni dai 653 di fine anno. Confermati i target 2017

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MILANO - "Non è la fine del mondo superare quota 10mila". Sono le parole con cui l'ad di Ferrari, Sergio Marchionne, preannuncia la volontà della rossa di entrare nel mercato delle "utilitarie" di lusso. Secondo Marchionne, "quota 10mila definisce un costruttore di piccoli volumi. Bisogna essere molto cauti una volta superato questo livello, vi mostrerò cosa succede con un portafoglio (di modelli) modificato all'investor day a inizio 2018". E ha aggiunto che superare il livello di 10mila unità "e' una conseguenza (dell'ampliamento dei modelli), significa che divento come gli altri costruttori".

Rispondendo agli analisti che gli chiedevano una conferma quanto all'ipotesi della possibile produzione di un 'utility vehicle' a quattro posti, Marchionne ha detto che il nuovo modello non sarà un Suv come quelli "esistenti sul mercato, la vettura ancora non esiste e non è stata ancora presa una decisone per costruirla. Il punto è se gli ingegneri Ferrari possono trovare una chiave Ferrari per produrre un utility vehicle con le caratteristiche proprie di una Ferrari, nello stile Ferrari". Marchionne ha anche rilevato che esistono "molte più persone che vorrebbero guidare una Ferrari meno estrema rispetto a persone che vorrebbero guidare una Ferrari estrema", facendo capire che questo può essere uno spazio che la rossa potrebbe coprire.

Nel corso della conference call con gli analisti il manager italo-canadese ha anche avuto parole di elogio per Elon Musk, patron di Tesla, che ha compiuto 'un lavoro fenomenale', occupando spazi lasciati liberi, anche a seguito del Dieselgate, mentre ha affermato che Ferrari "ridurra' l'ammontare di emissioni co2 della sua gamma in modo sensibile" con l'introduzione di modelli ibridi.

Quanto ai risultati, la società ha ottenuto una accelerata degli utili per Ferrari nel secondo trimestre, con un risultato netto adjusted di 136 milioni, in crescita del 30% rispetto all'analogo periodo 2016 e con un Ebit pari a 202 milioni  "a livello record" (+29%). I conti sono stati approvati dal consiglio di amministrazione a Maranello. "Verso un altro grande anno", commenta la società. L'indebitamento industriale netto è sceso a 627 milioni rispetto ai 653 milioni del 31 dicembre 2016, "grazie alla generazione di un forte free cash flow industriale, nonostante la distribuzione ai possessori di azioni ordinarie pari a 120 milioni di euro".

La casa di Maranello ha confermato i target 2017, ribadendo un outlook 2017 che prevede consegne per circa 8.400 Unità, incluse le supercar, ricavi netti per oltre 3,3 miliardi di euro, un ebitda adjusted superiore a 950 milioni e un indebitamento industriale netto pari a circa 500 milioni. La conferma degli obiettivi ha un po' deluso gli investitori e il titolo - reduce da forti rialzi nelle ultime sedute - ha trattato debole. Nel secondo trimestre i ricavi netti ammontano a 920 milioni di euro, in aumento del 13,5% (+12,8% a cambi costanti). Sono state consegnate 2.332 vetture, 118 in più dell'anno precedente (+5,3%).