MILANO - Borse europee positive in chiusura. Milano cresce dello 0,08%, Francoforte dello 0,28%, Londra dello 0,14% mentre Parigi sale dello 0,21%. A Piazza Affari brilla in particolare Banca Generali mentre soffrono i titoli del cemento, dopo la multa Antitrust sulle imprese del settore. Male anche Tim, dopo le precisazioni di ieri di Vivendi sul controllo. A spingere le piazze europee era stata l'inversione di tendenza della Borsa Usa, che però ha accentuato le perdite dopo l'avvertimento del presidente Donald Trump alla Corea del Nord. A Wall Street il Dow Jones perde lo 0,15% a 22.085,84 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 6.370,46 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,24% a 2.474,97 punti.
In flessione invece Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato in calo dello 0,28%. Sui mercati asiatici pesa anche il dato sulle esoprtazioni cinesi in crescita del 7,2% a luglio a fronte di un +11% atteso. Sotto le aspettative anche il dato sulle importazioni, in rialzo dell'11% contro il +18% stimato. Sempre in mattinata si registra l'aggiornamento il dato sulla bilancia commerciale tedesca, con una nuova crescita del surplus, salito a giugno a 21,2 miliardi di euro su base mensile a fronte dei 20,3 miliardi di euro registrati il mese precedente. A giugno le esportazioni sono scese del 2,8% mensile a 104,9 miliardi e le importazioni del 4,5% a 83,7 miliardi.
Sui mercati valutari chiusura in calo per l'euro, sotto quota 1,18 dollari. Le moneta unica passa di mano a 1,1747 dollari e a 130,10 yen. Nuovi minimi per la sterlina: la valuta inglese scende a 0,908 pence per euro, ai livelli di ottobre 2010.
Ancora senza grandi scossoni lo spread. Il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 152 punti, in linea con la chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano che torna però appena sopra il 2%.
Intanto il superindice Ocse, che offre un'interpretazione delle evoluzioni economiche future, continua a "segnalare una dinamica di crescita stabile nell'insieme della zona Ocse". Il Cli (Composite Leading Indicator) anticipa una "dinamica di crescita stabile" anche per l'Italia e Usa, oltre che Giappone, Canada ed Eurozona. Nel Regno Unito, l'Ica "conferma invece i segni di un possibile calo". Stime positive invece per Germania, Francia, Cina e Brasile. Tra le economie emergenti, l'Ica indica una crescita stabile in India e segni di calo in Russia.
Poco movimentate le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti segna un lieve rialzo dello 0,14% a 49,46 dollari al barile mentre il Brent cresce dello 0,15% a 52,45 dollari. Gli occhi sono ancora puntati su Abu Dhabi, dove si svolge il secondo e ultimo giorno del vertice dei Paesi produttori, chiamati a fare il punto sul rispetto dell'accordo sancito nel novembre scorso sui tagli alla produzione e a valuare eventuali nuove misure. In calo l'oro. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.251 dollari l'oncia con un'oscillazione dello 0,31%.
In flessione invece Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato in calo dello 0,28%. Sui mercati asiatici pesa anche il dato sulle esoprtazioni cinesi in crescita del 7,2% a luglio a fronte di un +11% atteso. Sotto le aspettative anche il dato sulle importazioni, in rialzo dell'11% contro il +18% stimato. Sempre in mattinata si registra l'aggiornamento il dato sulla bilancia commerciale tedesca, con una nuova crescita del surplus, salito a giugno a 21,2 miliardi di euro su base mensile a fronte dei 20,3 miliardi di euro registrati il mese precedente. A giugno le esportazioni sono scese del 2,8% mensile a 104,9 miliardi e le importazioni del 4,5% a 83,7 miliardi.
Sui mercati valutari chiusura in calo per l'euro, sotto quota 1,18 dollari. Le moneta unica passa di mano a 1,1747 dollari e a 130,10 yen. Nuovi minimi per la sterlina: la valuta inglese scende a 0,908 pence per euro, ai livelli di ottobre 2010.
Ancora senza grandi scossoni lo spread. Il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 152 punti, in linea con la chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano che torna però appena sopra il 2%.
Intanto il superindice Ocse, che offre un'interpretazione delle evoluzioni economiche future, continua a "segnalare una dinamica di crescita stabile nell'insieme della zona Ocse". Il Cli (Composite Leading Indicator) anticipa una "dinamica di crescita stabile" anche per l'Italia e Usa, oltre che Giappone, Canada ed Eurozona. Nel Regno Unito, l'Ica "conferma invece i segni di un possibile calo". Stime positive invece per Germania, Francia, Cina e Brasile. Tra le economie emergenti, l'Ica indica una crescita stabile in India e segni di calo in Russia.
Poco movimentate le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti segna un lieve rialzo dello 0,14% a 49,46 dollari al barile mentre il Brent cresce dello 0,15% a 52,45 dollari. Gli occhi sono ancora puntati su Abu Dhabi, dove si svolge il secondo e ultimo giorno del vertice dei Paesi produttori, chiamati a fare il punto sul rispetto dell'accordo sancito nel novembre scorso sui tagli alla produzione e a valuare eventuali nuove misure. In calo l'oro. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.251 dollari l'oncia con un'oscillazione dello 0,31%.