✕

Bce, serve stabilità: no a misure affrettate

Le linee guida potrebbero cambiare in autunno. Serve ancora un ampio grado di accomodamento monetario "per permettere alle pressioni inflazionistiche di fondo di continuare a crescere"
2 minuti di lettura
MILANO - In occasione dell'ultima riunione del consiglio i governatori della Bce hanno concordato nel ritenere importante mantenere una guida stabile della politica monetaria ritenendo di importanza "fondamentale" evitare di mandare segnali che potrebbero essere mal interpretati o esagerati. E' quanto emerge dai verbali della riunione tenuta il 20 luglio a Francoforte. Il timore è che si possa assistere a quanto accaduto nel 2013 quando la Fed annuncio il tapering off scatenando reazioni incontrollate sul mercato del debito.

L'inflazione rimane il problema principale per la Bce e i governatori vedono la necessità di continuare a garantire "un progresso convincente" su questo fronte prima di pensare a un cambio significativo di rotta. Al tempo stesso, i governatori sono concordi nel ritenere che le attuali condizioni di finanziamento ultra-favorevoli, che in "larga misura" dipendono dalla politica monetaria, non possono essere da…
MILANO - In occasione dell'ultima riunione del consiglio i governatori della Bce hanno concordato nel ritenere importante mantenere una guida stabile della politica monetaria ritenendo di importanza "fondamentale" evitare di mandare segnali che potrebbero essere mal interpretati o esagerati. E' quanto emerge dai verbali della riunione tenuta il 20 luglio a Francoforte. Il timore è che si possa assistere a quanto accaduto nel 2013 quando la Fed annuncio il tapering off scatenando reazioni incontrollate sul mercato del debito.

L'inflazione rimane il problema principale per la Bce e i governatori vedono la necessità di continuare a garantire "un progresso convincente" su questo fronte prima di pensare a un cambio significativo di rotta. Al tempo stesso, i governatori sono concordi nel ritenere che le attuali condizioni di finanziamento ultra-favorevoli, che in "larga misura" dipendono dalla politica monetaria, non possono essere date per scontate. Dunque un monito ai mercati a rimanere vigili perchè la politica della Bce rimane dipendente dall'andamento dei dati macro, come indicato in più occasioni dal presidente Mario Draghi.

Il Consiglio direttivo della Bce ha anche discusso della possibilità di apportare una piccola modifica alla forward guidance ma ha poi deciso di soprassedere per ragioni di cautela. "E' stato avanzato un suggerimento di valutare una piccola modifica nel linguaggio sulla forward guidance", si legge nelle minute sulla base del ragionamento che aspettare troppo a compiere questo passo potrebbe portare a un "disallineamento" fra la comunicazione della Bce e la sua valutazione dell'economia il che potrebbe portare a una maggiore volatilità di mercato quando questo cambiamento nella comunicazione avverrà effettivamente. Il consiglio ha tuttavia respinto questa idea "in quanto è stato ritenuto di importanza fondamentale evitare di mandare segnali che potrebbero essere male interpretati e rivelarsi prematuri". "Di conseguenza - proseguono i verbali - c'è stato consenso fra tutti i membri nel mantenere intatti tutti gli elementi della forward guidance".

I governatori si sono trovati d'accordo nel rinviare "all'autunno" ogni possibile modifica della comunicazione sulla politica monetaria. "Il consiglio direttivo doveva trovare un buon punto di equilibrio - si legge nelle minute - da una parte tra esprimere una giustificata fiducia nell'espansione economica da una parte e dall'altra sottolineare la necessità che la politica monetaria rimanga persistente e paziente. E' stato dunque ritenuto importante sottolineare che un ampio grado di accomodamento monetario rimane necessario per permettere alle pressioni inflazionistiche di fondo di continuare a crescere, supportando l'inflazione headline nel medio termine e per consentire alle dinamiche di inflazione di diventare più durevoli e autonome". Alla luce di questo scenario, il consiglio direttivo ha ritenuto anche importante reiterare la propria prontezza nel modificare la durata o l'entità del suo programma di acquisti secondo necessità. "C'è stato ampio consenso che occorreva prudenza per quanto riguarda le comunicazioni del consiglio direttivo sul possibile timing delle sue decisioni sul corso futuro della politica monetaria. Nel complesso i membri del consiglio direttivo si sono trovati d'accordo che la comunicazione sul timing delle decisioni dovrebbe essere rimandato all'autunno".