Economia

Alitalia, scatta la nuova fase. Attesa la risposta di Vivendi sul controllo di Tim

Agenda dei mercati. Si apre la finestra per presentare le manifestazioni di interesse per l'ex compagnia di bandiera, ci sarà tempo fino al 15 settembre. In arrivo a inizio settimana la replica del colosso francese alla richiesta inoltrata dalla Consob. Una risposta affermativa darebbe al governo la possibilità di esercizio del goldnen power. Petrolio, meeting ad Abu Dhabi dei produttori per assicurare il rispetto dei tagli

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MILANO - Archiviata una settimana focalizzata prevalentemente sulla Borsa, con le ottime performance delle big quotate seguite agli ottimi dati semestrali annunciati, i riflettori si spostano fuori da Piazza Affari. Lunedì si apre infatti la nuova fase della vendita di Alitalia. Il bando pubblicato nei giorni scorsi sui giornali stabilisce che dal 7 agosto alla mezzanotte del 15 settembre potranno essere presentate le manifestazioni di interesse. Dopodiché, entro 10 giorni lavorativi, i commissari straordinari comunicheranno ai soggetti in possesso dei requisiti richiesti l'ammissione alla procedura, trasmettendo apposita lettera che regolerà anche l'ammissione alla data room. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti è stato fissato per il 2 ottobre.

Fino ad ora, le offerte non vincolanti hanno visto i pretendenti ridursi ad una decina. Oltre ad Etihad e Ryanair, ci sarebbero Lufthansa, Delta, British ed EasyJet, ma si parla anche di compagnie cinesi e di fondi di investimento. Sulla base delle offerte ricevute, i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari hanno messo a punto il bando.

Sempre sul fronte societario è attesa per l'inizio della settimana, lunedì o martedì, la risposta di Vivendi rispetto alla richiesta della Consob se la società abbia o meno il controllo di Tim. L'Authority ha inviato una richiesta tramite dell'Amf (Autorité des marchés financiers), dato che Vivendi è una società di diritto estero, in cui chiede alla società di Vincent Bollorè di pronunciarsi in merito al controllo, o meno, della società delle tlc italiana. Una richiesta che nasce dalla dichiarazione, del 27 luglio scorso, del cda di Tim che in quella data aveva preso atto "dell'inizio dell'attività di direzione e coordinamento da parte di Vivendi". Ora, dopo la pronuncia di Tim (evidentemente non giudicata esaustiva), la Consob chiede a Vivendi di esplicitare se abbia o meno il controllo su Tim ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile che definisce come tale anche l'influenza dominante. La comunicazione, tramite l'Amf francese, è partita ieri e la risposta al mercato di Vivendi è attesa appunto per lunedì, o al più tardi. In caso di controllo, in base alla normativa italiana, il gruppo francese dovrebbe consolidare nel suo bilancio la società controllata (e il suo debito). Ma soprattutto scatterebbe l'obbligo di notifica al Governo italiano per l'esercizio della golden power.

Appuntamento importante per il Petrolio lunedì e martedì ad Abu Dhabi dove i Paesi Ope c e non Opec si riuniranno nuovamente per fare il punto sull'adesione all'intesa di fine 2016 per i tagli alla prodizione, rinnovata a fine maggio fino a marzo 2018. Intesa che per il momento non ha prodotto il tanto atteso ribilanciamento del mercato, alimendando a sua volta una  crescente mancanza di fiducia nell'efficacia dell'Opec.

Secondo molti analisti i tagli potrebbero continuare anche dopo marzo dell'anno prossimo. Molto dipenderà dall'andamento dei prezzi nei prossimi mesi. In ogni caso domani e dopodomani i paesi produttori faranno il punto sull'adesione all'intesa sui tagli, che è stata rispettata da molti ma non da tutti. Tra questi, i più indisciplinati l'Iraq, il Kazakhstan, gli Emirati Arabi Uniti, la Libia e la Nigeria. In particolare, gli ultimi due paesi sono esentati dai tagli a causa della delicata situazione politica ed economica, ma negli ultimi mesi la sola produzione dei due Stati africani ha di fatto annullato un terzo dei tagli effettuati dall'Opec e dai suoi alleati. Da qui l'intenzione che si sta diffondendo all'interno del Cartello di coinvolgere anche loro nei tagli. A far sperare in una ripresa dei prezzi, c'è anche il rallentamento della produzione shale statunitense: nell'ultima settimana di luglio il numero di trivelle per la ricerca di greggio è aumentato (+2) ma Baker Hughes ha spiegato che l'incremento di luglio è stato di appena 10 unità il minore da oltre un anno (maggio 2016).

LUNEDI' 7
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Germania: diffusione dati sulla produzione industriale, relativa al mese di giugno
Meeting produttori Opec/non Opec

MARTEDI' 8
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Riunione del CDA di Banca Ifis, per approvare i risultati finanziari relativi ai primi sei mesi del 2017

MERCOLEDI' 9
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Cina: diffusione dati sull'inflazione, relativa al mese di luglio
L'Istat diffonde i dati sulla produzione industriale, di giugno 2017
Usa: diffusione dati sulle scorte e produzione di greggio (dati EIA) fino al 4 agosto

GIOVEDI' 10
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L'Istat diffonde i dati sul commercio estero e sui prezzi all'import, di giugno 2017 (senza briefing)
Usa: diffusione dati sulle nuove richieste di disoccupazione fino al 5 agosto
Usa: diffusione dati sul PPI domanda finale, relativo al mese di luglio

VENERDI' 11
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L'Istat diffonde i dati sui prezzi al consumo, di luglio 2017 (senza briefing)
Usa: diffusione dati sull'inflazione relativa al mese di luglio