Le tensioni Usa-Corea del Nord spaventano i mercati, Borse in calo
Flavio Bini
Le minacce tra i due Paesi impensieriscono gli investitori, sale l'"indice della paura". In netto calo i listini europei, Tokyo chiude a -1,33%. Chiusura negativa anche a Wall Street. Il dollaro recupera leggermente terreno. Spread ancora stabile. Petrolio in flessione dopo il vertice di Abu Dhabi
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MILANO - Lo scambio di minacce tra Stati Uniti e Corea del Nord comincia ad impensierire i mercati. Le Borse europee vivono una giornata tutta in flessione. Milano perde lo 0,91%, Londra scivola dello 0,59%, Francoforte dell'1,12% e Parigi dell'1,40%. A Piazza Affari arretrano in particolare tutte le banche. La peggiore è Buzzi Unicem, che arretra del 3,28%. Male anche Wall Street, con lo S&P 500 e il Nasdaq che archiviano la seduta peggiore da maggio. Il Dow Jones perde lo 0,91% a 21.849,42 punti, il Nasdaq cede il 2,13% a 6.216,87 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,44% a 2.438,28 punti.
Netta flessione anche per Tokyo, con l'indice Nikkei che ha archiviato in ribasso dell'1,31%. Attesa in calo anche l'apertura di tutti i listini europei. A fare da termemetro del nervosismo degli investitori è ancora una volta il Vix index, il cosiddetto "indice della paura" che fotografa la volatilità sul mercato, risalito ai massimi visti alla fine del mese scorso.
Sul mercato valutario il dollaro riguadagna leggermente terreno. L'euro scambia a 1,1743 sul biglietto verde, lontano dall'1,18 visto negli ultimi giorni. Il cambio dollaro/yen si attesta inece a 110,36. Spread in lieve rialzo rispetto agli ultimi giorni. Il differenziale Btp/Bund viaggia chiude a 160 punti con il rendimento al 2,01%.
Tra i dati macroeconomici della giornata, è molto positivo il dato sulla produzione industriale italiana, cresciuta dell'1,1% su base mensile. Negli Usa la produttività industriale è cresciuta più delle stime, mentre il costo del lavoro è aumentato meno del previsto. Dopo il rallentamento del primo trimestre, quando era salita solo dello 0,1%, la produttività sembra orientata ad accelerare il passo, cosa positiva per l'economia nel suo complesso.
I dati sulle scorte Usa di greggio, in calo oltre le previsioni, fanno invertire le quotazioni sul mercato. Il Wti risale a 49,18 dollari al barile, il Brent a 52,26. Prevedibile il rialzo dell'oro, in linea con i nuovi timori avvertiti dagli investitori. Il lingotto viene scambiato a 1274 dollari l'oncia, in crescita di oltre 13 dollari.