Borse europee in ripresa. L'"avviso" di Trump alla Corea spinge giù Wall Street
Flavio BiniIndici deboli nel Vecchio Continente, poi l'inversione di tendenza. Avanza ancora il surplus commerciale tedesco. Nuovi minimi per la sterlina Ocse: crescita stabile in Italia e nell'Eurozona. Spread ancora poco mosso. Petrolio in flessione
MILANO - Borse europee positive in chiusura. Milano cresce dello 0,08%, Francoforte dello 0,28%, Londra dello 0,14% mentre Parigi sale dello 0,21%. A Piazza Affari brilla in particolare Banca Generali mentre soffrono i titoli del cemento, dopo la multa Antitrust sulle imprese del settore. Male anche Tim, dopo le precisazioni di ieri di Vivendi sul controllo. A spingere le piazze europee era stata l'inversione di tendenza della Borsa Usa, che però ha accentuato le perdite dopo l'avvertimento del presidente Donald Trump alla Corea del Nord. A Wall Street il Dow Jones perde lo 0,15% a 22.085,84 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 6.370,46 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,24% a 2.474,97 punti.
In flessione invece Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato in calo dello 0,28%. Sui mercati asiatici pesa anche il dato sulle esoprtazioni cinesi in crescita del 7,2% a luglio a fronte di un +11% atteso. Sotto le aspettative anche il dato sulle importazioni, …
In flessione invece Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato in calo dello 0,28%. Sui mercati asiatici pesa anche il dato sulle esoprtazioni cinesi in crescita del 7,2% a luglio a fronte di un +11% atteso. Sotto le aspettative anche il dato sulle importazioni, …
MILANO - Borse europee positive in chiusura. Milano cresce dello 0,08%, Francoforte dello 0,28%, Londra dello 0,14% mentre Parigi sale dello 0,21%. A Piazza Affari brilla in particolare Banca Generali mentre soffrono i titoli del cemento, dopo la multa Antitrust sulle imprese del settore. Male anche Tim, dopo le precisazioni di ieri di Vivendi sul controllo. A spingere le piazze europee era stata l'inversione di tendenza della Borsa Usa, che però ha accentuato le perdite dopo l'avvertimento del presidente Donald Trump alla Corea del Nord. A Wall Street il Dow Jones perde lo 0,15% a 22.085,84 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 6.370,46 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,24% a 2.474,97 punti.
In flessione invece Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato in calo dello 0,28%. Sui mercati asiatici pesa anche il dato sulle esoprtazioni cinesi in crescita del 7,2% a luglio a fronte di un +11% atteso. Sotto le aspettative anche il dato sulle importazioni, in rialzo dell'11% contro il +18% stimato. Sempre in mattinata si registra l'aggiornamento il dato sulla bilancia commerciale tedesca, con una nuova crescita del surplus, salito a giugno a 21,2 miliardi di euro su base mensile a fronte dei 20,3 miliardi di euro registrati il mese precedente. A giugno le esportazioni sono scese del 2,8% mensile a 104,9 miliardi e le importazioni del 4,5% a 83,7 miliardi.
Sui mercati valutari chiusura in calo per l'euro, sotto quota 1,18 dollari. Le moneta unica passa di mano a 1,1747 dollari e a 130,10 yen. Nuovi minimi per la sterlina: la valuta inglese scende a 0,908 pence per euro, ai livelli di ottobre 2010.
Ancora senza grandi scossoni lo spread. Il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 152 punti, in linea con la chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano che torna però appena sopra il 2%.
Intanto il superindice Ocse, che offre un'interpretazione delle evoluzioni economiche future, continua a "segnalare una dinamica di crescita stabile nell'insieme della zona Ocse". Il Cli (Composite Leading Indicator) anticipa una "dinamica di crescita stabile" anche per l'Italia e Usa, oltre che Giappone, Canada ed Eurozona. Nel Regno Unito, l'Ica "conferma invece i segni di un possibile calo". Stime positive invece per Germania, Francia, Cina e Brasile. Tra le economie emergenti, l'Ica indica una crescita stabile in India e segni di calo in Russia.
Poco movimentate le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti segna un lieve rialzo dello 0,14% a 49,46 dollari al barile mentre il Brent cresce dello 0,15% a 52,45 dollari. Gli occhi sono ancora puntati su Abu Dhabi, dove si svolge il secondo e ultimo giorno del vertice dei Paesi produttori, chiamati a fare il punto sul rispetto dell'accordo sancito nel novembre scorso sui tagli alla produzione e a valuare eventuali nuove misure. In calo l'oro. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.251 dollari l'oncia con un'oscillazione dello 0,31%.
In flessione invece Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato in calo dello 0,28%. Sui mercati asiatici pesa anche il dato sulle esoprtazioni cinesi in crescita del 7,2% a luglio a fronte di un +11% atteso. Sotto le aspettative anche il dato sulle importazioni, in rialzo dell'11% contro il +18% stimato. Sempre in mattinata si registra l'aggiornamento il dato sulla bilancia commerciale tedesca, con una nuova crescita del surplus, salito a giugno a 21,2 miliardi di euro su base mensile a fronte dei 20,3 miliardi di euro registrati il mese precedente. A giugno le esportazioni sono scese del 2,8% mensile a 104,9 miliardi e le importazioni del 4,5% a 83,7 miliardi.
Sui mercati valutari chiusura in calo per l'euro, sotto quota 1,18 dollari. Le moneta unica passa di mano a 1,1747 dollari e a 130,10 yen. Nuovi minimi per la sterlina: la valuta inglese scende a 0,908 pence per euro, ai livelli di ottobre 2010.
Ancora senza grandi scossoni lo spread. Il differenziale Btp/Bund si attesta a quota 152 punti, in linea con la chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano che torna però appena sopra il 2%.
Intanto il superindice Ocse, che offre un'interpretazione delle evoluzioni economiche future, continua a "segnalare una dinamica di crescita stabile nell'insieme della zona Ocse". Il Cli (Composite Leading Indicator) anticipa una "dinamica di crescita stabile" anche per l'Italia e Usa, oltre che Giappone, Canada ed Eurozona. Nel Regno Unito, l'Ica "conferma invece i segni di un possibile calo". Stime positive invece per Germania, Francia, Cina e Brasile. Tra le economie emergenti, l'Ica indica una crescita stabile in India e segni di calo in Russia.
Poco movimentate le quotazioni del petrolio. Il greggio Wti segna un lieve rialzo dello 0,14% a 49,46 dollari al barile mentre il Brent cresce dello 0,15% a 52,45 dollari. Gli occhi sono ancora puntati su Abu Dhabi, dove si svolge il secondo e ultimo giorno del vertice dei Paesi produttori, chiamati a fare il punto sul rispetto dell'accordo sancito nel novembre scorso sui tagli alla produzione e a valuare eventuali nuove misure. In calo l'oro. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.251 dollari l'oncia con un'oscillazione dello 0,31%.