Economia

Tilos, la perla del Dodecaneso andrà al 100 per cento a energia rinnovabile

A settembre partono le opere per la realizzazione di impianti solari ed eolici e un sistema di batterie e reti intelligenti che renderà l'isola completamente autonoma. Anche in Italia un progetto per rendere energeticamente indipendenti le isole minori.

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MILANO - Già si consideravano come una delle isole più avanzate, per il rispetto dell'ambiente, di tutto l'Egeo. Dove la caccia, tanto per capire, è stata bandita fin dal 1993. Lo sarà ancora di più a partire dal prossimo settembre, quando nella piccola isola di Tilos (non più di 500 abitanti, tra Rodi e Kos di fronte alle coste turche) inizieranno i lavori per la realizzazione di un impianto che - entro due anni -  la renderà energeticamente indipendente, la prima in tutto il Mediterraneo ad essere alimentata dalla sola energia rinnovabile.

Non è la prima isola che ci prova: ma il progetto che parte a Tilos ha vinto una serie di premi europei ed è l'unico nel Mediterraneo finanziato da Horizon 2020, il programma dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione. A cosa deve la sua unicità? Non tanto dal fatto che l'elettricità sarà prodotta grazie a un impianto fotovoltaico da 500 kilowatt e uno eolico da 700 kw, piuttosto perché l'energia in eccesso verrà accumulata in una batteria tecnologicamente avanzata e redistribuita secondo la domanda dei residenti, i quali verranno tutti dotati di nuovi pannelli per il riscaldamento dell'acqua. Il tutto coordinato da una smart-grid, una rete intelligente che evita al massimo gli sprechi e le dispersioni.

Le isole minori che non possono giustificare l'investimento di una centrale elettrica, sono solitamente alimentate via nave di combustibili fossili, per lo più gasolio o olio, per alimentare generatori diesel. Una procedura costosa, ma anche inquinante. Oppure come Tilos, si ricorre a cavi sottomarini che portano elettricità da isole vicine o dalla costa, ma il pericolo di blackout è costante. Grazie alla diffusione delle rinnovabili e delle reti intelligenti, il problema può essere finalmente superato.

Ma c'è un altro particolare che rende il progetto "Tilos" unico nel suo genere. Per la prima volta sono stati sperimentate batterie che - a differenza delle generazioni precedenti - durano molto di più dei cinque anni della vita media dei sistemi di accumulo tradizionali. Non solo: fino a oggi le batterie non si potevano considerare del tutto amiche dell'ambiente, visto che - giunte a fine vita - causavano non pochi problemi e difficoltà per il loro smaltimento. Le batterie che saranno usate a Tilos, invece, sono perfettamente riciclabili. Non per nulla si tratta di un progetto cui hanno lavorato ricercatori di più paesi europei, anche italiani, coordinati dall'università del Pireo, che proprio qui a Tilos ha la sua summer school nel mese di giugno.

In questo modo, si colma una lacuna imbarazzante per le isole del Mediterraneo: nonostante l'abbondanza di sole e di vento, nessuno si era reso indipendente utilizzando le energie verdi. Eppure, secondo un dossier di Legambiente dell'anno scorso, sono almeno una ventina nel mondo le isole che hanno già raggiunto l'indipendenza grazie alle rinnovabili o stanno per raggiungerla. In Italia, nel luglio scorso, è stato approvato un decreto del ministero dello Sviluppo economico grazie al quale una ventina di sole minori potranno dotarsi di impianti rinnovabili che godranno di una incentivazione (stabilità dall'Autorità dell'Energia) e avranno risorse per l'ammodernamento della rete elettrica. Oltre a essere interessate a progetti pilota per accumuli e smart grid che verranno finanziati da fondi europei. Le isole interessate sono Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa, Linosa e Capri. Come si vede siamo ancora indietro rispetto a Tilos, ma è pur sempre un primo passo.