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Fed e Bce raffreddano i mercati. Borse europee in calo, tonfo Wall Street

Dai verbali dell'ultima riunione del board emerge cautela su possibili cambi nella poIitica monetaria di Francoforte: "Serve stabilità". La valuta europea si indebolisce e scende sotto quota 1,17 sul dollaro. I documenti della Banca Centrale Usa mostrano una spaccatura interna sul prossimo rialzo dei tassi. La rottura di Trump con le grandi aziende Usa alimenta nuove incertezze: New York vive la giornata più nera negli ultimi tre mesi
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MILANO - Le Borse europee chiudono in lieve calo dopo i guadagni di ieri. Gli spunti maggiori arrivano dai verbali pubblicati dalla Bce sull'ultima riunione del board di fine luglio. I governatori hanno espresso preoccupazione su possibili futuri eccessivi rialzi dell'euro. Timori che hanno trascinato giù la moneta unica che è scesa temporaneamente sotto quota 1,17 sul dollaro.

I listini europei hanno scontato al ribasso i segnali emersi dalle minute. Milano perde lo 0,74%, Londra lo 0,59%, Francoforte cede lo 0,48% e Parigi lo 0,87%. A frenare gli acquisti anche gli input arrivati in tarda serata ieri dagli Usa. Prima la decisione di Donald Trump di smantellare i consigli istituiti con i vertici delle principali aziende del Paese, colpevoli secondo il presidente Usa di un atteggiamento troppo critico sul suo comportamento dopo i fatti di Charlottesville, poi la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Fed, che hanno mostrato una netta divisione …
MILANO - Le Borse europee chiudono in lieve calo dopo i guadagni di ieri. Gli spunti maggiori arrivano dai verbali pubblicati dalla Bce sull'ultima riunione del board di fine luglio. I governatori hanno espresso preoccupazione su possibili futuri eccessivi rialzi dell'euro. Timori che hanno trascinato giù la moneta unica che è scesa temporaneamente sotto quota 1,17 sul dollaro.

I listini europei hanno scontato al ribasso i segnali emersi dalle minute. Milano perde lo 0,74%, Londra lo 0,59%, Francoforte cede lo 0,48% e Parigi lo 0,87%. A frenare gli acquisti anche gli input arrivati in tarda serata ieri dagli Usa. Prima la decisione di Donald Trump di smantellare i consigli istituiti con i vertici delle principali aziende del Paese, colpevoli secondo il presidente Usa di un atteggiamento troppo critico sul suo comportamento dopo i fatti di Charlottesville, poi la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Fed, che hanno mostrato una netta divisione tra i membri della Banca Centrale Usa a proposito degli ultimi dati sull'inflazione americana. Indicazioni che secondo alcuni suggerirebbero prudenza prima di procedere al nuovo rialzo entro fine anno annunciato già in diverse occasioni, mentre altri ritengono che ulteriori rinvii possano spingere l'inflazione verso impennate pericolose.

Non a caso per Wall Street quella odierna è stata la peggiore seduta degli ultimi tre mesi, col Dow Jones in calo dell'1,24%, il Nasdaq in flessione dell'1,94% e l'indice S&P500 che lascia sul terreno l'1,54%.

In ribasso anche la Borsa di Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso in flessione dello 0,14%. Wall Street ha invece terminato le contrattazioni con tutti gli indici in lieve rialzo.

Lieve movimento al rialzo per lo spread che apre questa mattina ha aperto a quota 162 punti, dopo essere rimassto per circa dieci giorni agganciato a quota 160. ll rendimento del decennale italiano sale al 2,04%.

Sul fronte dell'agenda macroeconomica è il dato dell'inflazione europea comunicato da Eurostat il più importante della giornata. La crescita dei prezzi si conferma all'1,3% su base annuale, in linea con le stime preliminari.

Corposo il pacchetto di dati arrivati dagli Stati Uniti nel pomeriggio. A luglio la produzione industriale è cresciuta per il sesto mese consecutivo anche se leggermente meno delle previsioni. Il mese scorso la produzione industriale è salita dello 0,2%, dopo il rialzo dello 0,4% di giugno (dato invariato). Gli analisti si attendevano una crescita dello 0,3%. in calo ma meno delle previsioni  il dato dell'indice Fed di Philadelphia, che misura l'andamento del settore manifatturiero dell'area di Filadelfia, sceso da 19,5 a 18,9 punti rispetto al 18,5 previsto. Meglio delle attese le statistiche sulle richieste settimanali di sussidi disoccupazione, calate a quota 232 mila unità nella settimana al 14 agosto rispetto alle precedenti 244 mila e a fronte di un dato atteso di 240 mila. In mattinata sono arrivati invece i dati sulla disoccupazione in Francia, scesa al 9,2%, tornando ai livelli dell'inizio del 2012.

Petrolio in lieve rialzo, con il Wti a 46,81 dollari al barile e il Brent a 50,39 dollari. In risalita l'oro, a 1288 dollari l'oncia.